Edoardo Raspelli: il giornalista che inventa la critica Enogastronomica dal Corriere della Sera a Mela verde e oggi a Green Tour su La7

Edoardo Raspelli – Credits ennio barbieri

Dopo i grandi pionieri della critica enogastronomica con il tridente formato da Massimo Alberini, Orio Vergani e Luigi Veronelli, Edoardo Raspelli, si distingue come la nuova e pungente voce della critica enogastronomica dell’era moderna

Oggi, 19 giugno, Edoardo Raspelli festeggia i suoi 77 anni. Una data che cade proprio nel giorno in cui, nel 1949, è nato a Milano, città che lo ha visto crescere, studiare e poi muovere i primi passi in un mestiere che avrebbe cambiato per sempre il modo in cui gli italiani parlano di cibo. Prima di lui, infatti, nessuno in Italia aveva mai scritto in modo sistematico, con voti e pagelle, di ciò che si mangiava fuori casa.

Gli anni della formazione e il primo contatto con la scrittura

Raspelli inizia a scrivere già durante il secondo anno di liceo classico, quando ancora la professione di giornalista è soltanto un’ipotesi lontana. È un’inclinazione precoce, quella per la parola scritta, che lo porta a presentarsi appena ventenne alle redazioni milanesi. Il Corriere della Sera è la prima testata con cui collabora, un punto di partenza importante per chi, di lì a poco, sarebbe diventato uno dei nomi più riconoscibili del giornalismo italiano legato al cibo.

Dalla cronaca nera al Corriere d’Informazione

Nel 1971 viene assunto al Corriere d’Informazione, e nel 1973 diventa giornalista professionista. I suoi primi anni in redazione non hanno nulla a che fare con la gastronomia: si occupa di cronaca nera, raccontando dalle pagine del giornale i fatti drammatici degli Anni di Piombo che insanguinano Milano. È un apprendistato duro, fatto di inchieste sul campo, che gli insegna rigore e precisione, qualità che porterà con sé anche quando cambierà completamente ambito.

Il 1975 e la nascita della critica gastronomica italiana

La svolta arriva nel 1975, quando alla redazione viene affidata a Raspelli la pagina dedicata ai ristoranti. Il 10 ottobre di quell’anno, per volontà dell’allora direttore Cesare Lanza, debutta la rubrica settimanale “Il faccino nero”, un sistema di giudizio che assegna ai locali recensiti un’espressione grafica al posto del classico voto numerico. È la prima volta che in Italia un giornalista firma recensioni di ristoranti con cadenza fissa: Raspelli diventa così il primo critico gastronomico del Paese e, secondo diverse fonti, il terzo a livello mondiale. Il successo della rubrica è immediato, ma altrettanto immediate sono le reazioni di chi riceve giudizi severi: non mancano nel corso degli anni episodi di tensione e vere e proprie minacce, segno di quanto le sue pagelle pesassero sull’opinione pubblica e sugli stessi ristoratori.

Gambero Rosso, la Guida dell’Espresso e La Stampa

Il percorso professionale di Raspelli si snoda negli anni successivi attraverso alcune delle testate e guide più note del settore enogastronomico italiano. È stato responsabile del Gambero Rosso, ha contribuito a fondare la Guida d’Italia dell’Espresso, e da tempo firma le sue recensioni e i suoi articoli per il quotidiano La Stampa. Un percorso che attraversa decenni di trasformazioni del giornalismo italiano, mantenendo sempre al centro lo stesso approccio: assaggiare, valutare, scrivere senza troppi giri di parole.

Il volto televisivo: da “Melaverde” a “Fenomeni”

Dal 1998 Raspelli entra a far parte di Melaverde, prima come inviato e poi come conduttore, in onda la domenica mattina su Rete 4 e, dal 2012, su Canale 5. Negli anni il programma lo vede affiancato da diverse conduttrici, tra cui Gabriella Carlucci, Elisa Bagordo ed Ellen Hidding. Il programma racconta il territorio italiano tra gastronomia, ambiente e tradizioni locali, ed è proprio grazie a questa esperienza che Raspelli diventa un volto familiare anche per chi non legge le sue recensioni sui giornali. Dopo 21 anni e oltre 600 puntate, nel 2019 si conclude la sua collaborazione con l’emittente. Negli anni precedenti aveva partecipato anche ad altri programmi televisivi, come “Star bene a tavola” e “Che fai, mangi?”, entrambi condotti insieme ad Anna Bartolini, la rubrica “Eat Parade” all’interno del TG2, e “Fenomeni”, programma in prima serata su Rai 2 condotto insieme a Piero Chiambretti, con la partecipazione di Aldo Busi e Giampiero Mughini. Raspelli è stato inoltre ospite nella prima edizione italiana di MasterChef Italia.

Green Tour

Da marzo 2026 La7 propone “Green Tour“, in onda la domenica mattina, condotto da Edoardo Raspelli insieme a Sofia Bruscoli. Il programma racconta l’Italia che unisce tradizione, rispetto per l’ambiente e sguardo al futuro, tra agricoltura, artigianato, energie rinnovabili e valorizzazione del patrimonio gastronomico e culturale.

Ogni puntata è un itinerario tra territori, aziende e comunità che hanno scelto la sostenibilità come stile di vita: dalla Riviera dei Fiori (Imperia) al basso Lazio, dalla Sicilia (Modica) alle Marche, con la curiosità e la competenza gastronomica tipiche di Raspelli a fare da filo conduttore.

I libri firmati da Raspelli

Oltre all’attività giornalistica e televisiva, Raspelli ha pubblicato diversi libri legati al mondo del cibo. Tra i titoli più noti figurano “Il Raspelli”, raccolta di articoli usciti su La Stampa pubblicata nel 2001, “Italiagolosa”, edito da Mondadori nel 2004, e “L’Italia in Tavola”, sempre per Mondadori, uscito nel 2007 e dedicato a quattrocento ricette tradizionali rielaborate da grandi chef. A questi si aggiunge “Tuttovino: Dizionario enciclopedico del sommelier”, e una pubblicazione più recente realizzata insieme a Mauro Bassini per Minerva Edizioni.

Vita privata e curiosità

Sul piano personale, Raspelli è sposato con Clara Cortemiglia, dalla cui unione sono nati due figli, Simona e Matteo. Tra le curiosità legate alla sua carriera, va ricordata la polizza stipulata con Reale Mutua Assicurazioni per assicurare gusto e olfatto, gli strumenti di lavoro indispensabili per un critico gastronomico, per un valore di circa 500.000 euro: un gesto che racconta bene quanto, per lui, il rapporto con il cibo sia sempre stato anche un rapporto fisico, prima ancora che professionale.

Mezzo secolo di pagelle

Dal 1975 a oggi sono passati cinquant’anni di recensioni, polemiche, programmi televisivi e libri. Raspelli resta una delle figure più riconoscibili del giornalismo gastronomico italiano, quello che con il suo lavoro ha contribuito a trasformare un genere giornalistico allora quasi inesistente in una vera e propria disciplina, capace di influenzare le scelte di migliaia di lettori e telespettatori.

ennio barbieri