

Una sabato mattina di festa in Piazza Grande a Modena
Vi aspettiamo tutti, Sabato 17 ottobre, alle 11.30 nella Piazza Grande di Modena, quando si fermerà per qualche minuto tra un banco e l’altro de La Bonissima 2026, la 16ª edizione del Festival del gusto e dei prodotti tipici modenesi. Il nome della rassegna arriva da lontano: si rifà all’antica statua della Bonissima, che in piazza simboleggia il buon commercio, a ricordare che quello spazio è stato luogo di mercato fin da tempi remoti. Ed è proprio lì che la Confraternita del Gnocco d’Oro celebra la cerimonia di conferimento delle pergamene agli Ambasciatori della Coppia Fumante 2026: cinque persone che, ognuna a modo suo, hanno raccontato, cucinato o fatto crescere la cultura gastronomica emiliana. visitmodena
Chi consegna i riconoscimenti

Sul palco salgono il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, Stefano Reggiani, Cavaliere della Confraternita del Gnocco d’Oro, Carlo Bonacini, editore di Edizioni Artestampa, e il Gran Maestro della Confraternita Luca Bonacini. Saranno loro a mettere le pergamene nelle mani dei cinque nuovi ambasciatori.

Enrico Bergonzi, due secoli di famiglia ad Al Vèdel
La storia di Enrico Bergonzi comincia più di duecento anni fa, quando la sua famiglia aprì un’osteria di passaggio diventata col tempo un ristorante elegante e accogliente: il Ristorante Al Vèdel, di cui oggi è chef patron. A Colorno, in provincia di Parma, guida anche il salumificio Podere Cadassa. In cucina ha raccolto il testimone portando idee nuove: pasta fresca, carni da cortile, pesci di fiume e molta ricerca.
Non è un lavoro solitario. Accanto a lui ci sono da sempre la moglie Edgarda Meldi, la sorella Monica Bergonzi con il marito Marco Pizzigoni, e adesso i figli Giulia, Carlo ed Elisa, a loro volta affiancati dai compagni. Dal salumificio di famiglia escono i salumi della Bassa, dal Culatello di Zibello Dop alla rara Spalla Cruda di Palasone. Enrico presiede l’Associazione Cuochi Parma ed è tra i fondatori, oltre che presidente, del Consorzio Parma Quality Restaurants, nato ufficialmente nel 2016 dopo il riconoscimento di Parma come Città Creativa della Gastronomia Unesco. Da lì sono arrivati appuntamenti rimasti nella memoria della città di Maria Luigia, come la Cena dei Mille, e iniziative in Italia e all’estero.

Francesca Blesio, la cronaca che sa ascoltare
Giornalista professionista, Francesca Blesio ha cominciato a scrivere e a parlare al microfono già da studentessa universitaria. Da lì sedici anni a Radio Capital, due con l’emittente TRC, poi i quotidiani con il Resto del Carlino. Dal 2007 è al Corriere di Bologna – Corriere della Sera, dove oggi da redattrice lavora tra desk, editing e giornalismo digitale.
Ha scritto di calcio, di cronaca, di cultura, e ha firmato per Pendragon il libro “Grand Tour Bologna”. Nei suoi pezzi sono passati i grandi nomi della modenesità nel mondo, da Massimo Bottura a Vasco Rossi fino a Luciano Pavarotti, ma anche vite meno illuminate dai riflettori: Giliana Galeotti, referente del Progetto Famiglie Chernobyl, o la chef modenese che dopo aver perso l’olfatto con il Covid ha trasformato il suo locale in una pizzeria. Storie di inclusione, di ripartenze, di occasioni arrivate quando nessuno se le aspettava. Da più di dieci anni segue anche il cibo: tutto è partito da un blog e dalla rubrica “Fuori menu”, che oggi vive nelle pagine di cronaca raccontando le vite e le idee nascoste.

