il Comune di Parma riporta alla vita la Fontana del Trianon meraviglia dei Farnese dopo anni di abbandono

il Comune di Parma riporta alla vita la Fontana del Trianon meraviglia dei Farnese dopo anni di abbandono

Il restauro è stato un vero parto, durato mesi di lavori, tra freddo rigido invernale e temperature tropicali, sopralluoghi, imprevisti e verifiche continue, la Fontana del Trianon, il monumento acquatico più importante del Parco Ducale di Parma, è tornata a mostrarsi nella sua veste completa. Il restauro è terminato e la fontana è stata inaugurata: l’acqua percorre di nuovo a cascata le balze delle vasche sovrapposte che risalgono verso le statue allegoriche farnesiane della Parma, mentre i giochi d’acqua tornano a zampillare dalle bocche dei leoni e dei mascheroni.

Fontana del Trianon – Parco Ducale di Parma – Prima accensione inaugurazione

Fontana del Trianon parte posteriore

Da molti anni la fontana non era più attiva, nascosta dalla vegetazione infestante che aveva preso il sopravvento sull’isolotto al centro della Peschiera del Parco Ducale. Le operazioni di rilievo materiale e geometrico, condotte tra l’autunno 2020 e la primavera 2021, avevano permesso di fotografare l’effettiva consistenza del degrado, causato principalmente dall’azione corrosiva dell’acqua e dalla spinta dell’apparato radicale di una quercia, cresciuta spontaneamente ai piedi della vasca di base. Oggi quelle criticità sono state affrontate una per una, restituendo alla città un monumento che per decenni ha vissuto fasi alterne di splendore e abbandono.


Michela Guerra – la presentazione alla città di Parma

Un viaggio lungo tre secoli: dal Trianon di Colorno al Parco Ducale

La storia del Trianon è un lungo racconto di spostamenti. Realizzata tra il 1712 e il 1719 dal Mozzani per il parco della Reggia di Colorno, la fontana venne smontata nel 1882 per sottrarla ai danneggiamenti legati alla trasformazione del giardino in sede dell’ospedale psichiatrico. Nel 1889 lo scultore Giovanni Chierici la rimontò a Parma, nel piazzale dell’allora Teatro Reinach, utilizzando anche marmi di recupero provenienti dalla colonna di Piazza Garibaldi, opera del Petitot, demolita nel 1860.

Il Trianon rimontato nel piazzale del Teatro Reynach, in una fotografia storica.

Il laghetto del Giardino Ducale in un’immagine d’epoca, con la fontana sull’isolotto.

Nel maggio del 1919 la Giunta municipale deliberò un nuovo trasferimento, questa volta all’interno del Giardino, “per far cessare l’inconveniente delle lordure che si fanno intorno alla Fontana del Trianon”. I lavori, seguiti dal pittore scenografo Carmigani, portarono la fontana sull’isolotto della Peschiera, di fronte al viale di mezzo: una nuova collocazione che restituiva al monumento il ruolo di fondale scenografico che aveva avuto, in origine, nel giardino settecentesco di Colorno.

La fontana immersa nella vegetazione dell’isola, in uno scatto databile intorno alla metà del secolo scorso.

I restauri del passato e le fragilità mai risolte

Nel dopoguerra la fontana era già stata oggetto di due interventi di restauro, nel 1995/1996 e nel 2007, entrambi promossi dal Comune di Parma. In entrambe le occasioni, però, il tema del controllo e dell’addolcimento dell’acqua era stato rimandato: la fontana continuava a essere alimentata da acqua non trattata, proveniente dal pozzo di via Kennedy, che a perdere, senza ricircolo, tracimava nel laghetto.

È un aspetto che vale la pena sottolineare: in entrambi i restauri precedenti, già dopo pochissimi giorni dalla messa in funzione della fontana, la superficie marmorea risultava di nuovo rovinata e compromessa, proprio perché non era stata utilizzata acqua filtrata e addolcita. Un errore che il progetto oggi completato ha voluto correggere alla radice, introducendo per la prima volta un sistema di trattamento e ricircolo pensato per durare nel tempo.

La campagna di rilievo e la fotografia del degrado

Il progetto è stato preceduto da una campagna di rilievo strumentale e fotografico: scansioni laser, georeferenziazione topografica tramite stazione totale, nuvole di punti 3D, rilievo fotogrammetrico da drone e da terra, panoramiche immersive a 360 gradi. Un lavoro che ha permesso di ricostruire con precisione la geometria della fontana e di individuare le lastre distaccate o fuori sede, alcune delle quali rovinate a terra.

Tra le cause di degrado più gravi, la presenza di una quercia cresciuta a ridosso della vasca a terra della fontana: il suo apparato radicale, accresciutosi negli anni, aveva provocato la dislocazione di molti conci e il degrado strutturale di alcune parti murarie delle vasche. La rimozione di questa causa è stata tra le prime operazioni del cantiere.

