Sarà il due Stelle Michelin, Gennaro Esposito il capofila alla Cena dei Mille 2026 di Parma
Parma torna a diventare, per una sera, un’unica grande tavola. Domani, martedì 8 settembre, Piazza Garibaldi e Strada della Repubblica si trasformano in una tavolata di 400 metri per la settima edizione della Cena dei Mille, organizzata dalla Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy insieme al Comune di Parma. Mille commensali siederanno nel cuore del centro storico per una cena che quest’anno porta in cucina il Due Stelle Michelin Gennaro Esposito, patron de La Torre del Saracino.
L’appuntamento continua ad allargare il proprio raggio oltre i confini nazionali: i biglietti sono andati esauriti in appena 6 minuti lo scorso 8 luglio, con oltre 80 acquisti arrivati dall’estero — da Australia e USA fino a Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Olanda e Polonia.
Un territorio che vende sempre di più nel mondo
I numeri che accompagnano la vigilia della cena raccontano di un territorio in salute. Nel 2025 l’export delle sei filiere della Parma Food Valley ha raggiunto 5,78 miliardi di euro, in crescita del 12,7% rispetto ai 5,13 miliardi del 2024. A pesare di più è la pasta di Barilla, che da sola vale 2,5 miliardi, seguita dal Consorzio del Parmigiano Reggiano con 2 miliardi. Più staccati il Consorzio del Prosciutto di Parma (700 milioni), il pomodoro di Mutti e Rodolfi Mansueto (534 milioni), il latte di Parmalat (26 milioni) e le alici di Delicius, Rizzoli Emanuelli e Zarotti (20 milioni).
Guardando al fatturato complessivo al consumo, le sei filiere hanno chiuso il 2025 a 12,5 miliardi di euro, l’8,7% in più rispetto agli 11,5 miliardi del 2024 e il 33% in più rispetto al periodo pre-Covid. La quota destinata all’estero supera ormai il 46% del totale. In questa fotografia più ampia, la pasta guidata da Barilla vale 4,88 miliardi, il Parmigiano Reggiano 3,96 miliardi, il Prosciutto di Parma 1,6 miliardi, il latte di Parmalat 1,05 miliardi, il pomodoro di Mutti e Rodolfi Mansueto 912 milioni e le alici di Delicius, Rizzoli Emanuelli e Zarotti 150 milioni.
Gennaro Esposito nella storia degli ospiti d’onore

Il primo dei due piatti principali è affidato al guest chef Gennaro Esposito, due stelle Michelin e patron de La Torre del Saracino. Per l’occasione ha scelto uno dei piatti che più lo rappresentano, la Minestra di pasta mista con pesci di scoglio, pensata come omaggio alla Parma Food Valley.



A firmare il primo piatto della serata sarà Gennaro Esposito, che porterà in tavola il suo piatto iconico ‘Minestra di pasta mista con pesci di scoglio’, pensato come omaggio alla Parma Food Valley. Lo chef campano entra così in una lista di ospiti d’onore che dal 2018 ha visto susseguirsi alcuni dei nomi più noti della cucina italiana e internazionale: Carlo Cracco, Norbert Niederkofler, Chicco Cerea ed Enrico Crippa nell’edizione 2022, la prima dopo il Covid, poi Enrico Bartolini e Riccardo Monco nel 2023, Davide Oldani con Iginio Massari nel 2024 e infine Giancarlo Perbellini, protagonista dell’edizione più recente.
Quattro portate, un solo filo conduttore


Il menù si sviluppa su quattro portate. Si parte con l’antipasto firmato da Parma Quality Restaurants, ‘Vellutata di pomodoro, verdure croccanti, gambero e olio al basilico’, per poi passare al primo di Gennaro Esposito, la ‘Minestra di pasta mista con pesci di scoglio’. Il secondo porta la firma di Chef to Chef Emilia Romagna con ‘Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno’, un piatto legato alla memoria contadina del territorio, mentre a chiudere la cena sarà ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana con ‘Oro della Bassa’.

