Nonostante il periodo economico che si sviluppa in un contesto poco ottimistico, il Salame Felino IGP dimostra una tenuta robusta. I dati economici relativi al 2025, presentati dal Consorzio di Tutela del Salame Felino IGP, fotografano un settore che sa adattarsi senza perdere quota: il fatturato al consumo si attesta a 90 milioni di euro (89 nel 2024), con il comparto del preaffettato che registra il risultato più significativo, segnando un +10% rispetto al 2019, anno assunto come punto di riferimento pre-Covid.
Produzione e fatturato: i numeri del 2025
Su 5,3 milioni di chilogrammi di carne lavorata complessivamente nel corso dell’anno, 3,6 milioni sono stati destinati al prodotto certificato, con un incremento dell’+1,3% rispetto all’anno precedente. Il totale alla produzione ha raggiunto i 46 milioni di euro, a conferma di una filiera produttiva che regge anche quando i consumi generali mostrano segnali di contrazione.
Il preaffettato protagonista: +10% sul pre-Covid
A emergere con forza dai dati 2025 è il formato in vaschetta, che ha chiuso l’anno a 575mila chilogrammi di prodotto certificato destinato al preaffettato, con una crescita del +2% rispetto al 2024 e del +10% rispetto al 2019. Si tratta del secondo risultato migliore di sempre, superato solo dal 2022, quando le abitudini d’acquisto post-pandemiche avevano spinto oltre 600mila chili dedicati a questo comparto. Nel 2025, il preaffettato ha rappresentato il 16% dell’intero prodotto certificato.
Export stabile al 5%: Germania in testa tra i mercati europei
Sul fronte internazionale, le esportazioni si confermano al 5% del totale, consolidando la crescita già avviata nel 2024 quando l’export aveva segnato un +2,5% sul 2023. Sono stati complessivamente oltre 140mila i chilogrammi di Salame Felino IGP spediti all’estero nel corso dell’anno. La destinazione principale rimane l’Europa, che assorbe il 79% dei volumi esportati, con la Germania che si conferma primo mercato di sbocco, seguita da Austria e Belgio.
La parola al presidente: soddisfazione e cautela guardando al futuro

A leggere i dati con una prospettiva più ampia è Umberto Boschi, presidente del Consorzio di Tutela del Salame Felino IGP:
«Considerando le condizioni socio-economiche del nostro Paese, caratterizzate da un minor potere di acquisto, siamo molto soddisfatti di aver chiuso il 2025 con una leggera crescita a testimonianza dell’apprezzamento per il Salame Felino IGP. E il trend del preaffettato, in costante aumento, testimonia la versatilità di questo prodotto di eccellenza. Inoltre confidiamo che i prezzi della materia prima possano rimanere stabili come è accaduto nel 2025, dopo anni di crescita costante, senza ulteriori problematiche legate alla Peste Suina Africana, soprattutto nell’ottica di penetrare maggiormente nei mercati esteri».

Materie prime e Peste Suina Africana: le variabili da tenere d’occhio
Anche nel 2025 si raggiungono note positive, il Consorzio segnala anche la stabilità dei prezzi della materia prima, che negli anni precedenti avevano subito rialzi costanti. Un elemento che ha contribuito a mantenere competitivo il prodotto sia sul mercato interno che su quello estero. La preoccupazione principale resta legata all’evoluzione della Peste Suina Africana (PSA), che continua a condizionare le strategie commerciali e la possibilità di allargare ulteriormente la presenza del Salame Felino IGP nei mercati internazionali. La speranza è che il 2026 non porti nuove complicazioni su questo fronte, aprendo spazi di crescita finora preclusi.
In sintesi, i numeri del 2025 restituiscono l’immagine di un prodotto che sa tenere il punto anche quando il contesto non aiuta. La crescita del preaffettato, la tenuta dell’export e la stabilità produttiva indicano un Salame Felino IGP che non si accontenta di difendersi, ma punta a guadagnare nuovi mercati e nuovi consumatori.
