E’ partita da ROMA, la prima tappa sui Diritti degli Animali, presso la Casa della Cultura e dello Sport Silvio Di Francia, una location immersa nel verde del Parco di Villa De Sanctis, che ha ospitato il Festival delle Creature 2026. Un appuntamento che ha portato al centro dell’attenzione la proposta di nuovo Regolamento per il Benessere Animale di Roma Capitale, un testo atteso da tempo e destinato, al termine del percorso amministrativo, all’approvazione dell’Assemblea Capitolina.
L’evento, promosso dall’associazione Palindroma APS — organizzatrice del Festival con sede ad Assisi (PG) — ha ricevuto il patrocinio di Roma Capitale, del Municipio V, della Città di Assisi, della Regione Lazio e della Regione Umbria. La scelta della Capitale come città di apertura del percorso non è stata casuale: Roma si trova in un momento cruciale nella definizione delle proprie politiche per gli animali, e il Festival ha saputo intercettare questo fermento trasformandolo in occasione di confronto aperto.

Palindroma APS: costruire dialogo tra istituzioni e territorio
A inquadrare la giornata è stata Lorella Muzi, presidente di Palindroma APS, che ha spiegato il senso dell’iniziativa: “L’incontro di Roma ha confermato il ruolo centrale di Palindroma come soggetto terzo capace di fare da tramite per stimolare occasioni di confronto e di dialogo tra i cittadini, le associazioni operanti sul territorio e le istituzioni chiamate, a livelli diversi, ad elaborare politiche comuni e a produrre, in ultima analisi, le normative che vanno a disciplinare l’aspetto della tutela del benessere animale basato sul rispetto e sulla pacifica coesistenza tra l’uomo e le altre creature animali“.
La mattinata si è articolata in un incontro pubblico moderato dalla giornalista Caterina D’Ambrosio, nel corso del quale si sono alternate voci istituzionali, veterinari, guardie zoofile ed esperti del benessere animale. Il filo conduttore: la necessità di norme aggiornate, coerenti e applicabili su scala regionale, che superino le attuali frammentazioni tra i diversi comuni.
Il Regolamento di Roma Capitale: tre anni di lavoro, un testo in dirittura d’arrivo
Il punto più atteso della giornata è stato l’intervento di Gianmarco Palmieri, presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, che da tre anni coordina la stesura del testo. Palmieri ha annunciato che “nei prossimi giorni questa bozza verrà depositata, diventando formalmente una proposta di delibera, e avrà una serie di passaggi prima di approdare in Assemblea Capitolina. L’auspicio è che si possa arrivare entro la pausa estiva all’approvazione definitiva“.
Il testo è il risultato di decine di riunioni e del lavoro congiunto di consiglieri e associazioni. Palmieri ha insistito sull’importanza di arrivare a una legge-quadro regionale che offra un riferimento comune a tutti i comuni del Lazio, rendendo finalmente possibile agire con più efficacia su aspetti come l’apparato sanzionatorio e il patentino per i cani.
La Regione Lazio rilancia: un’Agenda per il benessere degli animali
Paolo Giuntarelli, responsabile della Direzione Regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport della Regione Lazio, ha preso la parola per sostenere l’operato del Comune capitolino e proiettarlo su scala più ampia. Secondo Giuntarelli il modello di Roma Capitale potrebbe e dovrebbe diventare un riferimento per tutti i comuni laziali.
“Io credo che dovremmo lanciare un’agenda Lazio per il benessere degli animali che tenga conto sia del lavoro che già svolgono le ASL all’interno del territorio, ma che cerchi anche di mettere in campo le azioni necessarie per far sì che tutti i comuni del Lazio si dotino di regolamenti di questo tipo e che, nel contempo, agisca sulla formazione dei più giovani“.
Giuntarelli ha poi delineato il ruolo della Regione come facilitatore: “Compito della Regione è ristabilire il giusto rapporto uomo-animale attraverso la formazione e la gestione di processi normativi corretti, aprendo un tavolo di confronto con il Comune di Roma Capitale e con tutte le associazioni, per tenere sempre aggiornata la normativa vigente. La Regione Lazio può fare da apripista per stimolare, su questi temi, un dibattito tra le Regioni, in Conferenza Stato-Regioni, e un confronto con il Governo nazionale“.
