Mercanteinfiera, da Seoul a Sydney fino alle Fiere di Parma chiama i collezionisti del mondo: 6.000 buyer dal 3 all’11 ottobre 2026

Mercanteinfiera, da Seoul a Sydney fino alle Fiere di Parma chiama i collezionisti del mondo: 6.000 buyer dal 3 all’11 ottobre 2026

Un menù stampato nel 1803. Un fazzoletto con le firme dei soldati della Grande Guerra. Una cabina telefonica, di quelle che fino a qualche anno fa stavano a ogni angolo e che nessuno guardava più. Sono oggetti diversissimi, ma hanno in comune una cosa: raccontano come vivevamo. Dal 3 all’11 ottobre trovano posto tutti sotto lo stesso tetto, quello delle Fiere di Parma, dove torna Mercanteinfiera nella sua edizione autunnale. Gli organizzatori aspettano 6.000 buyer.

Una mappa di compratori che continua ad allargarsi

Chi arriva a Parma in questi giorni parla molte lingue. Ci sono i mercati che frequentano la fiera da tempo, cioè Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e Vietnam, e quest’anno se ne aggiungono altri tre: Australia, Thailandia e Canada. Da Parigi a Seoul, da New York a Sydney, il collezionismo internazionale ha segnato in calendario le stesse date.

Il motivo è presto detto. Tra i padiglioni si muove una delle piazze europee più frequentate per antiquariato, modernariato, design storico e d’autore, moda vintage, orologeria, gioielli e collezionismo. Qui si compra e si vende, certo, ma passano di mano anche immagini, archivi e oggetti che conservano i gusti e gli immaginari di altre epoche.

Si parte con la musica, e prima ancora con un aperitivo

Il taglio del nastro è fissato per sabato 3 ottobre alle 12, al Padiglione 4, con i polistrumentisti Nicola Elias Rigato e Dario Castiello. Da quel momento prende il via anche il ciclo dei Mercanteinfiera Talks, appuntamenti che affiancano il salone e partono dalle storie custodite negli oggetti.

La fiera però ha voluto salutare la città qualche giorno prima. Giovedì 1 ottobre, dalle 19, Piazza XXV Aprile ha ospitato “Mercante 45 x Edicola Solferino”, aperitivo aperto a tutti con musica e buffet, organizzato insieme a Barino ed Edicola Solferino.

I talk del primo sabato: telefoni e fazzoletti

Si comincia sabato 3 ottobre alle 15, nell’Area Talk del Pad 4, con “L’evoluzione delle telecomunicazioni”. Sul palco Luca Tomassini, Cavaliere del Lavoro, innovatore che quella trasformazione l’ha vissuta da protagonista, e Gabriele Balbi, professore di storia dei media all’Università della Svizzera italiana. Conduce Ilaria Dazzi, Brand manager della manifestazione.

Alle 16.30, sempre in Area Talk, cambio di registro: Camilla Ruffini, costumista e divulgatrice di moda, ricostruisce “La storia del fazzoletto”.

Domenica 4 ottobre, la giornata della fotografia

Chi scatta una foto non sempre lascia il proprio nome. Di questo si parla domenica alle 11 in Sala Barilla, dove si confrontano sul tema della fotografia anonima Fabio Castelli, imprenditore culturale, fondatore di MIA Photo Fair e autore del volume “Fotografia Anonima”; Jean Marie Donat, collezionista, editore e visual artist; Serge Plantureux, cacciatore di immagini fotografiche e critico; Sergio Smerieri, fondatore del Festival Gu.pho; Stefano Vigni, fotografo ed editore di SeiperSei; e Alberto Gerosa Volonté, antropologo e regista che dal 2007 guida Thy Lab. Modera Michele Smargiassi, giornalista e critico de la Repubblica.

Nel pomeriggio, alle 15, ci si sposta al Padiglione 4, in Area Talk, per la presentazione del libro “Gli Insospettabili” di Mimmo Di Marzio, giornalista, curatore e critico d’arte.

Sabato 10: una pittrice, i Windsor e i foulard

L’ultimo blocco di talk arriva sabato 10 ottobre. Alle 11, in Area Talk, l’antiquario Tommaso Tomasi, lo storico dell’arte e archivista Marzio Dall’Acqua e la giornalista Stefania Provinciali presentano la pittura di Welleda Cantù.

Alle 14.30 si va a sbirciare nelle sale da pranzo reali con “A tavola con i Windsor: curiosità e segreti”, raccontato da Francesco Vicario e Giovanna Gallo, rispettivamente Royal Editor e Royal Contributor di Gente. Si chiude alle 15.30 con un laboratorio pratico, il workshop “Vintage Scarf Styling” guidato dall’illustratrice vintage Alice Negri.

Strumenti che non suonano più

Fra le mostre collaterali, “Suoni e Orizzonti: viaggio tra strumenti inattesi”, curata da Flavio Dassenno e Luigi Blesio, porta a Parma strumenti musicali arrivati da India, Tibet, Indonesia e Birmania. Li ha raccolti in decenni di viaggi lo stesso Blesio, collezionista bresciano. Ci sono liuti santal decorati con figure umane scolpite, arpe birmane, sarinda himalayane, rebab afghani. Tutti fatti a mano, e molti oggi spariti anche nei paesi da cui provengono. Non vengono più suonati, ma conservano il lavoro delle mani che li hanno costruiti e il ricordo di tradizioni musicali molto lontane dalle nostre orecchie.

