Il ritorno nella città ducale
La Guida Michelin Italia 2026 sarà presentata domani, mercoledì 19 novembre 2025, al Teatro Regio di Parma. La città emiliana ritrova così un appuntamento già vissuto con successo dal 2016 al 2018, consolidando il suo ruolo di riferimento per l’enogastronomia italiana. L’Emilia-Romagna conferma la sua centralità nel panorama gastronomico nazionale dopo aver ospitato l’anno scorso a Modena la celebrazione dei 70 anni della guida.


La scelta di Parma non è casuale: la città vanta il riconoscimento UNESCO come Città Creativa per la Gastronomia e rappresenta il cuore pulsante della Food Valley italiana. Un territorio dove tradizione, innovazione e qualità delle materie prime si fondono per creare esperienze culinarie di livello mondiale.
I numeri dell’Emilia-Romagna gastronomica
Il patrimonio enogastronomico della regione è straordinario e misurabile in cifre che ne attestano la leadership nazionale. L’Emilia-Romagna detiene il primato con 44 produzioni DOP e IGP che valgono 3,6 miliardi di euro alla produzione su 8,5 miliardi a livello nazionale. Il comparto agroalimentare regionale nel suo complesso vale 34 miliardi di euro, di cui quasi 10 miliardi vengono esportati, posizionandosi come seconda voce di export dopo la meccanica.
Il palmares stellato dell’Emilia-Romagna per l’edizione 2025 conta 24 ristoranti stellati, con il tristellato Osteria Francescana a Modena dello chef Massimo Bottura, e le 2 Stelle Michelin al San Domenico di Imola e al Magnolia di Longiano nell’entroterra romagnolo. La regione vanta inoltre 6 ristoranti Stella Verde e il primato nazionale di 33 Bib Gourmand, riconoscimenti che premiano locali con ottimo rapporto qualità-prezzo.
Tra le new entry dell’edizione 2025 spiccano quattro nomi: Ancòra a Cesenatico con il resident chef Marco Garattoni, Alto a Fiorano Modenese con lo chef Mattia Trabetti, Ristorante del Lago a Bagno di Romagna con lo chef under 30 Simone Bravaccini, e Al Gatto Verde di Modena, nuova creatura di Massimo Bottura, dove la chef canadese Jessica Rosval ha ottenuto anche la Stella Verde per la sostenibilità.
La cerimonia e i riconoscimenti
Durante l’evento al Teatro Regio, che sarà trasmesso in diretta streaming dalle ore 11:45 sui canali YouTube MICHELIN Guide e sulla pagina Facebook Michelin Italia, verranno svelate le nuove Stelle MICHELIN e le nuove Stelle Verdi, dedicate ai ristoranti che promuovono una gastronomia sostenibile.
La serata prevede anche l’assegnazione di prestigiosi premi speciali: Sommelier Award, Service Award, Young Chef Award e Mentor Chef Award. Particolare attenzione sarà riservata alla distinzione Passion Dessert, riconoscimento conferito ai ristoranti che offrono esperienze di alta qualità attraverso la proposta dei dessert. Nell’edizione 2025, questo riconoscimento è andato al ristorante Inkiostro di Salvatore Morello a Parma.
I Bib Gourmand anticipano la festa
Come da tradizione, la Guida Michelin ha anticipato l’annuncio dei 24 nuovi Bib Gourmand per l’edizione 2026, portando il totale a 255 ristoranti in tutta Italia. Il pittogramma raffigurante l’Omino Michelin sorridente che si lecca i baffi identifica locali che propongono una piacevole esperienza gastronomica con un menu completo a un ottimo rapporto qualità-prezzo.
L’Emilia-Romagna guida la classifica nazionale con 34 Bib Gourmand, a pari merito con il Piemonte, seguita dalla Toscana con 26, la Lombardia con 23 e il Veneto con 18. Tra le novità spicca Brisla Trattoria a Parma, a pochi passi dal Teatro Regio, dove culatello, tagliolini e coniglio alla cacciatora rappresentano tappe imperdibili del gusto.
Sergio Lovrinovich, Direttore della Guida MICHELIN Italia, ha commentato: “Questa nuova selezione racconta storie di cucina autentica e di grande personalità.”
