
Sigep 2026: Attraverso i Miei Occhi
Si rinnova anche in questo 2025 la collaborazione con Ab Mauri, punto di riferimento internazionale nella produzione di ingredienti destinati ai professionisti del pane, dei dolci e della pasta fresca. Un’opportunità che ormai da tempo arricchisce il mio percorso professionale.
Essere presente a una fiera con un’azienda con cui non collaboro professionalmente durante il resto dell’anno, le prime volte mi ha fatto riflettere parecchio. Mi sono chiesta: perché esserci? E perché proprio io?
Questo dubbio è stato completamente superato quando mi sono resa conto che la mia presenza “Era Attesa”. Sin dal primo giorno, un gruppo numeroso di persone intorno a me mi ha dimostrato un affetto e una stima che non riesco nemmeno a descrivere.
Non erano gentilezze di circostanza. Gli abbracci e i sorrisi erano di chi mi stava aspettando davvero. Giovani donne e giovani chef sapevano tutto di me.
Una Sfoglina Social tra le Generazioni

Sono una sfoglina social e forse è questa la parte che incuriosisce: una nonna che si mostra ogni giorno attiva e piena di voglia di fare. In effetti io non mi sento l’età che ho, e trovarmi in mezzo a tante persone mi fa sentire capace non solo di percepire, ma soprattutto di trasmettere tutta l’energia che ho in corpo.
Il Sigep quindi per me è il posto giusto: colorato, profumato, con qualcosa da scoprire e assaggiare in ogni angolo. Nei corridoi ho incontrato chef di grande prestigio ma anche chef che era chiaro essere emergenti e un po’ impacciati.
Anche indossare la giacca da chef richiede stile, e chi possiede questa disciplina e la indossa bene, molto probabilmente lavora anche bene.
I giovani chef del futuro
Mi hanno colpito molto i giovani e futuri chef che tutti insieme, con lo stesso stemma addosso, si sentivano soldati di un reggimento pronti a vincere la sfida di chi saprà distinguersi di più.
La cosa più bella in assoluto è stata rendermi conto che in quel contenitore, in mezzo a migliaia di persone, c’erano non solo conoscenti ma amici di vecchia data che mi hanno ricordato percorsi fatti insieme anche per il mondo. Io non li riconoscevo, ma loro riconoscevano me e in tanti hanno abbandonato i loro commerciali per venire ad abbracciarmi.
Qualcuno ha gridato “C’è la Rina” come se la Madonna di Lourdes fosse scesa fra di loro. E questo, credetemi, mi ha dato veramente tanta gioia.
Riflessioni sulla fiera e i protagonisti
Quello che mi ha lasciato un po’ perplessa è il fatto che tanti chef famosi fossero così inseguiti dal pubblico. Gli stand dove erano ospiti erano affollatissimi, mentre tutto intorno il lavoro vero era fatto da tanti pasticceri di buona esperienza e in rari casi è stato dato loro la possibilità di esprimersi.
La gavetta, si sa, si deve fare, ma io ero con loro, consapevole che essere presenti in quel contesto era comunque un premio.
La Master Class: Spaghetto alla chitarra con le mie allieve

Torno alla mia master class, che quest’anno è stata veramente molto divertente. Io non ho lavorato: hanno lavorato per me tre fantastiche allieve. Edna, Francesca e Giovanna, visibilmente emozionate, hanno realizzato lo Spaghetto alla Chitarra in un arcobaleno di colori.
In questo contesto mi sono detta: “Stai a vedere che sono diventata famosa anch’io”.
Scherzi a parte, il mio ruolo è stato quello di descrivere non solo la tecnica necessaria a fare la pasta a mano, ma i sentimenti che suscita nel realizzarla, e qui il mio essere trova terreno facile.

Cinquant’anni dedicati alla sfoglia
Cosa può dire una ragazza di quasi 75 anni, 50 dei quali dedicati a questo mestiere? Posso raccontare che questa pratica non invecchia con noi, ma si rinnova ogni giorno.
In un piatto di buone tagliatelle troviamo dentro i ricordi che fanno parte della nostra vita, guardando con gli stessi sentimenti al futuro. Ho visto ragazzi e ragazze emozionarsi davanti al taglio della loro prima tagliatella.
E non importa se intorno a noi vincevano le scrocchiarelle, le pizze, le colombe, i panettoni e i mille gelati coperti di frutti di bosco, panna montata, cioccolato e canditi.
La pasta rimane la pasta! Se poi te la presenta una nonna, puoi credere che puoi farcela anche tu.

Gratitudine e riconoscimenti
Me lo hanno dimostrato gli applausi usciti spontanei, me lo hanno dimostrato le mie allieve emozionate come adolescenti che ringrazio tantissimo, me l’ha dimostrato il personale di Ab Mauri anche nella persona di Ennio Parentini, l’amministratore delegato, invitandomi già al prossimo anno.
Guardando verso la scalinata del pubblico per nulla distratto, ho visto occhi di amici che mi vogliono bene e che erano lì per dimostrarmi affetto e stima, ma anche un pubblico che non conoscevo che mi ha ringraziato per le parole espresse e per la coerenza dimostrata in questo tempo.
Un finale che sa di nuovo inizio
La degustazione è stata un assalto alla diligenza e lì mi sono detta: brava Rina, avanti ancora e poi ancora… sino a quando il matterello non ci separi.


















Rina Poletti
Presidente dell’Accademia della Sfoglia