
La cucina è una OPPINIONE
Introduzione
C’è chi ha un robot da cucina. E c’è chi ha il Bimby. La differenza? Il primo cucina. Il secondo… crea dipendenza. Questa non è una crociata contro la tecnologia. È una riflessione su come uno strumento intelligente possa diventare feticcio, fino a sovvertire logica e buonsenso in nome del ricettario.
Macchina utile, ricette discutibili
Il Bimby è un ottimo robot multifunzione da cucina: trita, mescola, monta, cuoce, impasta, frulla e cuocere a vapore. Alcuni modelli recenti, offrono anche l’alta temperatura per rosolare, il sottovuoto e la fermentazione. Ma troppe ricette sembrano pensate non per ottenere il miglior risultato possibile, bensì per giustificare ogni funzione della macchina. Alla fine si cucina secondo il programma, non secondo la materia prima.
Ricette adattate… e adattamenti mentali
Nel ricettario ufficiale (e nei forum Bimby) troviamo spesso: verdure stracotte, minestre ridotte in pappette, sughi senza rosolatura. Tutto pur di restare nel recinto del ricettario. La cucina si riduce a seguire istruzioni più che a capire cosa si fa.
Il risotto Bimby
Caso emblematico: il risotto. Viene cotto tutto insieme, senza tostatura, senza mantecatura. Il risultato è una crema densa, appiccicosa, uniforme. Buona? Forse. Ma non è un risotto. E chi dice che è “buonissimo”… forse non ne ha mai assaggiato uno vero.
Il dado fatto in casa
Uno degli usi più “naturali” del Bimby è fare il dado vegetale o di carne. Ma spesso si tratta di una purea ipersalata, dove vengono frullati insieme ortaggi bolliti, olio, e tanto sale per la conservazione. Poi lo si congela o si sterilizza. Insomma: si replica in casa il concetto industriale… per evitarlo. Ma non è meglio fare un buon brodo vegetale serve mezzora.
Il ragù nel Bimby: un paradosso culturale
Fare il ragù col Bimby è un esempio perfetto di come l’ideologia superi il buonsenso. Nel Bimby: non si rosola bene, non si sfuma, non si riduce il fondo, non si “ascolta” la cottura. Tutto si cuoce chiuso, umido, frullato. Un sugo denso, ma senza anima. Un ragù che non ha mai “sofferto” sul fuoco.
Il mio sogno ….
È intervenuta in via d’urgenza la Polizia Gastronomica: un cittadino è stato sorpreso mentre “cuoceva” il ragù bolognese nel Bimby.
Il reato contestato è grave: vilipendio del soffritto e abuso di velocità antioraria.
Le autorità culinarie hanno dichiarato: “Il ragù non si fa in mezz’ora. Non è un frappè proteico: è una sinfonia lenta, un’orchestra che suona a fuoco basso per ore.”
Al trasgressore sono stati inflitti gli arresti domiciliari in cucina con sorveglianza di nonna emiliana.
Conclusione del verbale: Il ragù è sacro, non è una ricetta, è un rito. Chi lo riduce a centrifugato non commette solo un errore di cucina, ma un peccato contro la memoria, la pazienza e la cultura di un popolo.
Il costo (economico e culturale)
Il Bimby costa. Tanto. E chi lo compra si sente obbligato a usarlo sempre. Non si tratta più di cucinare, ma di far funzionare la macchina. E così si disimpara il gesto, si perde il senso del gusto, si dimentica l’assaggio. Chi ti vende il Bimby ti riprogramma il cervello.
Ma anche gli chef lo usano!
Sì, ma per compiti precisi: emulsioni perfette, salse lisce, creme in piccole dosi, cotture a bassa temperatura controllata. Gli chef non ci fanno il risotto o il ragù. Usano il Bimby come strumento tecnico, non come scorciatoia quotidiana.
Ingombro e pulizia: i lati nascosti
Uno degli aspetti meno raccontati del Bimby è la sua gestione quotidiana: è un elettrodomestico grande, pesante e sempre in mezzo. Occupa spazio sul piano cucina e difficilmente si ripone in un mobile. Poi c’è la pulizia: le lame sono affilate e scomode da lavare, il boccale ha angoli difficili da raggiungere, i coperchi si incrostano facilmente. Dopo aver cucinato, spesso resta un bel lavoro da fare al lavello.
In conclusione
Il Bimby è un buon alleato. Ma non è un maestro di cucina. È utile, ma non infallibile. E soprattutto: non tutte le ricette vanno adattate a lui.
In cucina, come nella vita, anche un robot intelligente ha bisogno di essere guidato. Con testa.
Il dottor Balanzone sentenzierebbe: Bimby non coquit, sed frullat! Aviv capè zant

