Antonella De Santis: giornalista, conduttrice e voce autorevole del Gambero Rosso

Antonella De Santis

Ebbene si, c’è chi arriva al giornalismo enogastronomico da una lunga frequentazione delle sale da teatro. È proprio il caso di Antonella De Santis, una delle firme più riconoscibili del Gambero Rosso, che ha costruito il suo percorso professionale tenendo insieme due mondi apparentemente lontani: la scena e la cucina. Un doppio sguardo che oggi si traduce in un approccio narrativo originale, capace di leggere il cibo non solo come tecnica o ingrediente, ma come linguaggio culturale.

Da Romac’è al Gambero Rosso: una carriera costruita su due fronti

La carriera di Antonella De Santis prende forma all’interno del noto settimanale romano Romac’è, dove ha ricoperto per anni il ruolo di caporedattore occupandosi in parallelo di teatro e ristorazione. Non molti giornalisti riescono a muoversi con la stessa disinvoltura tra la critica teatrale e la recensione gastronomica, eppure questa doppia competenza ha rappresentato per lei una risorsa autentica, non una semplice curiosità biografica.

Dopo l’esperienza editoriale presso Workitout – Coworking Roma, il suo percorso l’ha portata stabilmente nella redazione del Gambero Rosso, dove dal 2012 si occupa prevalentemente dei contenuti per il sito web. Il portale del Gambero Rosso ha registrato negli anni un’intensa crescita editoriale: come ha dichiarato la stessa De Santis in un’intervista al Festival del Giornalismo Alimentare, “negli ultimi anni il sito web di Gambero Rosso ha implementato notevolmente la sua attività, in media pubblichiamo circa 7 articoli al giorno.”

Enogastronomia, eventi e comunicazione: un profilo a tutto tondo

Nel corso degli anni, Antonella De Santis ha affiancato all’attività redazionale una presenza attiva nel circuito degli eventi del settore, contribuendo alla comunicazione di presentazioni editoriali, show cooking e manifestazioni dedicate al food e al vino. Ha inoltre collaborato con diverse riviste e portali specializzati, consolidando una reputazione che va oltre il profilo della semplice cronista gastronomica.

Il suo metodo di lavoro si distingue per la cura nell’approfondimento e per una certa diffidenza verso le notizie date per scontate. Lo ha ribadito in più occasioni, sostenendo la necessità di verificare le fonti prima di amplificare allarmi o sensazionalismi, in un panorama mediatico in cui il cibo è spesso oggetto di distorsioni. Un orientamento che l’ha portata a partecipare come moderatrice al panel sulle “bufale” e agli allarmismi nell’informazione alimentare durante il Festival del Giornalismo Alimentare, a testimonianza di un impegno che non si esaurisce nella produzione di contenuti ma si estende alla riflessione sulle pratiche del giornalismo di settore.

La firma del Gambero Rosso: dagli Chef stellati ai territori meno raccontati

Tra gli articoli più recenti firmati da Antonella De Santis per il Gambero Rosso spiccano reportage di viaggio gastronomico che esplorano realtà territoriali spesso lontane dai circuiti più battuti. È il caso del suo itinerario culinario tra Bagheria, Porticello, Cefalù e Finale di Pollina, in cui ha messo in luce ristoranti come La Strummula e il Faro Verde di Porticello, o il ristorante Cala Luna a Cefalù, affidato allo Chef Dario Pandolfo. Servizi come questi confermano un approccio al territorio che va ben oltre il semplice elenco di locali: ogni pezzo è un racconto che intreccia storia, paesaggio e materia prima.

Sul versante internazionale, la sua produzione include anche contributi per Gambero Rosso International, dove ha firmato articoli dedicati alla cucina italiana all’estero, con focus su città come Parigi e Hong Kong. Un’ulteriore conferma di come il suo sguardo sia capace di adattarsi a contesti molto diversi senza perdere coerenza di metodo.

Un percorso che comincia dal teatro e continua a tavola

Come ha raccontato lei stessa, la sua non è stata la traiettoria più diretta verso il giornalismo gastronomico. Questa gradualità, unita a una formazione che comprende la critica teatrale, ha probabilmente contribuito a formare un occhio attento non solo al piatto, ma al contesto in cui viene servito, alle persone che lo preparano, alle storie che porta con sé.

Oltre all’attività redazionale, Antonella De Santis ha collaborato con il portale Artribune e con altri siti di settore, mantenendo nel tempo un profilo riconoscibile nel panorama del giornalismo culturale e gastronomico italiano. Una figura che, con discrezione e continuità, ha contribuito a costruire un’informazione alimentare più consapevole e meno incline al sensazionalismo.

Ennio Barbieri