Riaprono i Musei del Cibo di Parma: dal 28 febbraio si riparte

Riaprono i Musei del Cibo di Parma: dal 28 febbraio si riparte

Prende il via sabato 28 febbraio 2026, la nuova stagione dei Musei del Cibo della provincia di Parma prende il via sabato 28 febbraio: dopo la chiusura invernale, le sedi del circuito museale dedicato alle produzioni tipiche della Food Valley tornano ad accogliere visitatori di ogni età. Un calendario ricco di iniziative accompagnerà le famiglie per tutto il mese di marzo, in un percorso tra storia, tradizioni gastronomiche e scoperta del territorio.

Cosa riaprirà il 28 febbraio e cosa no

Tutte le sedi del circuito torneranno visitabili dalla data di riapertura, con due eccezioni. Il Museo del Parmigiano Reggiano è attualmente in fase di riallestimento nella nuova sede della Chiesa dei Cappuccini di Fontevivo, mentre il Museo del Tartufo Nero di Fragno riaprirà più avanti, a maggio. Per entrambe le strutture sono in corso lavori che promettono allestimenti rinnovati e spazi pensati per una fruizione ancora più coinvolgente.

“Musei in scena!”: il filo conduttore della primavera 2026

Per tutto marzo, ogni fine settimana uno dei musei aderenti ospiterà un appuntamento speciale nell’ambito del progetto “Musei in scena!”, il tema che fa da cornice alle attività ludico-didattiche gratuite per bambini e famiglie. Il primo appuntamento è fissato per il 1° marzo. L’idea di fondo è quella di trasformare le sale espositive in spazi vivi e partecipativi: le storie del cibo e della gastronomia locale diventano il materiale grezzo di laboratori creativi, esperimenti scientifici, giochi sensoriali e narrazioni interattive. Il pubblico non è semplice spettatore, ma parte attiva dell’esperienza.

I laboratori sono gratuiti, durano circa un’ora e mezza e si svolgono nel pomeriggio a partire dalle 15.30. La prenotazione è obbligatoria per ragioni di spazio e si effettua tramite l’App gratuita “Parma Welcome”. Per informazioni è possibile contattare lo IAT del Comune di Parma al numero 0521.218889, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Il programma dei laboratori di marzo


Si parte il 1° marzo al Museo del Prosciutto di Langhirano con “Bene come il sale”: a cura dell’associazione Googol, bambini tra i 5 e i 10 anni esploreranno il ruolo del sale nella conservazione dei cibi attraverso una fiaba e semplici esperimenti scientifici.

Il 7 marzo è la volta del Museo del Salame di Felino con “L’impresa di Cavalier Salamino” (a cura di ArcheoVea, 6-10 anni): un’avventura teatrale interattiva in cui i bambini risolvono un mistero legato alla tradizione norcina.

L’8 marzo al Museo del Pomodoro di Corte di Giarola (Collecchio), l’associazione Esperta guida famiglie con bambini dai 7 anni in “Il caso della latta scomparsa”: un gioco investigativo tra la storia del pomodoro e la sua filiera industriale.

Il 14 marzo al Museo dell’Olio di San Secondo, Coppini Arte Olearia propone “Pane, Olio e Poesia” per bambini dai 4 ai 12 anni: degustazione guidata, racconti e suggestioni poetiche per scoprire la cultura dell’olio attraverso i sensi.

Il 15 marzo al Museo del Vino di Sala Baganza la Pro Loco Sala Baganza accompagna i bambini dai 5 ai 10 anni nel mondo della vite con “La principessa Grappolina e i suoi piccoli amici Acini”: favola interattiva, gioco e attività creative.

Il 21 marzo al Museo del Fungo di Borgotaro, Daniela Visentini guida i bambini tra i 6 e i 10 anni in “Una cartolina dal bosco”: laboratorio creativo sull’ambiente del sottobosco, con materiali naturali per realizzare elaborati artistici.

Il 22 marzo al Museo della Pasta di Giarola, ancora Esperta porta famiglie con bambini dai 7 anni in “Il giallo della trafila”: attività ludico-investigativa per scoprire come nasce la pasta, dalle materie prime alle fasi della lavorazione.

Si chiude il 28 marzo al Museo del Culatello di Polesine – Antica Corte Pallavicina: lo staff dell’Antica Corte Pallavicina guida i bambini dai 7 ai 10 anni in “I tesori della Corte”, tra storia del luogo, tradizione e la scoperta del culatello nel suo contesto storico originale.

Mario Marini: “Un anno di sviluppo e rinnovamento”

Mario Marini

Il presidente dei Musei del Cibo Mario Marini ha sottolineato il valore della riapertura come occasione di contatto diretto con la comunità locale: «La riapertura dei Musei del Cibo rappresenta ogni anno un momento importante di incontro con il territorio e con la nostra comunità. I laboratori per le famiglie sono uno degli strumenti più efficaci per trasmettere cultura, identità e consapevolezza alle nuove generazioni. Il 2026 sarà inoltre un anno di sviluppo e rinnovamento per il nostro circuito, grazie a nuovi allestimenti, progetti inclusivi e iniziative che rafforzeranno il ruolo dei musei come luoghi di partecipazione e crescita culturale».

I principali progetti in cantiere per il 2026

L’anno in corso si preannuncia particolarmente denso di novità per il circuito museale. Tra i cantieri aperti figura il riallestimento del Museo del Parmigiano Reggiano nella sede della Chiesa dei Cappuccini di Fontevivo, un’operazione attesa che restituirà al museo una collocazione di grande valore storico e architettonico. Parallelamente è previsto l’ampliamento del Museo del Prosciutto di Langhirano con nuovi spazi espositivi interattivi, e proseguiranno gli interventi per l’accessibilità e l’inclusione del pubblico.

Tra i progetti più innovativi spicca la realizzazione del Museo diffuso del Gusto nel centro storico di Parma: un percorso urbano pensato per raccontare il rapporto profondo tra la città e la sua identità gastronomica, integrando il patrimonio immateriale della tradizione culinaria parmense nel vissuto degli spazi pubblici.

Riconoscimento come ente del Terzo Settore e i numeri del 2025

La riapertura coincide con una fase di consolidamento strutturale per la rete museale: il circuito è stato recentemente riconosciuto come ente del Terzo Settore, un passaggio che ne rafforza la vocazione no profit e apre nuove possibilità di attrarre risorse, collaborazioni esterne e volontari. Il bilancio del 2025 si è chiuso in modo positivo: oltre 34.200 visitatori nell’ultimo anno, e più di 400.000 ingressi complessivi dalla nascita del primo museo. Dati che confermano come il circuito abbia saputo costruire nel tempo un pubblico fedele e in crescita, interessato al patrimonio culturale e produttivo della Food Valley.

Per maggiori informazioni: www.museidelcibo.it

Ennio Barbieri