Ora che anche a Milano – vedi Urban Assassineria – questo piatto barese bruciato e spinto nato negli anni ’60 provoca e piace, in chiave pop-metropolitana come ambiente ma fedele alla tradizione come ricetta, allineo qui 5 (cinque) cose da sapere per non bruciarvi l’esperienza.

Non dirò che l’Assassina-mania ha ricevuto un bell’impulso dalla serie tv Lolita Lobosco. E non dirò che gli Spaghetti all’Assassina di Celso La Forgia aka Urban Assassineria sono piaciuti da morire a Stanley Tucci e come conseguenza da allora piovono a Milano e a Bari prenotazioni di americani. Nemmeno mi soffermerò sul fatto che l’Assassina di per sé è vegana – che bisogno c’è di sottolinearlo? Dobbiamo sempre etichettare tutto?
5 (cinque) cose da sapere sull’Assassina

Uno. La porzione purista. A Milano città-che-corre le porzioni standard sono più piccole che a Bari città-che-accoglie? Dipende. In una degustazione, probabile. In un mono-ordine, sono torreggianti e belle soddisfacenti.

Due. Un gomitolo di pasta. Così si presenta l’Assassina. Caparbiamente raggomitolata, pronta a saltarvi alla gola. Altro che i nidi di pasta fighetti composti con il mestolo e decorati con la pinzetta. L’Assassina non scivola, colpisce. Piatto tematico, nome virale.

Tre. Le varianti. Posto che l’Assassina esige Spaghettone, salsa di pomodoro, aglio, olio d’oliva e peperoncino, può valere la pena (una volta acquisito il benchmark della classica) di assaggiare altre versioni, per esempio in verde con le cime di rapa e il tarallo sbriciolato o con la stracciatella. Magari quella con il pomodoro datterino o con il pane croccante. O estrema, rape e stracotto di ossobuco. Io personalmente sono per l’originale.

Quattro. L’importanza della padella. Questo non è un segreto da poco. Michele Salvati, co-fondatore di Urban Assassineria, se è in vena, vi tiene una breve lezione sulla padellona per l’Assassina, brandendone una: è larga, pesante, in ferro. Nero o non nero? Feroce.
Cinque. Il Puglia-test. Istruzioni per l’uso. Prendere un amico/un’amica pugliese, portatore di una sensibilità sicura rispetto al piccante. Offrirgli un’Urban Assassina. Farlo/farla divertire con i nomi dei piatti in carta ispirati ai film polizieschi anni ‘70. Monitorare attentamente la sua reazione sulla scorta della tabellina del meh (vedi sotto), dove il “quanto sei bella” a un’Assassina glielo si può dire tranquillamente, come a una persona. Tanto poi vince lei.

Urban Assassineria. Milano, corso di Porta Romana 131. Bari, via Nicolai 10
PS: sul sito, divertitevi a scaricare il menu con prezzi e i succulenti titoli dei piatti
[Immagini: iPhone di Daniela, foto ufficiali Urban Assassineria]
