7 parole-chiave per il Baccanale di Imola edizione 2026

Baccanale Imola 2026 cartolina illustrata Gianluca Folì

Per vedere il programma completo, che è enorme, c’è il link al sito ufficiale e c’è un dettagliatissimo tabloid cartaceo che si trova in distribuzione in città. Ma dopo la presentazione ai giornalisti alla presenza delle autorità cittadine, qui voglio invece dare 7 criteri o spunti o motivi per farvi la vostra scaletta personale della prossima edizione del Baccanale di Imola – da sabato 24 ottobre a domenica 15 novembre. 

Come da cartolina e manifesto con l’illustrazione quest’anno affidata a Gianluca Folì, il tema di quest’anno è Incontri. Il sottotitolo, che la dice lunga sul senso del tema è: la cucina italiana senza confini. 

Ed ecco, di conseguenza, le 7 parole.

Incontri: da seguire

Il Baccanale celebra gli incontri. Di persone, culture, cibi. Incontri che sono dialoghi, scambi di ingredienti, acquisizioni, reinterpretazioni che hanno fatto della cucina italiana quello che è. Lo ha spiegato molto bene il professor Massimo Montanari, Direttore scientifico di Baccanale.

Senza confini: da ricordare

Dire “cucina italiana” è qualcosa di diverso da dire “la cucina d’Italia”. Perché la cucina italiana è del mondo. È un’appartenenza che viaggia. Lo hanno dimostrato molto bene le testimonianze di Donato de Santis, cuoco-imprenditore ed entertainer gastronomico dall’Argentina e di Girolamo Panzetta, personaggio televisivo e icona italiana del lifestyle in Giappone. 

Dintorni: da visitare

Anche quest’anno, Imola e dintorni è l’area del Baccanale. I dintorni non sono margini: fanno parte del disegno e contano, perché non sono pochi e perché celebrano il Baccanale con la stessa passione della città: Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Bolognese, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Mordano… 

Indotto: da esplorare

Ristoranti, agriturismi, tenute, piazze, biblioteca, teatro Ebe Stignani. Ma anche Baccanale in boutique con tantissimi indirizzi coinvolti e tanti fuori menu oltre ai menu dei ristoranti in rassegna. La forza agricola ed economica della città e del territorio è presente e fa del Baccanale un evento corale, un bene collettivo, un indotto attivo. 

Bambini: da coinvolgere

Dove andiamo se non pensiamo ai bambini, che sono il futuro? Moltissimi degli appuntamenti del Baccanale – laboratori, assaggi, spettacoli – sono dedicati a loro. Senza limiti di età: ci sono iniziative addirittura per i bambini di pochi mesi.

Olio: da approfondire

Imola è Città dell’Olio e con questo fa onore alla regione. Il Baccanale, oltre a proporre visite guidate in frantoio – interessanti, perché siamo vicini al momento della produzione dell’olio novello – banchi d’assaggio all’Autodromo Enzo Ferrari nel weekend del 6 e 7 novembre.

Salvaguardia: da praticare

Ora che La cucina italiana è patrimonio UNESCO, non ci si siede sugli allori. Occorrono le misure di salvaguardia. Maddalena Fossati, direttore de La Cucina Italiana e capofila dell’iniziativa che ha portato al riconoscimento internazionale, è stata chiara: la cucina deve diventare materia di studio in tutte le scuole. In tutti i paesi. La cucina – non solo quella italiana – è cultura.

Appuntamento all’inaugurazione del Baccanale 2026 sabato 24 ottobre al teatro Ebe Stignani con il sindaco di Imola Marco Panieri, l’assessore alla cultura Giacomo Gambi, l’assessore alle politiche per lo sviluppo economico e agricoltura Pierangelo Raffini e la lectio magistralis di Massimo Montanari. 

Daniela Ferrando