Rina Poletti: Le Mani che Hanno Riscritto la Storia della Sfoglia Emiliana

Rina Poletti

C’è un momento nella vita in cui tutto cambia. Per Rina Poletti, quel momento arrivò nel 1979, quando a ventotto anni decise di abbandonare il grigio di un ufficio e i ritmi meccanici della fabbrica per abbracciare un destino fatto di farina, uova e pasta tirata al matterello. Una scelta che sembrava folle, in un piccolo paese come Finale Emilia, dove l’idea di una donna sfoglina professionista era qualcosa di insolito, quasi rivoluzionario.

Le mani di Rina, però, conoscevano già quella lingua antica. Gliel’avevano insegnata la madre e la sorella maggiore, in quei gesti ripetuti mille volte nella cucina di casa, dove ogni domenica la sfoglia diventava il centro della tavola e della famiglia. E quando aprì La Bottega della Sfoglia, quelle stesse mani cominciarono a scrivere una storia che sarebbe andata ben oltre i confini della provincia di Modena.


Una Rivoluzione Silenziosa nella Pianura Padana

Per oltre trent’anni, dal 1979 al 2008, la bottega di Rina divenne un punto di riferimento. Non era solo un negozio dove comprare tagliatelle fresche o tortellini fatti a regola d’arte. Era un luogo dove la comunità si ritrovava, dove i sapori antichi resistevano all’avanzata del tempo e della modernità. Nata a Finale Emilia nel 1951, dopo dieci anni di lavoro impiegatizio, Rina decise di abbandonare tutto per dedicarsi al mestiere di sfoglina.

La sua bottega prosperò, conquistando non solo il paese ma anche le zone limitrofe. I suoi tortellini, le sue lasagne, le sue tagliatelle parlavano la lingua della tradizione più autentica, quella che si tramanda di generazione in generazione senza perdere un grammo di sapore o un millimetro di spessore.

Ma nel 2008, quando raggiunse l’età della pensione, Rina cedette l’attività. E vide, con il cuore spezzato, il rapido declino di tutto ciò che aveva costruito. Chi le succedette non aveva le sue mani, non aveva la sua anima. E Rina capì che non poteva semplicemente mettere il matterello al chiodo.


La Rinascita: Quando la Tradizione Diventa Missione

Il rapido declino della sua attività dopo che l’aveva ceduta la spinse a decidere di intraprendere un’attività di formazione e di continuare a tramandare quest’arte. Non si trattava più solo di fare pasta: si trattava di salvare un patrimonio culturale che rischiava di scomparire.

Rina cominciò a insegnare. Prima nelle fattorie didattiche, poi nelle scuole di cucina per appassionati. I suoi corsi ebbero un successo straordinario. La gente voleva imparare da lei, voleva toccare quella sfoglia sottile come un velo, voleva capire il segreto di quella pasta che sembrava seta gialla stesa sul tagliere.

E mentre insegnava, Rina partecipava anche a gare di sfoglia, prima provinciali, poi regionali. Le sue mani veloci e sapienti stupivano tutti. Non per niente venne soprannominata “la Valentino Rossi del matterello”, per la velocità e la maestria con cui stendeva la sfoglia.


L’Accademia della Sfoglia: Un Faro nel Mondo della Pasta

Le mani di RINA

La vera svolta arrivò quando Rina fondò, insieme ad altri appassionati, l’Accademia della Sfoglia. Composta da maestri della pasta e capitanata da Rina Poletti, sfoglina dal 1979, l’Accademia della Sfoglia, l’unica “itinerante”, da tanti anni realizza laboratori in tutta Italia e nel mondo.

Le sue mani hanno attraversato oceani e continenti. Rina Poletti ha insegnato a realizzare la sfoglia emiliana in Italia, Israele, Austria, Francia, Inghilterra, Germania, Stati Uniti, e ha formato, presso la sede dell’Accademia della Sfoglia, sfogline e sfoglini da ogni parte del mondo.

