Un convegno organizzato ad Alba da “La Vendemmia a Torino – Grapes in Town” e “Portici Divini“, con la collaborazione de “I Vini del Piemonte“, ha riunito produttori e operatori del settore per discutere le strategie di internazionalizzazione dei vini della regione.
L’esperienza australiana come modello: dazi e resilienza
Il convegno del 12 novembre 2025, moderato dal giornalista Danilo Poggio, si è aperto con l’intervento di David LeMire, Master of Wine e responsabile sales e marketing presso Shaw + Smith. LeMire ha analizzato i trend del mercato vinicolo globale partendo da un caso concreto: il blocco commerciale cinese del 2020 che ha colpito duramente i vini australiani, all’epoca destinati principalmente verso quel mercato.
Secondo LeMire, il vino piemontese ha tutte le caratteristiche per inserirsi nel segmento premium dei mercati anglofoni. Il terroir di qualità, la riconoscibilità delle denominazioni e la capacità narrativa dei produttori rispondono alla crescente domanda di autenticità, tracciabilità e sostenibilità. L’Australia stessa si configura oggi come un mercato maturo, con consumatori esperti e un’attenzione particolare verso i vini italiani d’eccellenza.
Asia-Pacifico, Nord America e Scandinavia: le nuove frontiere
Durante l’incontro è emerso come l’Australia possa rappresentare un punto di accesso strategico verso l’intera area Asia-Pacifico, dove la domanda di prodotti italiani di alta gamma è in crescita costante. Anche il Nord America e i Paesi scandinavi mostrano un’evoluzione culturale che valorizza la qualità, l’origine territoriale e la narrazione dei prodotti.
Per cogliere queste opportunità, la filiera piemontese deve adottare modelli di internazionalizzazione più agili. Servono investimenti mirati in branding, formazione degli operatori e storytelling dei vitigni simbolo della regione: dal Moscato al Nebbiolo, dalle Langhe al Roero fino al Monferrato. Parallelamente, occorre potenziare la logistica e sviluppare partnership strategiche nei mercati lontani ma ad alto potenziale.
Crisi come opportunità: la visione di Lamberto Vallarino Gancia
Lamberto Vallarino Gancia, wine expert e presidente di Brainscapital Benefit Company, ha offerto una prospettiva incoraggiante sul momento difficile che attraversa il settore. Le difficoltà attuali – dalle eccedenze di magazzino alle crisi produttive che toccano anche territori storici come Bordeaux – non devono oscurare le possibilità di rilancio.
“Dopo la tempesta, il mare torna calmo e si può correre più veloci” ha dichiarato Gancia, sottolineando come le crisi possano generare le opportunità più rilevanti. La promozione deve diventare la leva principale per creare valore, risultando molto più efficace rispetto a misure emergenziali come la distillazione delle eccedenze.
Gancia ha ripercorso i progressi degli ultimi decenni nella valorizzazione delle denominazioni piemontesi, ora presenti nelle carte dei vini di ristoranti italiani e internazionali. Ha inoltre riconosciuto il contributo di “La Vendemmia a Torino – Grapes in Town” nella promozione del vino piemontese e dei suoi territori.
FIVI: semplificare la burocrazia per aiutare i piccoli produttori
Pietro Monti, vicepresidente della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), ha sollevato il tema cruciale della semplificazione amministrativa. Nonostante l’esistenza teorica di un mercato unico europeo, per il vino questa realtà è ancora lontana.
Monti ha illustrato la proposta del Wine One-Stop-Shop, uno sportello unico che permetterebbe ai produttori di gestire le accise direttamente alla fonte. Questo sistema eliminerebbe l’obbligo per i clienti privati esteri di passare attraverso importatori o depositari fiscali, consentendo ai vignaioli di spedire direttamente ai consumatori incontrati in cantina.
“Viviamo in un’Europa che si definisce mercato unico, ma sul vino il mercato unico non esiste” ha affermato Monti, evidenziando come l’attuale sistema penalizzi proprio le piccole aziende che operano in territori fragili come la viticoltura eroica e le aree terrazzate dell’Alta Langa.
Sul fronte dei bandi OCM Paesi Terzi, strumenti pensati per sostenere l’export, Monti ha denunciato l’eccessiva burocrazia e le soglie minime di investimento troppo alte per le piccole imprese. Una buona notizia arriva però dal Parlamento Europeo, che il 4 novembre ha approvato un emendamento per semplificare l’accesso agli OCM per le aziende di dimensioni ridotte. Ora spetta alla Commissione Europea tradurre questa apertura in misure concrete.
I Vini del Piemonte: la forza della promozione collettiva
Il presidente de I Vini del Piemonte, Nicola Argamante, ha raccontato l’esperienza dell’associazione come esempio efficace di promozione internazionale. Nata per rappresentare il Piemonte nel mondo, l’organizzazione porta i vini direttamente a consumatori, professionisti e media seguendo il principio di Domenico Clerico: “Vuoi vendere bottiglie? Apri le bottiglie e falle assaggiare”.
La strategia si basa sul dialogo con l’intera filiera dell’influenza: importatori, ristoratori, sommelier, giornalisti e appassionati. Tra i risultati più significativi c’è l’evento di Copenhagen, diventato in 17 edizioni una delle manifestazioni enologiche più rilevanti della Danimarca, capace di generare flussi turistici verso il Piemonte e rafforzare la reputazione delle etichette regionali.
Argamante ha sottolineato la necessità di garantire continuità e autonomia strategica alle attività promozionali. In un momento come questo, servono interventi istituzionali per semplificare l’accesso ai fondi europei destinati alla promozione, specialmente per le piccole e medie aziende, oggi scoraggiate dalla complessità burocratica.
Un impegno condiviso per il futuro
I lavori hanno gettato le fondamenta per un percorso comune che prevede la creazione di un tavolo permanente tra operatori e istituzioni, l’organizzazione di missioni commerciali nei mercati target e il miglioramento del packaging e della narrazione enologica per i mercati anglofoni.
La collaborazione tra “La Vendemmia a Torino – Grapes in Town“, “Portici Divini” e le strategie di marketing territoriale del Piemonte rafforza la visione di una regione che si conferma punto di riferimento del vino italiano e piattaforma di lancio verso i mercati globali.
