
C’è un momento preciso della vita, in cui si capisce che la propria strada non è quella che gli altri avevano immaginato per noi. Per Matteo Berti, nato nel 1974 a Reggio Emilia, quel momento arriva in giovane età, osservando sua madre muoversi tra i fornelli e suo padre gestire il bancone del bar trattoria di famiglia. Due figure che, senza saperlo, hanno piantato in lui i semi di una vocazione: il senso del dovere, la cura per gli altri e una curiosità autentica verso il cibo. Suo padre, però, aveva in mente un futuro diverso per lui – una carriera in medicina. Berti lo ringrazierà scegliendo un’altra forma di scienza: quella della cucina.
L’Istituto di Camogli e gli anni sulle navi da crociera
La formazione professionale di Berti inizia all’Istituto Alberghiero Guglielmo Marconi per Specialisti di Bordo di Camogli, una scuola che non si limita a insegnare tecniche di cucina ma prepara i ragazzi a un mondo senza confini fissi. È proprio da lì che Berti imbocca la rotta per il giro del mondo, lavorando sulle navi da crociera. Numeri che fanno capire la portata dell’esperienza: una media di 900 coperti al giorno, culture diverse che si incontrano ogni mattina a colazione, ritmi serratissimi e la necessità assoluta di lavorare in squadra. Quella dimensione collettiva – lo spirito di brigata, la fiducia reciproca, la pressione gestita insieme – sarà una delle lezioni più durature della sua vita professionale.
Svizzera, Germania e la scoperta della pasticceria
Gli anni successivi portano Berti attraverso gli hotel di lusso della Svizzera e i ristoranti della Germania: contesti esigenti, dove ogni dettaglio conta e la qualità non ammette scuse. È in questo periodo che Berti – con la lucidità di chi sa guardare i propri limiti senza tirarsi indietro – riconosce una lacuna nella sua preparazione: la pasticceria. Non si ferma a constatarlo: la affronta.
Grazie all’incontro con Gino Fabbri e Danilo Freguja, due riferimenti autorevoli del settore, si avvicina alla materia in modo rigoroso e scientifico. La sua formazione trova terreno fertile alla cioccolateria Peratoner di Pordenone, dove la pasticceria smette di essere solo manualità e diventa comprensione profonda di processi chimici e fisici. Un approccio che segnerà il suo modo di insegnare la materia agli studenti di domani.
Le Calandre e la lezione di Massimiliano Alajmo
Tra le esperienze che hanno lasciato il segno più profondo nella sua biografia professionale c’è l’ingresso nella brigata del ristorante Le Calandre, a Rubano (Padova), sotto la guida di Massimiliano Alajmo – uno dei cuochi italiani più celebrati, stella del firmamento gastronomico tricolore con il suo percorso alle 3 stelle Michelin. In quella cucina, Berti non impara solo tecniche: interiorizza il significato di un lavoro fatto con sincerità, dove ogni gesto ha un perché e niente viene lasciato al caso. È anche lì che affiora per la prima volta una vocazione inaspettata: quella di trasmettere agli altri ciò che sa.
ALMA e la carriera nell’insegnamento
Il 2005 è l’anno della svolta. Il contatto con ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana apre a Berti un capitolo nuovo: quello della formazione professionale. La scuola, con sede nella Reggia di Colorno in provincia di Parma, è considerata uno dei punti di riferimento mondiali per chi vuole approfondire la cultura gastronomica italiana ad alto livello. Berti trova qui la sintesi di tutto il suo percorso: la tecnica acquisita in anni di lavoro sul campo, la capacità di leggere le difficoltà degli studenti, la voglia di trasmettere non solo ricette ma un modo di stare in cucina.
Oggi ricopre il ruolo di Direttore Didattico di ALMA, punto di riferimento tanto per i docenti quanto per gli allievi dei corsi Superiore di Cucina Italiana e Superiore di Pasticceria. Un incarico che non lo allontana dalla pratica, ma lo pone al centro di un sistema formativo che ogni anno forma centinaia di professionisti destinati a lavorare nelle cucine di tutto il mondo.
Matteo Berti come formatore
Nel corso degli ultimi anni, Berti ha consolidato il suo ruolo all’interno di ALMA partecipando attivamente a eventi di settore, masterclass e iniziative di promozione della cucina italiana nel mondo. La sua figura è oggi riconosciuta non solo come quella di un docente tecnico, ma come quella di un formatore capace di costruire percorsi didattici coerenti con le esigenze del mercato del lavoro nell’alta ristorazione. Tra i temi su cui si è particolarmente concentrato vi sono la didattica innovativa applicata alla cucina professionale, la valorizzazione delle materie prime italiane e la trasmissione dei valori etici del lavoro in brigata alle nuove generazioni di cuochi e pasticcieri.
La filosofia in cucina: rispetto, cultura, curiosità
A chi gli chiede di sintetizzare in poche parole cosa significhi fare cucina, Berti risponde con precisione chirurgica: “Rispetto, cultura, curiosità”. Tre parole che non sono uno slogan ma il distillato di un’intera carriera. Il rispetto – verso la materia prima, verso chi lavora accanto a te, verso chi mangerà il tuo piatto. La cultura – come comprensione autentica della tradizione italiana, quella che non si impara solo dai libri ma si respira nei mercati, si tocca con le mani e si porta in viaggio. La curiosità – come motore che non si spegne mai, nemmeno dopo decenni di lavoro.
Pasta da mangiare, riso da cucinare
C’è qualcosa di rivelatore nelle preferenze personali di un cuoco. Berti non fa eccezione: il suo piatto preferito da gustare è la pasta, quello che ama di più preparare è il riso. Una scelta che dice molto: la pasta come radice, comfort, identità italiana nel piatto; il riso come sfida tecnica, come materiale da plasmare con attenzione e sensibilità. Due ingredienti apparentemente umili che, nelle mani giuste, diventano lo spazio in cui si misura davvero la competenza di un cuoco.
I corsi tenuti da Matteo Berti ad ALMA
Nell’ambito della sua attività didattica presso ALMA, Matteo Berti è docente nei seguenti corsi di formazione professionale avanzata:
- Corso Superiore di Cucina Italiana
- Corso Superiore di Pasticceria
Entrambi i percorsi si rivolgono a professionisti che vogliono approfondire le proprie competenze nel solco della grande tradizione gastronomica italiana, affrontata con metodo rigoroso e apertura verso le evoluzioni della cucina contemporanea.
