LamArte, il progetto espositivo dell’Hilton Rome EUR La Lama giunge alla quarta edizione, dedicato al dialogo tra arte e architettura, porta in scena la ricerca di Maurizio Savini. La mostra “Interno Domestico”, curata da Valentina Ciarallo, è visitabile nella Library dell’hotel dal 14 aprile al 2 giugno 2026.
Un progetto che cresce nella città: LamArte all’EUR
Con questo quarto capitolo, LamArte consolida la sua identità come laboratorio permanente di ricerca artistica all’interno di un edificio che è già, per sua natura, un’opera. L’Hilton Rome EUR La Lama — struttura avveniristica che si sviluppa su 16 piani per 60 metri di altezza, 130 di lunghezza e 16 di larghezza, con 6 ascensori panoramici, 439 camere e suite, bar The Blade, ristorante The Green e collegamento diretto con La Nuvola — ha saputo trasformarsi in un punto di riferimento culturale nel quartiere dell’EUR e non solo. La struttura è di proprietà di ICARUS S.p.A., che gestisce anche l’Hilton Rome Airport e l’Hilton Garden Inn Rome Airport. Arte e design non sono qui elementi decorativi: sono parte integrante di un’architettura pensata per abitare il tempo presente.
Maurizio Savini: dalla gomma come materia all’architettura come pensiero
Classe 1962, romano, Maurizio Savini ha costruito nel tempo una pratica artistica riconoscibile in tutto il mondo, fondata sull’uso del chewing gum come materiale scultoreo. Dopo una formazione in architettura, storia dell’arte e dello spettacolo all’Università La Sapienza di Roma, ha sviluppato negli anni Novanta un metodo di lavoro personale e complesso: ogni scultura nasce da un lungo processo che combina calco di gesso e poliuretano espanso, “dell’essiccazione attraverso tre diversi fissativi: l’antibiotico, la formaldeide, il paraloid”. Un procedimento che trasforma il banale — una gomma masticata — in oggetto dotato di spessore culturale e fisico. Nel corso degli anni Savini ha esteso la sua ricerca alla scenografia: ha lavorato allo spettacolo Parsifal con la regia di Peter Stein e la direzione musicale di Claudio Abbado, e nel 2002 ha firmato le scenografie del balletto La fin de jours per il Maggio musicale fiorentino, messo in scena a Bologna e Firenze. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, oltre che in gallerie e spazi istituzionali in Italia e all’estero.
La mostra: abitare come dimensione mentale
La Library dell’Hilton Rome EUR La Lama accoglie opere realizzate tra il 2021 e il 2026, lavori recenti che mostrano un’evoluzione nella ricerca di Savini. Al centro c’è il ciclo Interno domestico, una serie di sculture di matrice concettuale che si presentano come ruderi, frammenti di assemblaggio in cui lo spazio dell’abitare viene indagato prima di tutto come dimensione mentale. Ogni pezzo nasce da un blocco di cemento abbandonato, un oggetto con una storia che precede l’artista, recuperato e trasformato fino a diventare altro. La materia conserva le sue tracce, ma viene riscritta: memoria incisa e memoria costruita convivono nella stessa superficie.
Architettura distopica ed Esodo: il corpo urbano tra limite e rifugio
Le sculture verticali polimateriche di Architettura distopica si impongono nello spazio con una presenza totemica: dalle nuance rosa, evocano edifici possibili e insieme irrealizzabili, paesaggi urbani sospesi tra costruzione e rovina. Nel dialogo con l’ambiente della Library, queste forme introducono una tensione tra interno ed esterno, tra città e rifugio.
In questo stesso clima si inserisce Esodo: un lavoro che affronta il tema della migrazione forzata. Una grata — un ex portabagagli — diventa simbolo di un movimento negato, di un viaggio che non può compiersi. L’opera porta con sé una denuncia diretta dell’istinto umano al possesso e alla delimitazione dello spazio.
Da segnalare anche un cambio di registro sul piano materiale: accanto all’inconfondibile chewing gum rosa, Savini introduce la gomma arabica pura, più esigente e meno malleabile, che richiede tempi lunghi e un controllo diverso del gesto. Una scelta che spinge la ricerca verso una maggiore austerità.
Disegni per una pandemia e le miniature: il segno come traccia del vissuto
Il ciclo Disegni per una pandemia trasferisce la pratica di Savini su carta: opere realizzate con tempera, olio e foglia d’oro che restituiscono visioni sospese, in cui il segno è traccia di un’esperienza collettiva. La superficie pittorica si configura come spazio percettivo attraversato da tensioni sottili, con una continua oscillazione tra fragilità e resistenza.
Le miniature, lavorate a piccola scala, portano invece il fruitore a un rapporto fisico con l’opera: tenerla in mano, avvicinarsi, quasi sfiorarla. Una dimensione intima che trasforma la visione in esperienza emotiva.
Due ali due mani: la sequenza di Fibonacci e le strutture delle api
Tra le opere più dense della mostra, Due ali due mani mostra l’intero arco di una riflessione sul tempo e sulla natura. Le strutture alveolari naturali, svuotate del miele, diventano superfici organiche sulle quali Savini interviene attraverso un sistema di punti e coordinate che richiama la sequenza di Fibonacci. Le api hanno percorso cammini obbligati: il risultato sono mappe in cui ordine matematico e organicità biologica si interrogano a vicenda. Natura e costrizione non si escludono — si spiegano.
Elefanti, Tartaruga e un tappeto: l’ironia come strumento concettuale
La mostra include anche un lavoro in tessuto — un tappeto in cui trombe e fiori si intrecciano in una composizione sospesa, integrando forma e suono — e alcune sculture più recenti come Elefanti e Tartaruga. Realizzate nel chewing gum rosa, queste figure animali portano nella ricerca di Savini una nota ironica che non svuota il significato, ma lo moltiplica. La dimensione simbolica della natura trasfigurata si apre ad associazioni visive nuove e inaspettate.
“Interno Domestico”: uno spazio aperto tra intimo e collettivo
Nel suo insieme, la mostra curata da Valentina Ciarallo costruisce un ambiente in cui le scale si mescolano — il grande e il minuto, il totemico e il miniaturale — e in cui interno ed esterno, intimo e collettivo si trovano costantemente in relazione. Il visitatore non è uno spettatore passivo: è chiamato a muoversi tra visioni e memorie, a leggere lo spazio attraverso le opere e le opere attraverso lo spazio.
“Interno Domestico” di Maurizio Savini è visitabile nella Library dell’Hilton Rome EUR La Lama dal 14 aprile al 2 giugno 2026.
Contatti e ufficio stampa
Per informazioni: Hilton Rome EUR La Lama — Lucilla Rebecchini, Ufficio stampa, pubbliche relazioni e comunicazioni ICARUS SpA — lucilla.rebecchini@gmail.com — +39 335 8164320