La serata prosegue con il piatto firmato da Chef to Chef Emilia Romagna: Bue bianco, pesca di vigna e tartufo di Fragno, dedicato alla memoria contadina del territorio. Il bue, ingrassato sei mesi per ottenere la massima infiltrazione di grasso, viene affettato sottile, arrotolato e finito in forno, accompagnato da una salsa ricavata dai ritagli e arricchita di tartufo, e da pesche Tardive di vigna bagnate con vino Fortana. A raccontare il piatto è Massimo Spigaroli, presidente onorario di Chef to Chef Emilia Romagna e presidente della Fondazione Parma UNESCO.
«È un piatto che prende spunto dal passato, quando i buoi erano parte integrante del lavoro nelle campagne parmensi e le macellerie si fregiavano di proporne le carni succulente nei periodi di festa – racconta Massimo Spigaroli, presidente onorario di Chef to Chef Emilia Romagna e presidente di Fondazione Parma UNESCO –. Da lì l’idea di rivalutare queste carni importanti, che ormai stanno scomparendo».

A chiudere il percorso è ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, con il dolce Oro della Bassa: una panna cotta che ospita il meliloto, pianta tipica del territorio, completata da un inserto di crema inglese al polline. Lo racconta Matteo Berti, direttore didattico della scuola.


Ad accompagnare le portate saranno i vini del Consorzio Franciacorta, nuova partnership della cena a partire dal 2026, presente sia con il Franciacorta sia con il Curtefranca Rosso, e quelli del Consorzio dei Vini dei Colli di Parma, che per l’occasione ha realizzato una bottiglia pensata apposta per l’evento: la ‘Malva dei Mille’, una Malvasia di Candia aromatica dolce, abbinata al dessert di ALMA. Al tavolo anche le cantine Venturini Baldini e Il Poggiarello, oltre alla conferma di Acqua Panna e S.Pellegrino. Il servizio è affidato a AIS Emilia-Parma, con 30 sommelier impegnati per tutta la serata.

Diciotto postazioni per l’aperitivo di apertura
Come da tradizione, la serata si apre con l’aperitivo, articolato quest’anno in 18 postazioni. Dodici sono dedicate al food: sei rappresentano le filiere della Parma Food Valley già citate, mentre le altre sei vedono protagonisti i Consorzi di Tutela di Culatello di Zibello, Coppa di Parma e Salame Felino, Salumi DOP Piacentini e Fungo di Borgotaro, insieme a Coppini Arte Olearia e a Destinazione Turistica Emilia con l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. Le restanti sei postazioni sono riservate al beverage, divise in parti uguali tra vini, analcolici e mixology.
A completare l’esperienza ci sono i partner storici della manifestazione: Bormioli Luigi firma i 1.000 sottopiatti in vetro opale da collezione, mentre Coccinelle realizza i mille braccialetti in pelle destinati ai commensali. Tra le novità dell’edizione 2026 c’è Audi Eurocar Parma, che porta in Piazza Garibaldi l’Audi RS5 esposta per l’occasione. Rinnova la propria presenza anche il gruppo provinciale dei Panificatori Artigiani Parma.
Una parte del ricavato per la solidarietà

Anche quest’anno la Cena dei Mille mantiene un risvolto sociale: una parte del ricavato sarà destinata ad attività di beneficenza. Nella scorsa edizione erano stati devoluti 20mila euro a Emporio Market Solidale Parma, realtà che sostiene circa 1.900 nuclei familiari per oltre 6.000 persone, per anticipare l’acquisto di un mezzo elettrico destinato alla consegna dei prodotti a oltre 200 famiglie che non riescono a raggiungere la struttura. Il ricavato dell’edizione 2026 servirà a coprire per intero l’importo di quel mezzo.
In caso di maltempo, la cena si svolgerà sotto i portici di via Mazzini.
Chi organizza l’evento
La Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy è nata nel 2017, dopo la nomina di Parma a Città Creativa UNESCO per la Gastronomia arrivata nel dicembre 2015 dal Direttore generale dell’UNESCO. L’obiettivo della Fondazione è promuovere la cultura legata al patrimonio enogastronomico, coinvolgendo istituzioni pubbliche e private, operatori economici e commerciali e la popolazione del territorio a cui questo patrimonio appartiene.

Foto: Carra

