Tra cuori e cerchi olimpici, 5 suggerimenti al bacio

San Valentino Olimpiadi

Cuori, con riferimento a San Valentino. Cerchi, per chi è in spirito olimpico. Ecco alcuni spunti testati, con una logica cronologica: da San Valentino, al mese olimpico, alla fine di febbraio-inizio marzo che sa già di primavera. 

Cuori di cioccolato e brindisi al Brachetto d’Acqui

Ernst Knam, pur detestando le smancerie e fermamente convinto che l’amore si celebri tutto l’anno, ha creato delle praline limited edition al Brachetto d’Acqui – vino brillante, fruttato, fresco leggero versatile, dal rosé al rubino profondo, dalle bollicine al fermo al Passito. Vino amico del cioccolato. 

Due le varianti, guscio finissimo e ripieno godurioso: Cuore Rosso con camicia fondente, ripieno con ganache al cioccolato fondente e Brachetto D’Acqui Passito, ristretto di Brachetto D’Acqui Passito, crispy lampone e Cuore Rosa con camicia al cioccolato fondente e dentro, ganache al cioccolato bianco e Acqui Docg Rosé, ristretto di Acqui DOCG Rosé. Colorito roseo. Un bel match.

www.brachettodacqui.com/ 

www.eknam.com

Gong con dessert d’arte in chiave Yin & Yang

Gong è, a Milano, uno dei posti perfetti per una cena à deux con le luci perfette, il cibo perfetto godibile in raffinati servizi – molto celebrata la Peking Duck – e l’atmosfera perfetta. Anche a San Valentino. E per il 14/2, l’esclusiva è il dessert ispirato a “Yin e Yang” che celebra l’amore come equilibrio tra opposti e prende la forma di due cigni intrecciati, uno bianco e uno nero.

Curiosi?
La parte Yin è una mousse al cioccolato fondente 55% e tè nero Keemun, infuso pregiato originario della contea di Qi Men, elegante, profondo, aromatico. La mousse poggia su una base feuilletine al cioccolato fondente, ed è rifinita con una glassa a specchio al cacao.

La parte Yang ha una base biscuit al tè ai frutti rossi, composta di lamponi freschi, avvolte da una glassa “pinguino” al cioccolato bianco e burro di cacao, e completato da una glassa a specchio chiara, lucida. 

www.gongoriental.com/ 

Locandina Cappello a Verona per Giuliette e Romei contemporanei e gran finale di MilanoCortina

Nella città dell’Am(mo)re, che sarà anche sede della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali 2026, Locandina Cappello è un’insegna ritrovata. Piccolo locale d’affezione del centro storico, propone una cucina veneta-veronese ma è agile nella proposta.

Perciò anche il menu di San Valentino, che figura come una ricca carta, in realtà è super componibile. La sola regola: almeno due portate per persona. E via a viversi l’amore.

Sbirciando però il menu, mi sento di segnalare: tra gli antipasti, l’Arancino di riso al Tastasal, Monte Veronese e provola su crema di zucca e polvere di liquirizia; tra i primi il Risotto all’Amarone, ideale piatto di coppia; tra i secondi, Ragù di funghi su polenta morbida e crema di latte vegetale e come dolce un Sorbetto alle erbe della Lessinia con limone del Garda e bacche di Mirto… Prezzo minimo? Fattibile.

www.locandinacappello.it 

La Fiorida e le sue anime in versione olimpica

La Fiorida di Mantello (SO) è un tesoro dell’ospitalità, dell’agriturismo e dell’autenticità valtellinese e per la sua ubicazione pianeggiante intercetta benissimo, ora e sempre, ma in modo speciale in questo periodo olimpico, il traffico della direttrice Milano-Livigno.  

In questo relais agrituristico sono due i ristoranti: La Preséf (in dialetto la mangiatoia), ristorante gourmet con stella Michelin e stella Verde Michelin condotta dallo chef Gianni Tarabini e dalla sua brigata e il Ristorante 4 Stagioni. Entrambi a filiera cortissima. 

E se il primo ha idealmente due percorsi, con piatti memorabili e super raffinati pur essendo super locali, come la Balla di Fieno o il Riso al Lavecc, il secondo ristorante ha in carta in questo momento un piatto di grande impatto: cinque ravioli con i colori dei cerchi olimpici, ciascuno con un ripieno diverso. 

www.lafiorida.com

Da Noi, il Nuovo Menu à Parfum del Magna Pars

Siamo da Magna Pars, un unicum in quanto Hotel à Parfum. E Da Noi è il suo ristorante. Un luogo un po’ particolare, tematico intorno al concetto di fragranza. L’Hotel stesso sorge sulla ex fabbrica di profumi della famiglia Martone, che direttamente lo conduce.

I profumi quindi si respirano, si vivono, si bevono e si mangiano. Hanno nomi-numeri facili da riconoscere. 

La mise en place propone a tavola oggetti di laboratorio come imbuti e mouillettes profumate che campionano la fragranza dominante del piatto, becher per servire le salse e contagocce a rifinire l’impiattamento. È un’estetica a sé.

Qualche esempio: Julienne di calamari con cuore di carciofo e timo, selvatico e marino come la fragranza 309 Timo; Risotto al basilico con capesante affumicato al legno d’ulivo ispirato da 201 Ulivo; Astice al vapore con verdure croccanti, avocado, aria al bergamotto e gel di Mandarino, vivace e agrumato come 102 Mandarino; Mousse di marroni e nocciole con fonduta di cioccolato rosa alla vaniglia pervasa da 304 Vaniglia.

www.magnapars.it 

PS: tra cuori, cerchi e profumi, mi sembra di sentire lo spirito della primavera…

Daniela Ferrando