Ho partecipato come osservatrice a Pizza in Piazza 2026 in una torrida affollata bellissima Piazza dei Signori a Vicenza. Per i tre punti che desidero toccare, altrettante volte il mio take-home message. Che, per chi odia gli anglismi è il messaggio che ti porti a casa per il futuro.
Le pizze memorabili, almeno tre

I gusti sono soggettivi, è vero. Le proposte erano molte – venti almeno e le riporto al piede di questo articolo. Molte le tentazioni e gli ingredienti insoliti sulla piazza, come l’albicocca. Ma cerco sempre qualcosa che resta in mente e sulle papille senza bisogno di riguardare foto o appunti. A Vicenza, nonostante la limitazione delle basi prelavorate per motivi di sicurezza, di pizze memorabili ne ho trovate almeno tre. Attenzione, non è un podio, ma tre ricordi potenti. Personali.
Alice by Mani Impasto a Zero Branco (TV): una tonda romana semi-integrale con crema di zucchine, fiori di zucca, zucchine fritte, stracciatella di Andria, alici. Una pizza verde estiva estivissima, che si fa ricordare.
La Norvegese. Ovvero la Vicenza del bacalà (cioè lo stoccafisso norvegese) che incontra il Veneto della pizza di ricerca in una tonda al mais con Fiordilatte Mortaretta, Tørrfisk fra Lofoten, cipolla rossa marinata, nduja di cervicati, Olio al Prezzemolo. Firmata Amordipizza da Paese, TV.
Sapore d’estate, una pizza 100% vegetale con tre diversi pomodori, un’originale vellutata di fave e valeriana della mamma , olio EVO Nino Centonze e aceto di mele. Bravi Loop di Albignasego (PD) anche per aver dato valore anche all’olio.
Primo take-home message > caratterizzare rimanendo semplici
La forza del convegno “Radici e Confini: la pizza del territorio”

Un panel di voci molto ascoltate – maestri della pizza, giornalisti e scrittoti, sommelier – ha toccato le opportunità e le responsabilità di raccontare i territori attraverso una creazione come la pizza.
Giusy Ferraina, conduttrice e orchestratrice, ha condotto la discussione attraverso i concetti-chiave.
Renato Bosco, pioniere nel Veneto della pizza di ricerca, ha sottolineato l’esperienza di una pizza pensata, scientifica, riconoscibile.
Dalla Calabria, Daniele Campana, “pizzaiolo di pensiero” e molto più comunicatore di quanto ammetta, la toccato la stagionalità la profondità l’autenticità di scelte a volte estreme.
Dall’Abruzzo Luca Cornacchia, “chi siamo noi per educare?” si è dimostrato in realtà educatore intelligente, con la ricerca e con l’esempio applicato.
Pina Sozio ha stressato due grandi verità: “non ci sono ricette precostituite” in un paese come l’Italia fondato sulla parcellizzazione e “la pizza fa numeri”. Tradotto: arriva a tutti, ha un potere culturale enorme.
Antonella Amodio, con una domanda innocente sull’acqua, come “qual è la sorgente locale?” ha fatto capire la necessità di valorizzare il territorio anche nei pairing. Un altro enorme lavoro da fare.
Con Raffaele e Francesco Savarise, l’organizzazione dell’evento raccoglierà e potenzierà questi spunti. Riusciranno a fare una rete con più consorzi, aziende e figure istituzionali?
Secondo take-home message > la pizza è divulgativa. Che ambasciatrice formidabile!
La pizza allo stoccafisso e il suo contest



Mi sento di insistere sul potenziale meraviglioso di un contest promosso dall’Associazione Eccellenza nella Pizza che spinge sulla pizza e su un ingrediente così identitario per il Veneto come il bacalà (con una c). Insomma lo stoccafisso che così singolarmente, da almeno seicento anni, ci unisce a terre lontane come le Isole Lofoten in Norvegia.
Qui maggiori dettagli sulle date, sul regolamento, sui premi.
Sei i finalisti, tre selezionati nella prima finestra di iscrizione e dopo il Festival Pizza in Piazza: Alessandro Buono Amordipizza (Paese, TV), Davide Sala Dal Presidente (Lumignano, VI). Stefano Franzon La Colombara (Lupia, VI). Altri tre, emergenti da un’ulteriore fase che, visto il numero di richieste di partecipazione, si chiuderà il 30 settembre.
Per partecipare, basta inviare una mail all’indirizzo info@eccellenzanellapizza.it indicando il nome della pizza, la descrizione della ricetta con gli ingredienti e una foto del piatto finito.
Decreteranno congiuntamente il vincitore i fondatori dell’Associazione Eccellenza Nella Pizza e i responsabili del consorzio Tørrfisk fra Lofoten di Norvegia. In premio, una targa dedicata e 1.000 euro.
Tutte le pizzerie che manterranno la pizza allo stoccafisso nel menu verranno inserite nel sito ufficiale del consorzio norvegese, che mappa le migliori realtà ristorative d’Italia.
Terzo take-home message > scateniamo il Veneto goloso di bacalà!
Promemoria: tutte le pizzerie e le pizze dell’edizione 2026