Il Municipio V e la cultura della convivenza
Mauro Caliste, presidente del Municipio V che ha ospitato l’evento, ha portato la testimonianza di un’amministrazione che ha lavorato concretamente sul tema della convivenza tra umani e animali. Ha ricordato che “il 50% dei cittadini residenti a Roma Capitale sono proprietari di animali d’affezione e che questi fanno parte della famiglia“, e ha spiegato come questa consapevolezza lo abbia portato, sin dall’inizio del mandato, a strutturare politiche specifiche.
“In questi quattro anni abbiamo fatto un grande lavoro per promuovere una cultura favorevole alla convivenza tra uomo e animale, fin dall’età scolastica, e per iniziative concrete come la creazione nei parchi di aree riservate ai cani e di spazi attrezzati per le colonie feline“. Caliste ha concluso il suo intervento auspicando che anche Assisi, città simbolo della convivenza tra tutte le creature viventi e sede del Festival, adotti presto indirizzi amministrativi in linea con l’insegnamento di San Francesco.
Veterinari e guardie zoofile: la parola agli esperti del territorio
Samuele Tognarini, dirigente veterinario ASL in Umbria con vent’anni di esperienza nella sanità animale e incaricato di redigere una bozza del nuovo testo di legge regionale umbra su benessere animale e prevenzione del randagismo, ha ribadito il nesso fondamentale tra salute animale e salute umana. Per Tognarini i regolamenti comunali sono “lo strumento necessario allo scopo di colmare i vuoti normativi lasciati sia dalle normative nazionali, sia dai regolamenti comunitari, per supportare il lavoro di prevenzione sul territorio“.
Giovanni Recine, medico veterinario e guardia zoofila, ha invece messo in evidenza l’importanza del dialogo tra istituzioni, polizia locale e guardie zoofile — un dialogo già avviato nel Comune di Roma Capitale — e ha identificato nel mancato coordinamento normativo tra i diversi livelli territoriali il principale ostacolo operativo. La soluzione, secondo Recine, passa per un testo unico di riferimento, auspicabile tanto a livello regionale quanto nazionale.
All’incontro è stato letto anche il messaggio di Patrizia Prestipino, Garante dei diritti degli animali di Roma Capitale, che ha indicato tra i suoi obiettivi prioritari “l’adozione, da parte di ogni comune italiano, di un regolamento efficace e funzionale, che permetta all’amministrazione e ai cittadini di stare dalla parte degli animali dando loro voce, e, ancora più importante, dotarsi di appositi uffici come ha fatto con lungimiranza l’amministrazione di Roma Capitale, iniziando proprio da Assisi“.
Il pomeriggio: bambini, gatti e cani protagonisti
Dopo i lavori mattutini, la giornata è proseguita con un programma pomeridiano dedicato al rapporto tra animali, educazione e relazione. Jessica Pannunzi ha condotto “La CurioScienza in azione”, un incontro pensato per i più piccoli con l’obiettivo di stimolare curiosità e sensibilità verso l’ambiente e il mondo animale.
A seguire, Silvia Rendina ha approfondito “Il punto di vista dei gatti”, mentre Cecilia Brincat ha guidato un incontro esperienziale sul tema del capirsi con i cani. Un pomeriggio che ha dimostrato come il Festival non si limiti al dibattito normativo ma si apra concretamente alla comunità, anche nella sua componente più giovane.
Il percorso 2026: da Greccio ad Assisi, verso il centenario francescano
La tappa romana ha aperto un cammino che proseguirà nei mesi successivi. La prossima fermata sarà Greccio (RI), nel Lazio, dove è previsto l’Istituzione del Premio delle Creature e un Summit nazionale delle Regioni: uno spazio di confronto tra assessorati e rappresentanti istituzionali impegnati sui temi di ambiente, salute e tutela animale, ospitato in un luogo dal forte valore simbolico nel paesaggio francescano.
Il percorso convergerà poi nella seconda edizione del Festival, in programma ad Assisi dal 9 all’11 ottobre 2026. L’edizione coinciderà con l’Ottavo centenario della morte di San Francesco, e si articolerà in incontri, panel, performance, momenti di partecipazione civile e cerimonie pubbliche, mantenendo l’approccio multidisciplinare che caratterizza il Festival nel riflettere sul rapporto tra umanità e mondo animale.

