Ingresso della “Cantina di Venosa” nella guida WineList Italia 2026/2027: due vini del Vulture selezionati dai sommelier al Paestum Wine Fest

Al Paestum Wine Fest andato in scena il 3 marzo scorso, la Cantina di Venosa ha ottenuto un risultato di rilievo nel panorama della sommellerie italiana: due sue etichette sono state incluse nella guida WineList Italia 2026/2027, il progetto WineList on Tour che raccoglie 1.000 etichette italiane e internazionali selezionate da cento tra i migliori sommelier operativi nella ristorazione del Paese.

La caratteristica che distingue questa guida rispetto ad altre pubblicazioni di settore è la sua impostazione: non una redazione tradizionale, ma un gruppo di professionisti del servizio che scelgono e raccontano i vini secondo la propria esperienza diretta sul campo. Per Cantina di Venosa, che ha la propria cantina a Venosa (PZ) nel cuore della Basilicata, l’inclusione nella guida con due vini rappresenta un segnale concreto del lavoro portato avanti negli ultimi anni.

Carato Venusio 2020: la voce autentica del Vulture

Il primo vino selezionato è il Carato Venusio – Aglianico del Vulture DOCG Superiore 2020, scelto dalla sommelier Nausicaa Stoppelli, socia e responsabile del vino presso il ristorante Lanterna Rossa – Dario Amaro di Maratea (PZ). Nella sua scelta c’è anche una componente personale: il nome stesso del vino porta con sé elementi identitari della Basilicata.

Come spiega la stessa Stoppelli: «È un vino a cui tengo molto, perché è rappresentativo del mio percorso come sommelier e già nel nome racconta la mia Basilicata. Il termine Carato richiama i piccoli fusti (i caratelli), mentre Venusio rimanda a Venosa. È quindi, per me, una delle espressioni più efficaci del territorio».

Il Carato Venusio porta in bottiglia la materia prima dell’Aglianico del Vulture DOCG nella sua versione Superiore, con un profilo che riflette le caratteristiche vulcaniche del territorio e la struttura tannica che contraddistingue questo vitigno nelle annate più significative.

Tansillo Pas Dosé “36 Lune”: l’Aglianico in veste spumante


La seconda selezione riguarda il Tansillo Pas Dosé – Vino Spumante di Qualità Metodo Classico Rosé “36 Lune”, scelto da Paolo Angrisani, responsabile acquisti e vendita delle Enoteche Cantina di Bacco a Potenza. La scelta di Angrisani mette in risalto un aspetto spesso trascurato dell’Aglianico: la sua capacità di esprimersi in modo inedito attraverso la rifermentazione in bottiglia.

Nelle parole del sommelier: «La scelta del Tansillo nasce dalla volontà di valorizzare la versatilità del vitigno, un vino che ha dato una nuova “faccia” all’Aglianico, esprimendone al meglio le caratteristiche territoriali in una raffinata interpretazione Metodo Classico Rosé».

Il Tansillo Pas Dosé prende il nome da Luigi Tansillo, poeta del Cinquecento originario di Venosa, e viene prodotto con 36 mesi di affinamento sui lieviti — da qui il sottotitolo “36 Lune”. Un progetto che dimostra come l’Aglianico del Vulture non sia un vitigno a senso unico, ma sappia declinare la propria identità anche in forme insolite.

Il Gran Tasting di Paestum: i vini raccontati dai professionisti

Nausicaa Stoppelli

Il Gran Tasting si è tenuto il 3 marzo a Paestum, nell’ambito del Paestum Wine Fest. In quella sede, ciascun sommelier ha presentato e fatto degustare le sei etichette della propria selezione a un pubblico composto esclusivamente da operatori del settore: produttori, buyer ed esperti. Un formato pensato per favorire la comunicazione diretta tra chi produce e chi lavora quotidianamente con il vino in sala o dietro al banco.

Sia il Carato Venusio che il Tansillo Pas Dosé erano dunque in degustazione in quella giornata, ciascuno accompagnato dal racconto del sommelier che lo aveva scelto. Le due etichette hanno così avuto modo di confrontarsi direttamente con il pubblico degli addetti ai lavori, in un contesto che valorizza la selezione individuale piuttosto che i punteggi standardizzati.

Cosa rappresenta WineList Italia per il settore

La guida WineList Italia si propone come strumento di orientamento per operatori, buyer e appassionati, costruito su un criterio diverso rispetto alle guide tradizionali: al centro non ci sono commissioni di esperti anonimi, ma professionisti identificati che firmano le proprie scelte e le motivano in prima persona.

L’edizione completa WineList Italia 2026/2027 sarà presentata ufficialmente a ottobre, in occasione della Milano Wine Week. Il volume raccoglierà le 1.000 etichette selezionate dai 100 sommelier coinvolti nel progetto, con i relativi commenti e le motivazioni di ogni scelta.

La posizione della cantina: le parole del Presidente

Francesco Perillo

A commentare il risultato è Francesco Perillo, Presidente di Cantina di Venosa: «Per Cantina di Venosa questa doppia selezione da parte di due accorsati operatori lucani rappresenta, oltre che un riconoscimento significativo per il contesto in cui si è svolta la manifestazione, la conferma che lo sviluppo e la valorizzazione dell’Aglianico del Vulture trova la massima espressione nel sostegno alla ristorazione con i propri attori qualificati».

La dichiarazione di Perillo mette in luce una scelta strategica della cooperativa: investire nel rapporto con i professionisti del settore ristorativo come canale prioritario per la diffusione dei vini del Vulture. Non soltanto distribuzione, quindi, ma costruzione di una rete di competenze capace di raccontare questi vini nei contesti più adatti.

Cantina di Venosa e l’Aglianico del Vulture: un percorso di riconoscimenti

Fondata nel 1957 come cooperativa agricola, Cantina di Venosa vinifica uve provenienti dalle colline vulcaniche del Monte Vulture in provincia di Potenza. L’Aglianico del Vulture DOCG è il vitigno di riferimento, ma la gamma si estende fino a proposte che esplorano formati meno convenzionali per questa denominazione — come appunto il Metodo Classico Rosé con il Tansillo.

L’ingresso nella guida WineList Italia 2026/2027 si aggiunge a un percorso che ha visto i vini di Cantina di Venosa guadagnare progressivamente attenzione al di fuori dei confini regionali, portando la bandiera della Basilicata vitivinicola in contesti nazionali di primo piano.

Ennio Barbieri