Dal 30 ottobre al 2 novembre 2025, la delegazione Umbria dell’Associazione Nazionale Donne del Vino sarà presente alla XXVII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum con un progetto ambizioso che intreccia storia, cultura ed enologia. L’iniziativa “L’Archeologia e il vino antico” rappresenta la prima volta che una delegazione italiana partecipa attivamente a questa manifestazione in collaborazione con i Gruppi Archeologici d’Italia (GAI) e il Club Unesco di Foligno e Valli del Clitunno.
L’obiettivo è chiaro: valorizzare le produzioni vitivinicole regionali attraverso un percorso che parte dall’antichità per arrivare ai giorni nostri, raccontando come il vino abbia attraversato i secoli mantenendo intatto il suo valore culturale e sociale.
Le cantine umbre in degustazione
Lo spazio espositivo dedicato all’Umbria ospiterà le etichette di alcune tra le più rappresentative cantine della regione. Per l’area di Montefalco saranno presenti Ilaria Cocco, La Fonte Azienda Agricola, Le Cimate, Terre de la Custodia e Cesarini Sartori. Le zone di Amelia, Narni, Terni e Otricoli saranno rappresentate da Pizzogallo, Le Madeleine e Cantina Giovannini. L’orvietano vedrà la partecipazione di Argillae, mentre il tuderte sarà presente con Todini e l’eugubino con Semonte.
Le degustazioni saranno guidate dalle sommelier Anna Nusdorfi e Monica La Torre, che accompagneranno i visitatori alla scoperta dei sapori e delle caratteristiche dei vini umbri. Insieme alla delegata regionale Cristiana Chiacchierini, saranno presenti le produttrici Ilaria Cocco, Giulia Marinucci e Paola Bartoloni.
Il convegno sul vino nelle corti medievali e rinascimentali
Sabato 1° novembre, presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, si terrà il convegno “Il vino nelle corti signorili e papali tra XII e XVII secolo”. L’incontro, che vedrà la presenza di Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del MIC-Ministero Italiano della Cultura, rappresenta un momento di approfondimento storico di grande rilevanza.
Monica La Torre, sommelier e ricercatrice di storia enogastronomica locale, presenterà un intervento intitolato “Montefalco, Orvieto, Otricoli. Leggende, superstizioni e fortune degli autoctoni dell’Umbria, dal Medioevo all’Età Moderna”, che esplorerà le radici profonde dei vitigni umbri e il loro ruolo nelle diverse epoche storiche.
Un percorso di crescita e affermazione territoriale
La partecipazione alla BMTA segna un passaggio importante per la delegazione umbra. Come sottolinea Cristiana Chiacchierini: “La partecipazione alla BMTA conferma la crescita e la forte affermazione delle DDV Umbria, capaci di proporsi come soggetto di riferimento, capace di dialogare nel merito con istituzioni culturali, amministrative, economiche, di categoria.”
Negli ultimi mesi, le Donne del Vino dell’Umbria hanno organizzato diversi eventi che hanno riscosso grande partecipazione: dalla masterclass sui vini passiti durante UWine a Perugia, condotta dall’enologa Francesca Granelli, alla presentazione delle opere dell’artista Francesca Tondini all’Osteria del Sagrantino di Loredana Sarpe a Montefalco, fino alla masterclass sul Trebbiano Spoletino a Villa Fabbri a Trevi, guidata dalla sommelier e socia Paola Bacchi.
Il Trebbiano Spoletino: dalla pianura alla collina
Quest’ultima iniziativa ha approfondito l’evoluzione del vitigno autoctono, dalla sua coltivazione tradizionale in pianura, maritato agli olmi, alle attuali produzioni collinari tra Montefalco e Spoleto. L’evento sarà replicato sempre a Villa Fabbri il 2 novembre alle 17.30, con l’obiettivo di avviare una collaborazione stabile con l’amministrazione comunale e consolidare la posizione di Trevi come Città del Vino.
Chiacchierini conclude: “In questa prospettiva, la presenza alla BMTA e la partnership con la GAI, ridefinisce definitivamente il peso specifico, il ruolo e le potenzialità della delegazione umbra delle Donne del Vino.”
L’Associazione Nazionale Donne del Vino
Fondata nel 1988, Le Donne del Vino rappresentano oggi la più grande associazione mondiale dedicata all’enologia al femminile, con 1.250 socie tra produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, architette, avvocate e altre professioniste del settore. L’associazione è presente in tutte le regioni italiane attraverso delegazioni coordinate.
Tra le principali attività, l’associazione promuove la cultura del vino e il ruolo femminile lungo tutta la filiera vitivinicola. Conduce studi sul gender gap in cantina, sostiene l’utilizzo del vetro leggero e collabora con università ed enti formativi per offrire percorsi di aggiornamento professionale, specialmente nel marketing e nella comunicazione.
Dal 2021 è attivo il progetto D-Vino, che porta l’insegnamento del vino negli istituti alberghieri e turistici italiani, con un coinvolgimento crescente di diverse regioni. L’associazione valorizza inoltre l’identità territoriale attraverso iniziative culturali come il primo ricettario italiano ispirato al vino e ai vitigni autoctoni, degustazioni dedicate ai “vitigni reliquia” e ai “vigneti antichi”, oltre alla promozione del turismo del vino.
Dal 2019, Le Donne del Vino hanno dato vita al Forum Mondiale delle Donne del Vino, una partnership internazionale con 12 associazioni estere che si incontrano annualmente per confrontarsi sui temi centrali del settore. L’ultimo incontro si è svolto a Roma nel novembre 2024.
L’associazione è da sempre impegnata nel sociale, con campagne contro la violenza sulle donne, convegni e raccolte fondi.
Per maggiori informazioni sulla Delegazione Umbria:
umbria@ledonnedelvino.com
www.ledonnedelvino.com