Alveolà di Eros Segato, Asolo (TV) con ALBI-COTTA > Pala dolce alla segale con composta di albicocca, ricotta di Bufala Barlotti alla vaniglia, albicocche al basilico, mandorle tostate e gelèe di vino e con LA CALABRIA > Pala alla segale con pomodoro L’Oro del Vesuvio, olive taggiasche, fior di latte Mortaretta, nduja di Cervicati, pomodorini gialli L’Oro del Vesuvio, basilico e zest di limone, olio E.V.O. Nino Centonze.
Amordipizza di Alessandro Buono, Paese (TV) con LA NORVEGESE di cui sopra > Tonda al mais con fior di latte Mortaretta, baccalà Tørrfisk fra Lofoten, cipolla rossa marinata, nduja di Cervicati e olio al prezzemolo e con CASTELLI ROMANI > Pala al mais con provola di Agerola, porchetta di Ariccia Isabella Leoni e crema di peperoni.
Pizzeria La Colombara di Stefano Franzon, Lupia (VI) con DIAVOLA ESTIVA > Tonda al farro con pomodoro L’Oro del Vesuvio, fior di latte Mortaretta, salamino Euroservice, bufala di Paestum Barlotti, pesto di peperone e lime e con la MARINARA DEL VESUVIO > Tonda al farro con pomodoro L’Oro del Vesuvio, olive taggiasche, pomodorini gialli L’Oro del Vesuvio, capperi Salina, alici di Cetara e basilico.
Pizza Bon di Francesco Paolo Giarraffa, Schio (VI) con LA LIGURIA > Tonda semi-integrale con fior di latte Mortaretta, crema di patate, fagiolini, pecorino stagionato, basilico e pinoli e con VERDE MARE > Tonda semi-integrale con fior di latte Mortaretta, crema di zucchine, filetti di tonno di Cetara, fiori di zucca e pesto di pistacchio.
Pizzeria da Lello di Raffaele Ugliano, Costabissara (VI) con IL CALZONE FRITTO > fior di latte Mortaretta, pomodoro L’Oro del Vesuvio e basilico e con NAPOLI > Calzone fritto con fior di latte Mortaretta, cicoli napoletani, ricotta vaccina, pepe e basilico.
Pizzeria da Angelo di Antonio Acampora, San Vito Di Leguzzano (VI) con CAPRESE MODERNA > Pala multicereali con pomodoro L’Oro del Vesuvio, fior di latte Mortaretta e maionese al basilico e con PRIMO APPUNTAMENTO > Pala multicereali con fior di latte Mortaretta, filetti di Tonno di Cetara e cipolla marinata ai frutti rossi.
Pizzeria Loop di Abdessamad e Achraf El Anbri, Albignasego (PD) con la già citata SAPORE D’ESTATE > Tonda vegana con pomodoro L’Oro del Vesuvio, pomodoro cuore di bue Pomodoro semi-dry, vellutata di fave e valeriana, olio E.V.O. Nino Centonze e aceto di mele e con DOPPIA P > Tonda semi-integrale con pomodoro L’Oro del Vesuvio, provola di Agerola, pepe e basilico.
Mani Impasto di Vittorio di Nunzio, Zero Branco (TV) con (v. sopra) ALICE > Tonda romana semi-integrale con stracciatella di Andria, crema di zucchine, fiori di zucca, alici di Cetara e zucchine fritte e con LA COLORATA > Tonda romana semi-integrale con pomodoro L’Oro del Vesuvio, provola di Agerola e ratatouille di verdure di stagione.
Pizzeria Catello di Catello Buononato, Vigardolo (VI) con LA PIZZA FRITTA > fior di latte Mortaretta, pomodorini gialli L’Oro del Vesuvio, pomodorini del Piennolo D.O.P L’Oro del Vesuvio, parmigiano Reggiano Mortaretta e basilico e con AMATRICIANA A PAESTUM > Padellino al mais con pomodoro arrostito L’Oro del Vesuvio, guanciale di suino nero, bufala di Paestum Barlotti, pomodorino confit, pecorino e pepe.
Cruncheria di Renato Bosco, Verona con REGINELLA > Doppio Crunch con fior di latte Mortaretta, stracciatella di Andria “Primo Latte”, mortadella artigianale, stracchino e granella di pistacchio e con PARMIGIANA > Doppio Crunch con pomodoro L’Oro del Vesuvio, fior di latte Mortaretta, melanzane, parmigiano Reggiano, basilico e olio E.V.O. Nino Centonze.
L’idea è rincorrerle nei locali originali, appena impastate e gustate appena sfornate.
