La sfoglia a Mano è un lavoro Sartoriale: Rina Poletti a Chef to Chef Emilia-Romagna, “Quando la Sfoglia Vale un’Appartenenza”

La sfoglia a Mano è un lavoro Sartoriale: Rina Poletti a Chef to Chef Emilia-Romagna, “Quando la Sfoglia Vale un’Appartenenza”

Un incontro a Reno Centese, una storia che viene da lontano

Come dice Rina, “è già tutto scritto!“, certe storie nascono da un suggerimento detto al momento giusto. Nel caso di Rina Poletti, sfoglina con radici profonde nella Bassa Modenese e in particolare a Finale Emilia, tutto ha preso forma attraverso una conoscenza di lunga data nel mondo della gastronomia regionale. Fu grazie a questa rete di relazioni che il nome di Franco Chiarini arrivò all’attenzione di Rina nel modo più naturale possibile: quello del passaparola tra chi conosce davvero il valore di un prodotto e di chi lo fa.

Franco Chiarini
Franco Chiarini

E così, in una giornata di giugno 2025 particolarmente afosa, Franco Chiarini — ravennate, fine gourmet, degustatore esperto, già tra i fondatori di Slow Food e di Chef to Chef Emilia-Romagna, l’associazione che riunisce gourmet, cuochi, produttori e artigiani del cibo della regione — percorse la strada fino a Reno Centese per fare visita a Rina a Casa Poletti. Nonostante il caldo, arrivò con puntualità e voglia di conoscere.

Un pranzo nel giardino di Casa Poletti: la tavola come presentazione

L’incontro si trasformò presto in un pranzo all’aperto, nel giardino di Casa Poletti. Un menu pensato con cura e radicato nella tradizione locale: in apertura la Torta degli Ebrei, la famosa Sfogliata di Finale Emilia; a seguire un tris di primi piatti di pasta ripiena, autentica espressione del saper fare di Rina. Per chiudere, una Zuppa Inglese accompagnata da un Prosecco frizzante e da un Lambrusco dell’Emilia.

Proprio sulla Zuppa Inglese si aprì una discussione vivace, come spesso accade quando ci si siedono davanti persone che il cibo lo abitano davvero. Il tema era preciso: nella variante della Bassa Modenese, i savoiardi vengono alternati con liquore alla menta verde e Alkermes. Una scelta identitaria, territorialeÈ, che aveva già suscitato qualche perplessità: c’era chi la riteneva troppo leggera, poco alcolica. Chiarini, uomo di esperienza e con una conoscenza capillare delle tradizioni regionali, era tuttavia perfettamente al corrente di questa variante locale. La discussione è rimasta aperta ancora oggi — e forse è questo il segno che una ricetta tocca davvero qualcosa.

La firma e l’ingresso ufficiale in Chef to Chef Emilia-Romagna

Rina Poletti
Rina Poletti

Al termine del pranzo, Franco Chiarini aprì la cartella che aveva portato con sé e chiese a Rina di compilare e firmare i documenti per l’ingresso in Chef to Chef Emilia-Romagna. Appose la propria firma accanto a quella di Rina, sancendo ufficialmente l’ingresso nell’associazione. Ma volle anche precisare con chiarezza il significato di quel pomeriggio: l’incontro non era stato una valutazione delle qualità culinarie di Rina, ma il piacere di conoscere fisicamente Rina Poletti, la “famosa sfoglina” — parole sue — “tanto decantata e ammirata”.

Che un uomo con quella cultura sul cibo e sulle tradizioni emiliano-romagnole avesse affrontato un viaggio lungo sotto il sole di giugno per quella visita non era un dettaglio trascurabile. Significava qualcosa. E Rina lo capì bene: far parte di un gruppo come Chef to Chef non richiede solo capacità tecniche, ma condividere una filosofia — quella di valorizzare prodotti, territori e persone, senza scorciatoie commerciali.

Una pausa forzata e il debutto ufficiale a Palazzo Varignana

La brigata di CheftoChef

Il 2025 non fu però l’anno dell’esordio in scena. Un intervento chirurgico tenne Rina ferma per diversi mesi, impedendole di partecipare alle manifestazioni del calendario associativo sparse per la regione. Il vero avvio arrivò nel febbraio 2026, quando, nella cornice elegante di Palazzo Varignana, si tenne il primo congresso dell’anno di Chef to Chef Emilia-Romagna. Fu lì, salendo sul Vagone Reale, che il viaggio prese ufficialmente il via.

Cento Mani a Villa Torlonia, San Mauro Pascoli: il primo appuntamento in Romagna

Il primo appuntamento ufficiale della stagione 2026 sarà in Romagna: il 19 e 20 aprile a Villa Torlonia di San Mauro Pascoli con l’evento Cento Mani. Per Rina, sarà il momento in cui la sua presenza accanto a grandi chef diventerà realtà concreta. Una sfoglina che non ha mai tradito le proprie origini, che non ha mai ceduto a compromessi in quasi mezzo secolo di lavoro, si troverà a condividere uno spazio con il meglio della gastronomia regionale.

Un riconoscimento al valore della tradizione e dell’autenticità

Rina Poletti chiude il racconto di questo percorso con gratitudine verso Franco Chiarini e verso il presidente dello Chef Max Poggi, per l’accoglienza ricevuta. Un’accoglienza che non è solo formale, ma che riconosce il valore di chi porta avanti un mestiere antico con coerenza e senza concessioni alla moda del momento.

Max Poggi

Essere parte di Chef to Chef Emilia-Romagna — associazione che da anni lavora per connettere produttori, artigiani e cuochi attorno a valori condivisi — significa per Rina non tanto un cambio di rotta, quanto una conferma: il modo migliore per custodire la tradizione gastronomica di un territorio è viverla ogni giorno, con le mani nella sfoglia.


ennio barbieri