Marta Moraglio la Chef alla guida dell’Opera di Santa Pelagia di Torino

Marta Moraglio la Chef alla guida dell’Opera di Santa Pelagia di Torino

Una nuova identità in cucina

Nuovo cambio della guardia all’Opera di Santa Pelagia, si arricchisce di una nuova Chef. Marta Moraglio, originaria di Cairo Montenotte e classe 1996. Con un bagaglio esperienziale che spazia dal Basque Culinary Center di San Sebastian al Nerua di Bilbao, fino alle brigate internazionali di Londra, la chef porta a Torino una filosofia culinaria basata sulla contaminazione. Pur rispettando i capisaldi del territorio, la sua proposta esplora tecniche e ingredienti di matrice estera, frutto di un percorso professionale che l’ha vista crescere in realtà come Luogo Divino, Magorabin e Casa Mago.

L’offerta meridiana e le proposte vegetali

Per la pausa pranzo, la struttura mantiene un approccio dinamico con formule studiate per diverse esigenze. Tra le proposte spiccano i cosiddetti Santi piatti, come la Lasagnetta artigianale con fonduta di toma di Cascina Rosoleto, verdura di stagione, besciamella e alloro. Grande attenzione è riservata al comparto vegetale, definito attraverso le Sante Tentazioni, dove il Cavolo cappuccio cotto a sous vide, acciughe, nocciole tostate, olio al cipollotto mostra una ricerca accurata sulle consistenze. La chiusura del pasto è affidata ai Santi dolci, tra cui la Panna cotta in vaso cottura servita con le composte di frutta biologica selezionata di Colzani.

La cena: ricerca e tecnica ancestrale


È durante il servizio serale che la cucina di Marta Moraglio esprime la sua massima complessità. La chef dichiara una predilezione per le lavorazioni tecniche e le sfumature di sapore decise:

“Amo le acidità che richiamano Giappone e Sud America – spiega la chef ligure – perché ci sono dei gusti che con queste vengono valorizzati e spiccano come accade anche con il piccante. Il mondo vegetale poi, mi piace molto, qui cerchiamo di mantenere le proprietà, il gusto e la struttura della verdura; sono un prodotto bello da lavorare perché con loro c’è un nuovo livello di tecniche da utilizzare: uso tanto le cotture con carta forno, stagnola, le tengo nel BBQ tutta la notte un po’ come fosse una cottura ancestrale, oppure le cuocio molto a lungo”.

Tra i Santi Antipasti emerge la Battuta di Fassona passata al BBQ con spuma olandese, mentre tra i primi si segnala il Plin ripieno di coniglio alla ligure con burro nocciola e olive. La proposta prosegue con la Sovracoscia di pollo in salsa teriyaki e opzioni vegane ricercate come la Barbabietola al forno con miso rosso, arancia e mezcal.

Aperitivi e mixology d’autore

L’integrazione tra cucina e bancone è gestita dal barman Marco Fabbri. Con un curriculum che include il Caffè Stratta, il Golden Palace e il D.One, Marco Fabbri (già vincitore del Mix Contest Torino e Brand Ambassador per E Bon Vermouth) coordina la carta cocktail in armonia con gli snack della chef. Le proposte per l’aperitivo includono l’Éclair con mousse di pollo, il Crostino con cavolo nero e lime, la tipica Farinata e la Scarpetta con ragù di cuore bovino. Il tocco finale è affidato al pastry chef colombiano Sebastian Gonzalez Marin, creatore del celebre Bacio della Santa e di dessert come la Pera al vin brulè.

L’ospitalità firmata Opera

L’Opera di Santa Pelagia, inaugurata a giugno 2024, è parte di un progetto di accoglienza più ampio che comprende la Residenza dell’Opera e il boutique hotel Opera 35 di via della Rocca. Il locale osserva un orario di apertura dal lunedì al sabato, accogliendo gli ospiti in un ambiente che fonde storicità e innovazione nel cuore di Torino.

Ennio Barbieri