Pieve di Soligo. Dove lo spiedo è gigante (e ha una sagra tutta sua)

Spiedo Gigante dal 1956

Appuntamento nella bella Pieve di Soligo: siamo in provincia di Treviso, tra le colline del Prosecco patrimonio UNESCO. E siamo anche qui per lo spiedo gigante, patrimonio gastronomico di Pieve e dintorni. Da scoprire in loco, al cospetto dei girarrosti altrettanto giganti.

Lo spiedo è un’arte. Lo spiedo gigante è uno spettacolo, nonché un primato da Guinness. E Pieve di Soligo lo celebra ogni anno, grandiosamente, in piazza. L’edizione 2026, dal 26 settembre all’11 ottobre, eccola qui, con un programma non solo di cucina, tavolate e festa, ma anche di cantina, musica, cultura, pedalate e passeggiate, utili a smaltire i metri di spiedo ingeriti e a scoprire il paesaggio bellissimo di queste terre – le terre del grande poeta Andrea Zanzotto, ma anche di grandi artiste e personaggi come Toti dal Monte, soprano superstar degli anni ’20 e ’30 e meravigliosa buongustaia, va detto.

Due parole in più sullo spiedo gigante & C

Piede di Soligo spiedo gigante cottura

Lo spiedo gigante protagonista della sagra, nata nel 1956, è di quaglia. Cioè di un’infilata di quaglie da allevamenti locali, simultaneamente arrostite a regola d’arte su una batteria di super-girarrosti. Un momento di grande profumo, coinvolgimento e pienezza foocultural.

Non solo quaglie. Quest’area del Veneto ha una lunga tradizione di carni allo spiedo – di animale da cortile o di volatili. Questa geniale tecnica di cottura che ha attraversato i secoli, è tuttora fortemente radicata nella cucina di locande e ristoranti e di famiglia, con lo spiedo che cuoce nel girarrosto del camino. E gira, e cuoce, e si insaporisce, più o meno arricchito di lardo secondo coscienza del cuciniere.

La triade perfetta per lo spiedo tradizionale è maiale, coniglio, pollo in pezzi regolari e omogenei, profumati con salvia e cotti a lungo. Esiste anche un benchmark per lo spiedo perfetto, sotto il presidio dell’Accademia dello Spiedo d’Alta Marca, che ha formulato un disciplinare dettagliato, includendo la scelta delle carni, le metodologie di cottura, le aromatizzazioni, i tipi di legna e le attrezzature. Sempre l’Accademia forma anche chi materialmente sorveglia e cuoce lo spiedo, anche per 6-7 ore, cioè il Menarosto.

Lo spiedo non si spiega da solo

Solighetto Villa Brandolini mostra strada Prosecco

Va da sé che lo spiedo non si spiega da solo. Oltre alla polenta bianca che l’accompagna nel piatto, dov’è il vino? Abbonda. Siamo a casa del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, uno dei primi vini ad avere una sua “Strada” che quest’anno festeggia il 60° con una mostra a Villa Brandolini a Solighetto. Prosecco e oltre. Per esempio, il Torchiato di Fregona Doc, il Colli di Conegliano Docg bianco e rosso, il Verdiso, il Perera, il Boschera, il Vin Santo del Prete di San Pietro di Barbozza, il Prosecco Balbi a Solighetto, il Refrontolo passito (Marzemino) a Refrontolo.

Ma attenzione: “lo spiedo non è democratico, quando è pronto è pronto, non aspetta nessuno!”

Due parole in più su Andrea Zanzotto

Pieve di Soligo municipio citazione Andrea Zanzotto

Il poeta (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011) che molto andò in giro senza in realtà allontanarsi per lungo tempo da questi luoghi, è una presenza intensamente sentita a Pieve di Soligo. Lo ricorda l’installazione su una parete del Municipio, lo ricordano la casa dove visse, le strade delle sue passeggiate, il parco della poesia, i ritratti in biblioteca, i testi in prosa e soprattutto i suoi versi, in italiano in dialetto e perfino in inglese.

Con un haiku di Zanzotto voglio concludere questo articolo. L’originale è in inglese, tradotto in italiano dall’autore stesso.

“In reticent spring skies / autumnal leaves, fragments / of far future events” ovvero “Nei reticenti cieli di primavera / foglie autunnali, frammenti / di remoti futuri eventi”

Daniela Ferrando