Duecento anni di storia, letti su un menù

Per chi ama la cultura della tavola, la tappa da segnare è “Un mondo di menù”. La curano Maurizio Campiverdi, Franco Chiarini, Giulio Fano, Matteo Ghirighini e Roberto Liberi per Garum, Biblioteca, Museo della Cucina & Menu Associati, e il suo catalogo si è aggiudicato il Gourmand Awards 2025. Dei 400 pezzi della collezione ne arrivano in fiera una settantina: il più antico menù a stampa che si conosca, datato 1803, uno dei menù del Titanic, il foglio con la dedica autografa di D’Annunzio per il pranzo dei Bersaglieri ciclisti a Fiume, e poi i menù dei matrimoni di Carlo e Diana e di William e Kate. Qui la differenza tra documento e oggetto si fa davvero sottile.

Nel percorso c’è anche Barilla, con Academia Barilla e la sua collezione storica di menu: un archivio che mostra come sono cambiati, insieme, il modo di mangiare e la società. I visitatori possono vedere da vicino alcuni degli esemplari più rari della raccolta, un primo assaggio di storia della tavola raccontata attraverso carte e oggetti di valore.

Fazzoletti e cabine: l’archeologia delle cose di tutti i giorni

“Ricami di storia: il fazzoletto tra moda, memoria e galateo”, realizzata con Arcadia e curata da Ilaria Dazzi e Simona Palo, guarda alla storia del costume italiano ed europeo. Fazzoletti da sposa, fazzoletti di famiglie nobili, fazzoletti firmati dai soldati della Grande Guerra coprono tre secoli, dal Settecento al Novecento. Dietro ognuno c’è un rito d’amore, una regola di galateo, una convenzione sociale: un modo inatteso per capire come le persone si relazionavano tra loro.

Il passato è decisamente più vicino in “Pronto chi parla? L’evoluzione della telefonia pubblica italiana”, curata dal Museo della Telefonia Pubblica di Leonmario Moretti. Per decenni le cabine sono state talmente parte delle nostre strade da diventare invisibili, poi in pochi anni sono scomparse, insieme al bisogno che le aveva fatte nascere. La mostra non le tratta come un pezzo di tecnologia superata ma come luoghi di relazione, dove generazioni di italiani hanno accorciato distanze, tenuto vivi affetti e fatto telefonate che non potevano aspettare.

Il debutto di Vintage Photo Parma

Quest’anno la fotografia entra anche negli spazi di vendita. Il 3 e 4 ottobre debutta “Vintage Photo Parma”, nuova sezione dedicata alla fotografia vernacolare, anonima e vintage, curata con Fabio Castelli. Si trovano lavori di artisti contemporanei che riprendono scatti anonimi e li trasformano con manipolazioni e montaggi, accanto a immagini vernacolari prodotte tra l’invenzione della fotografia e la fine dell’analogico.

Il percorso si completa con fotografie scelte per la forza visiva e concettuale, dalle origini del mezzo fino alla metà del Novecento. Il dialogo del 4 ottobre sulla fotografia anonima allarga la stessa ricerca oltre gli stand, mettendo insieme collezionisti, fotografi, editori e studiosi.

Libri, manifesti e uno spazio per i più piccoli

C’è poi una sezione speciale per libri e manifesti vintage, nata in collaborazione con Luca Cena.

Chi viene in famiglia trova lo Spazio Bimbi al Padiglione 1, accanto alla Sala Barilla: un’area baby parking organizzata con FABA, dove i bambini hanno a disposizione FABA Raccontastorie, il dispositivo audio con storie, musica e contenuti pensati per loro.

Mercato e memoria, secondo Ilaria Dazzi

A spiegare lo spirito di questa edizione è la Brand manager:

“Mercanteinfiera – afferma la Brand manager Ilaria Dazzi – resta prima di tutto un grande marketplace internazionale, ma usa sempre più il collezionismo per leggere le storie, i gusti e gli immaginari che gli oggetti custodiscono oltre il loro valore economico. È questa doppia natura che ci interessa: da una parte il mercato, con una comunità di buyer sempre più internazionale. Dall’altra gli oggetti come testimonianze del loro tempo, capaci di raccontare come sono cambiati i nostri modi di vivere, comunicare, vestirci e persino stare insieme. Le mostre e i talk di questa edizione nascono proprio da qui: dalla possibilità di attraversare epoche e linguaggi diversi partendo dalle cose che abbiamo prodotto, usato, conservato e infine scelto di collezionare”.

In contemporanea arriva Greenitaly

Dal 7 al 9 ottobre il quartiere fieristico ospita anche Greenitaly, Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio. Più che una fiera di settore è un polo scientifico e culturale dedicato al verde in tutte le sue forme, dove vivaismo di qualità, architettura, ricerca e arredo per esterni lavorano fianco a fianco. Al PalaVerdi si snoda un percorso botanico fatto di aree espositive, spazi tematici e conferenze con esperti, con un’idea di fondo: la natura come strumento per progettare il paesaggio di domani. Per qualche giorno Parma diventa il punto di riferimento autunnale per chi si occupa di riqualificazione e design del paesaggio a livello internazionale. Info su greenitaly.net.

Informazioni utili

Dove: Fiere di Parma, Via delle Esposizioni 393/A
Quando: dal 3 all’11 ottobre 2026
Orari: 10.00 – 19.00 (domenica 11 chiusura alle 17)
Sito: www.mercanteinfiera.it

Franco Chiarini