Le voci istituzionali
Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale della Guida MICHELIN, ha dichiarato: “Siamo lieti di tornare in Emilia-Romagna e nella città di Parma, due destinazioni rinomate a livello internazionale per il loro ricco patrimonio culinario, per svelare la prossima selezione italiana di ristoranti della Guida MICHELIN. Dai rinomati prodotti tipici alle ricette iconiche, dalle caratteristiche vigne ai grandi ristoranti, questa terra ha dato vita ad alcuni dei tesori gastronomici più iconici d’Italia. Parma, con il suo status di Città Creativa per la Gastronomia UNESCO, incarna perfettamente l’eccellenza della regione, rendendola una cornice naturale e stimolante per la nostra celebrazione dei migliori talenti culinari del paese.”
Roberta Frisoni, Assessora Regionale al Turismo, ha sottolineato: “Per la sua continua ricerca di innovazione e grande cura dei particolari da una parte, ed esaltazione della genuinità delle materie prime, valorizzazione e custodia della tipicità e delle tradizioni dall’altra, la cucina stellata ha un ruolo ed un valore centrali per la tavola dell’Emilia-Romagna. Si tratta anche di un potente attrattore turistico, di portata internazionale: ogni anno sono tanti gli ospiti stranieri e non, che una volta alzati da tavola vanno alla scoperta non solo della nostra Food Valley unica, ma anche delle Città d’Arte, della Motor Valley e di tanto altro.”
Alessio Mammi, Assessore Regionale ad Agricoltura, Caccia, Pesca e rapporti con l’UE, ha evidenziato: “L’Emilia-Romagna è la Food Valley d’Italia con le sue 44 produzioni DOP e IGP che valgono 3,6 miliardi di euro alla produzione su 8,5 miliardi a livello nazionale. Il comparto agro-alimentare della nostra regione nel suo complesso vale 34 miliardi di euro, di cui quasi 10 miliardi esportati, ed è la seconda voce di export dopo la meccanica. Un patrimonio immenso che coniuga qualità, tradizione e innovazione e che i nostri chef sanno esaltare al meglio. È innegabile: cibo, vino e motori sono identità del nostro territorio, una peculiarità che garantisce occupazione, competitività delle imprese e benessere sociale.”
Il sindaco di Parma Michele Guerra ha aggiunto: “Tornare ad ospitare la presentazione della Guida Michelin è per Parma motivo di felicità e di orgoglio. Si tratta di una Guida importante, sia perché certifica di anno in anno l’eccellenza dei nostri ristoranti, sia perché valorizza chi è impegnato nell’innovazione dell’arte della cucina, uno dei pilastri della nostra identità. Parma è quindi veramente onorata di poter riabbracciare la Guida Michelin, nella splendida cornice del Teatro Regio. Continueremo ad impegnarci al massimo perché la Food Valley resti un luogo fondamentale per fare sistema attorno al grande valore del Food.”
Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia, ha commentato: “È con profondo orgoglio che accogliamo nuovamente la Guida Michelin a Parma, nel cuore pulsante della nostra Food Valley. Questo ritorno rappresenta il riconoscimento di un territorio che ha fatto dell’eccellenza enogastronomica non solo una tradizione, ma una vera e propria filosofia di vita. La scelta del Teatro Regio come cornice per la presentazione dell’edizione 2026 simboleggia perfettamente l’unione tra arte culinaria e patrimonio culturale che caratterizza l’Emilia. I nostri chef sono ambasciatori di un saper fare che affonda le radici nei secoli, ma che guarda costantemente al futuro con spirito innovativo.”

L’attesa per la serata
L’edizione 2025, presentata un anno fa a Modena, aveva visto l’Italia raggiungere 393 ristoranti stellati su un totale di circa duemila selezionati, con 14 ristoranti tre stelle Michelin. Tra questi, oltre all’Osteria Francescana, figurano nomi come Casa Perbellini – 12 Apostoli dello chef Giancarlo Perbellini a Verona, Villa Crespi dello chef Antonino Cannavacciuolo a Orta San Giulio, Da Vittorio ed Enoteca Pinchiorri.
Domani sera, al termine della cerimonia, la nuova selezione sarà immediatamente disponibile sul sito ufficiale e sull’app della Guida MICHELIN, permettendo a tutti gli appassionati di scoprire chi manterrà, guadagnerà o perderà le celebri stelle. L’evento è organizzato in collaborazione con gli Assessorati Regionali ad Agricoltura e Turismo dell’Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna, Visit Emilia, Comune di Parma ed Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna.
La presentazione della Guida Michelin Italia 2026 coincide inoltre con un momento storico per la cucina italiana: a dicembre l’UNESCO deciderà se riconoscerla come patrimonio immateriale dell’umanità, dopo la valutazione positiva della commissione tecnica. Un riconoscimento che celebrerebbe ulteriormente l’arte culinaria italiana e il suo ruolo nella cultura mondiale.