Marco Olivi Mocenigo e il ritorno della Salumeria Fini
La passione per la cucina Marco Olivi Mocenigo l’aveva ereditata dal nonno Giorgio Gambigliani Zoccoli, ingegnere di mestiere e cuoco per piacere, che da studioso dell’ABTM gli regalò la sua prima batteria di aceto. Marco ha studiato sul serio: laurea con lode all’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food a Pollenzo, master ad Alma, diploma di sommelier AIS di III livello e un posto in diverse associazioni di degustatori.
Il sogno però era uno solo, ed era sotto casa. In Corso Canalchiaro, proprio sotto l’appartamento dove era nato, c’era la Salumeria Fini, aperta nel 1912: i profumi di quel negozio li respirava da bambino. Riaprirla non è stato semplice, tra ostacoli legislativi, logistici ed economici legati alla storicità degli ambienti. Con testardaggine, una squadra affiatata e il sorriso sempre addosso, ce l’ha fatta. Lì dove nel primo Dopoguerra partivano salumi per tutto il mondo, persino per Winston Churchill, oggi c’è la Bottega San Francesco, con prodotti scelti dall’Italia e dall’estero e un’aria d’altri tempi. Marco è scomparso nell’agosto 2026, ma l’attività va avanti nel suo nome. A ritirare il premio saranno i suoi genitori.

Gabriele Pasca, l’Emilia lontana dalle cartoline
Dopo diversi anni di cronaca sportiva, Gabriele Pasca ha spostato lo sguardo su ristorazione, vino e territori, seguendo da vicino le nuove generazioni della cucina e le filiere. Nei suoi articoli l’Emilia non è mai quella dei luoghi comuni: ci sono piatti e indirizzi che sfuggono alle rotte abituali, come la riscoperta del Gnocco sotto la cenere, antica preparazione della Bassa Modenese, o le insegne modenesi dove ragazzi disabili diventano artigiani ed educatori. Ha raccontato con competenza il mondo di Massimo Bottura e Lara Gilmore, soffermandosi sul lavoro con i giovani allievi.
È contributor della redazione Travel del The Guardian, collabora con Il Gusto di Repubblica, ItalyPost, Italia a Tavola e altre testate di settore, e dirige la guida I 100 Giovani della Cucina Italiana di Post Editori.

Alessandro Rossi, il vino raccontato come patrimonio
Alessandro Rossi è entrato nel mondo del vino giovanissimo e non ne è più uscito. Ha tenuto insieme studio sul campo e ricerca continua, in Italia e all’estero, sui vitigni e sulle cantine più virtuose. Dal 2001 lavora in Partesa, realtà di riferimento nella consulenza e distribuzione beverage per il canale Ho.Re.Ca., dove ha guidato lo sviluppo del comparto vino con il progetto Partesa for Wine, cambiando parecchie regole del settore.
Manager con la testa sui numeri, ma anche divulgatore: è autore e ideatore del format “Deep Red Stories” e di numerose pubblicazioni. Gli si riconosce la capacità di mettere allo stesso tavolo istituzioni, associazioni e ragazzi, trattando il vino non solo come mercato ma come eredità culturale da passare a chi verrà dopo.
Una biblioteca di sapori: i libri della Confraternita

Accanto ai premi, la Confraternita porta in piazza anche il suo lavoro editoriale con Edizioni Artestampa: volumi sul rito del gnocco fritto, sui Lambruschi di Modena, sulla ciliegia con un approfondimento sulla Moretta di Vignola, sul Nocino tradizionale, sull’Amarena Brusca di Modena, sul Mirtillo Nero dell’Appennino, sulla castagna dell’Appennino Tosco-Emiliano, sulla crescentina e le tigelle, sul borlengo. Ci sono poi i due libri dedicati al Tortellino di Modena e al Tortellino di Bologna, con la loro eterna contesa, il ricettario con 28 menu ispirati a Busseto e alla tavola di Giuseppe Verdi, i 40 abbinamenti gourmet del gnocco fritto e una guida ai locali dove mangiarlo davvero a Modena e provincia.
Chi sostiene la giornata
La cerimonia è possibile grazie al sostegno di Acetaia La Bonissima, Gigi Il Salumificio, Cantina della Volta, Amaltea Scuola di Cucina, Sotto Bosco, Dolce Annina e Modena Amore Mio.