Barolo fil-rouge, da qui a Natale e oltre

Barolo fil-rouge, da qui a Natale e oltre

Sarà perché è rosso e prezioso, il Barolo scatena interessanti e titillanti associazioni di idee e iniziative. Che possono tradursi in viaggi, degustazioni, visite, regali e autoregali. Ecco, per esempio.

Barolo d’arte (e d’amore)

Il Barolo, vino da collezione, è arte – e veicolo d’arte. Tramite l’etichetta. Infatti su ciascuna delle bottiglie di Barolo dalle 14 +1 barrique messe all’asta da Barolo en primeur 2026 (per un ricavato record di 1.140.500 € dalle prime 14 e manca ancora l’ultima barrique) da destinare a progetti benefici, ci sarà un Paisaje de vino. È questa l’opera della venezuelana Sol Calero, scelta in collaborazione con Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027 per dipingere l’etichetta di Barolo en primeur. Decorerà 4050 bottiglie moltiplicando l’immagine delle Langhe in un vortice di colore che mi ricorda la notte stellata di Van Gogh. Sito ufficiale Barolo en primeur.

Barolo Chinato nel cioccolato

Barolo Chinato praline Christmas Fever Charlotte Dusart

Ho sempre saputo che Barolo e cioccolato insieme favoriscono la meditazione. Ora la pralina di Charlotte Dusart il Barolo Chinato ce l’ha direttamente dentro: è una delle brillanti (in quanto glitterate) formulazioni particolari della collezione Natale 2026. E sì, collezione, come nel mondo fashion, ma di praline, alberi di Natale, palline, sfere stroboscopiche, omini di neve di cioccolato e pinguini. Il catalogo di quest’anno è pop, molto disco. Lo hanno chiamato Christmas Fever. Quasi tutti i prodotti sono spedibili in tutta Italia, li si ordina sul sito della Cioccolateria Belga qui.

Una Strada di Barolo (magari) 

mappa Strada Barolo e dei grandi vini di Langa

Il paesaggio nel nostro paese è più che paesaggio. È un tessuto culturale. Una rete economica. Una fortuna vivente. Un nastro di strade da percorrere e una di queste è la Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa. Include “cantine e produttori, osterie e ristoranti stellati, enoteche e castelli, hotel di charme e agriturismi, artigiani del food e organizzazioni di servizi innovativi”. E se conoscerla tutta fermandosi dappertutto è impossibile, vale la pena, soprattutto in autunno-inverno, di usare la scusa del tartufo e vedere come finisce. Sicuramente in bene. Sito ufficiale della Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa.

Barolo che ha il suo museo

Barolo WiMu Gesù e Ganesh

Barolo, nel senso di paese omonimo del vino, ha un museo tematico che merita una visita. Il WiMu, cioè Wine Museum, è all’interno del Castello Falletti, che domina Barolo dall’alto. Il Museo smentisce subito chi si aspetta da una proprietà comunale un allestimento noioso. Perché invece celebra il vino, la terra, la vigna, la vite, con un approccio ludico-esperienziale, anzi cinematografico, a tratti provocatorio o anche enigmatico. Lo firma lo stesso ideatore del Museo del Cinema di Torino François Confino. L’ingresso costa 9 euro, ben spesi. Wine Museum Barolo, sito ufficiale.

Daniela Ferrando