Ogni corso è un viaggio nella memoria, nella cultura emiliana, nei gesti che rischiano di perdersi. Rina non insegna solo tecnica: insegna passione, rispetto per gli ingredienti, amore per una tradizione che è molto più di un semplice piatto di pasta. Come ha scritto qualcuno: “La sfoglia, nelle mani di Rina, è poesia in movimento: un rito antico che trasforma farina e uova in un dono d’amore eterno, un gesto orgoglioso che custodisce la forza e la bellezza della tradizione”.


“Rina” – Il libro

I Libri: La Tradizione Scritta

Rina ha messo nero su bianco la sua conoscenza in due libri fondamentali.

Il primo, pubblicato nel 2015, si intitola “La Signora Tagliatella. Segreti e ricette della regina del matterello” (Edizioni CDL). Un volume che raccoglie non solo ricette, ma anche segreti, aneddoti, la filosofia di una vita dedicata alla pasta.

Il secondo, più recente, è “RINA. Ricette e storie di una maestra sfoglina” (Terrae, dicembre 2024), a cura di Irene Fossa, con fotografie di Francesco Zoppi e Viola Perasso e abbinamenti di Paolo Tegoni. Attraverso fotografie, racconti e segreti di cucina, il libro celebra l’arte della sfoglia fatta a mano, simbolo della cucina emiliana e patrimonio culturale da preservare.

Questi non sono semplici ricettari. Sono testimonianze vive di un’arte che rischia l’estinzione, mappe per chi vuole ritrovare la strada verso i sapori autentici, verso quella pasta che sa di casa, di domenica, di famiglia riunita attorno a un tavolo.


La Filosofia delle Mani e del Cuore

Dalle mani di RINA – Cappellaccio di Zucca Ferrarese

“Davanti a un piatto di tortellini è sempre festa”, dice Rina. E in questa frase semplice c’è tutta la sua filosofia. La pasta non è solo cibo: è celebrazione, è memoria, è identità.

Quando Rina insegna, non si limita a mostrare come si impasta o come si stende la sfoglia. Parla di organizzazione, di energia, di volontà. Parla della fatica fisica che richiede questo lavoro, ma anche della gioia immensa che dà vedere quella sfoglia perfetta, sottile, pronta per diventare tagliatelle o tortellini.

Le sue mani, ancora veloci e precise nonostante gli anni, hanno formato centinaia di persone. Alcune sono diventate professioniste, altre hanno semplicemente riscoperto il piacere di fare la pasta in casa. Ma tutte portano con sé un pezzetto dell’anima di Rina, di quella passione che non conosce stanchezza.


Rina Poletti

Un’Ambasciatrice della Cultura e della Tradizione Italiana nel Mondo

Rina Poletti è molto più di una sfoglina, anche se questo titolo lo porta con orgoglio. È un’ambasciatrice della Cultura e Tradizione italiana, una custode di saperi antichi, una donna che ha trasformato un mestiere tradizionale in una missione culturale.

Ha contribuito a divulgare il patrimonio gastronomico dell’Emilia, le sue tradizioni e le memorie, formando nuovi professionisti pronti a tramandare l’arte della pasta fatta in casa.

La sua storia è la dimostrazione che è possibile cambiare vita, che è possibile trasformare una passione in un progetto di vita, che è possibile resistere alle mode e ai cambiamenti mantenendo viva una tradizione senza renderla museo.



Se esistesse una stella Michelin per le sfogline, Rina Poletti l’avrebbe conquistata da SEMPRE. Non per la complessità dei suoi piatti, ma per la purezza dei suoi gesti, per l’autenticità del suo approccio, per la capacità di far rivivere, in ogni tagliatella, il gusto e il calore della vera cucina emiliana.

Le sue mani continuano a danzare sul tagliere, il suo matterello continua a rotolare sulla sfoglia, e in ogni movimento c’è tutta la storia di una donna che ha scelto di dedicare la sua vita a preservare qualcosa di prezioso. Non oro, non gioielli, ma farina, uova e amore. Gli ingredienti più semplici e, allo stesso tempo, più straordinari del mondo.

Rina Poletti

Ennio Barbieri