Tra un attimo è settembre, ma anche fine agosto ha un suo perché. Ecco 7 posti a Milano, personalmente già testati sia per lavoro sia in privato. Sono diversi tra loro e corrispondono ad altrettanti capricci (o mood). Prendere nota per prendere posto e godere una, due o anche sette sere di città cenando ogni volta in base all’umore. Ah, menziono almeno un piatto memorabile-interessante di ciascuno.
Mood esplorativo. Raw, laboratorio di idee

Con settembre riaprirà, con lo Chef Enrico Ferrari bello carico, pronto a fare ancora la sua Panzanella con gelato al pane, piatto che tra l’altro celebra l’olio EVO ed evolve in continuazione. Al momento in cui scrivo, è in carta a 20 €. Al RAW i piatti sono stagionali come percorso e come carta, in realtà ogni giorno diversi sia nel menu lunch, agile, sia nel menu cena, più strutturato. Bellissimo sedere al table chef e veder nascere un piatto tipo Agretti-fragole-olive-capperi delle foto. Se il mood è esplorativo, RAW è un laboratorio di idee.
RAW Restaurant. Corso di Porta Romana 45. Tel. +39 +39 375 9154818
Mood bolognese ma non solo. Rodrigo, come a Bologna in città

Fratello del suo omonimo storico in Piazza Maggiore, Rodrigo Milano procede su due binari: Bologna e cucina di mare. Creatura della famiglia Capua che produce anche vini e olio, punta anche sull’aperitivo e sull’after dinner, grazie all’articolazione degli spazi e ai cocktail di Michele Martirani. Si cena al bistrot o al ristorante. OK, Tortellini, cotoletta petroniana o friggione, ma anche i crudi, le tartare, la Lasagnetta di mare (22 o 24 € al bistrot o al ristorante), mettono d’accordo chi ha voglia di tradizione emiliana e chi vuole il pescato.
Ristorante Rodrigo Milano. Via Savona 11. Tel. +39 97312013
Mood cosmopolita. Terrazza Gallia, che ha un nuovo chef

Terrazza Gallia è luogo cosmopolita per definizione, ma alla milanese. Ed è spesso pieno, a dispetto di chi lo crede solo un locale da turisti alto-spendenti o da clienti business. Il nuovo Chef de Cuisine della Terrazza è Andrea Calìa di Dio, mentre Vincenzo Lebano dirige tutti gli outlet del Gallia. Gioiosi i piatti, come la Zucchina Patisson o la Tartare di ricciola che simula un pomodoro. Occhio a dettagli di genio, vedi i crackers che riproducono i cavalli alati sulla facciata della Stazione Centrale, vera dichiarazione di identità Milano-mondo.
Terrazza Hotel Excelsior Gallia / Terrazza Gallia. Piazza Duca d’Aosta 9, Milano. Tel. +39 0267853514
Mood romantico. Rubacuori, per un tête-à-tête

Mood romantico? Ecco un altro ristorante d’hotel d’atmosfera, amato anche da molti milanesi per il comfort e quel décor pastello un po’ da Alice nel Paese delle Meraviglie. Lo chef è dal 2011 Domenico Mozzillo, origini campane, grande percepibile dedizione e sincero amore per Milano che si traducono in piatti come il Raviolo con cuore di ragù napoletano e il sempre rinnovato Risotto Chateau, che si può considerare piatto signature. Calici, profumi, sapori, accordi al Rubacuori funzionano bene, che sia un tête-à-tête o un’altra cena.
Hotel Chateau Monfort / Ristorante Rubacuori. Corso Concordia 1, Milano. Tel. +39 02 77676708
Mood pop-noir. Urban Assassineria, il piccante e il caldo vanno d’accordo

Urban Assassineria, format di Celso La Forgia e Michele Salvati inaugurato a luglio, ha un mood pop-noir, a partire dal claim “Mo’ t’ammazzo”, perfetto per questa calda estate. Al netto del bao e di altre contaminazioni Bari-Milano, puntare sugli Spaghetti all’Assassina bruciacchiati e piccanti è divertente – la classica costa 15 €, le varianti fino a 19 € con o senza burrata, con o senza tarallo sbriciolato. Notevole il Tiramisu fatto con pane di Altamura, questa sì che è un’invenzione da provare. Occhio anche agli amari.
Urban Assassineria. Corso di Porta Romana 131, Milano. Tel. +39 02 99247146
Mood informale. BAP Cucina Coreana alla scoperta del fattore-K

Mood informale ed etnico di tendenza? Ecco Bap, minuscolo locale coreano, sorto al posto di Tina (format di frittatine di pasta migrato a Napoli). Bap in coreano significa riso o piatto a base di riso (vedi Bibimbap) ma qui dal menu è utile imparare nomi come Teokbokki – gnocchi – o Mandu – ravioli, a partire da 6,50 € a porzione – o il Jeon – un pancake spugnoso super versatile – e le loro infinite varianti di condimento o di ripieno e provare di tutto un po’, dal carnivoro come il Bulgogi (13 €) al vegetale, ma spinto, come il Kimchi, il cavolo fermentato immancabile sulla tavola coreana. Volendo mettere insieme le cose, ci sono anche i ravioli ripieni di Kimchi.
BAP Cucina Coreana. Viale Bligny 29, Milano. Tel. +39 3661775343
Titillante. JiaoZi e bollicine

A proporre cose italiane in forme cinesi non è né il primo, né l’unico, né l’ultimo in città. Ma è piccolo, intimo, carino, tranquillo, zona Porta Romana e ha un delizioso dehors. Molto gettonato da chi vuole brindare al compleanno. Gli JiaoZi sono i loro infiniti ravioli panciutoni dalla pasta sottile, ogni tipo ha un suo colore, cotti al vapore o fritti, i miei preferiti sono stati con Polpo al vapore, patate, prezzemolo. I più bizzarri? Quelli biancoazzurri al canguro. O quelli dolci. Cincin.
JiaoZi e bollicine. Via San Rocco 17. Milano. Tel. +39 331 850 5089