Lo stato di totale abbandono della Fontana del trianon prima del restauro

Un restauro pieno di imprevisti

Chi ha seguito il cantiere da vicino racconta di un restauro che ha messo alla prova architetti, ingegneri e maestranze giorno dopo giorno. Nuove incognite si sono presentate con regolarità, a partire dallo stato reale delle strutture murarie interrate, mai del tutto documentato dai progetti precedenti, fino alle condizioni climatiche: il grande freddo dello scorso inverno prima, il caldo intenso di questi mesi poi, hanno condizionato più volte i tempi e le modalità di lavorazione, in particolare per le fasi di stuccatura, consolidamento e posa dei trattamenti protettivi sul marmo, lavorazioni che richiedono condizioni termiche stabili.

Durante il cantiere è emerso inoltre un elemento che i rilievi storici non avevano evidenziato con chiarezza: la fontana risulta leggermente sprofondata da un lato. Questo cedimento ha comportato livelli di riempimento non uniformi nelle vasche e un funzionamento non regolare dei getti d’acqua, un aspetto che ha richiesto verifiche puntuali e correzioni in corso d’opera per restituire alla fontana un funzionamento idraulico corretto ed equilibrato.

LE DICHIARAZIONI:

Michele Guerra

Michele Guerra

Il sindaco Michele Guerra ha dichiarato: “È un momento di grande gioia: restituiamo ai parmigiani e al Parco Ducale la Fontana del Trianon in tutto il suo splendore, con l’acqua che torna finalmente a zampillare. Si conclude così un intervento di riqualificazione e rigenerazione che mancava da oltre un secolo e che ci riconsegna uno dei monumenti più preziosi della città. È stato un cantiere complesso, che ha richiesto più tempo del previsto. Ma ogni fase dei lavori ha imposto grande cura e attenzione e, di fronte a ogni imprevisto, abbiamo sempre avuto una priorità: restituire alla nostra comunità questo straordinario patrimonio nel modo migliore. Vedere questa sera così tante persone riunite attorno alla Fontana del Trianon ci conferma quanto questo luogo sia rimasto nel cuore dei parmigiani. Da oggi tornerà a vivere ancora di più, grazie al ritorno dell’acqua, che restituisce bellezza e fascino a uno dei simboli del Parco Ducale”.


Lorenzo Lavagetto

Lorenzo Lavagetto con alle spalle la Fontana del Trianon restaurata

Il vicesindaco e assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto ha sottolineato: “Il recupero della Fontana del Trianon e della Peschiera rappresenta un intervento di straordinaria importanza per la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico del Parco Ducale. Restituire piena funzionalità e bellezza a questo luogo significa rafforzare il legame tra la città e la propria storia, rendendo nuovamente fruibili spazi che raccontano secoli di vicende artistiche, architettoniche e culturali. Particolarmente significative sono anche le scoperte emerse durante gli scavi, che contribuiscono ad arricchire la conoscenza del Parco e del suo passato, offrendo nuove prospettive di ricerca e valorizzazione”.


Francesco De Vanna

Francesco De Vanna

L’assessore ai Lavori Pubblici e alla Legalità Francesco De Vanna ha commentato: “L’intervento sulla Peschiera e sulla Fontana del Trianon è stato particolarmente complesso sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della tutela monumentale. Le criticità emerse nel corso del cantiere hanno richiesto approfondimenti e lavorazioni aggiuntive, affrontate con la massima attenzione per garantire la conservazione del bene e la qualità del risultato finale. Oggi riconsegniamo alla città un sistema completamente riqualificato, più efficiente sotto il profilo idraulico, più sostenibile nella gestione delle risorse idriche e capace di assicurare una migliore tutela di uno dei luoghi più rappresentativi della città”.


Paola Cavallini Architetto

Paola Cavallini Architetto dello Studio Associato Architettura e Città

Gli interventi edili e impiantistici realizzati

A tergo della fontana è stata realizzata una trincea protettiva drenante, con tubo drenante e ghiaia lavata avvolta da un telo antiradice, per proteggere la base del monumento dall’attacco di nuovi apparati radicali superficiali e favorire un corretto smaltimento delle acque meteoriche. Il terreno retrostante è stato inoltre rimodellato per eliminare la balza instabile che si era formata verso la fontana.

Nel locale tecnico ricavato sotto le vasche, oggi consolidato e risanato, sono stati riaperti gli accessi murati, ricostruita la pavimentazione in mattoni recuperati e rifatto l’intonaco con malta di calce. Questo ambiente ospita adesso tutti i dispositivi meccanici ed elettronici necessari al funzionamento idraulico della fontana e al dosaggio della depurazione dell’acqua.

L’intero sistema di tubazioni che alimentava i getti — realizzato nel secondo dopoguerra in totale spregio dell’apparato decorativo, con tubi in acciaio zincato e gomma flessibile staffati direttamente sulle statue — è stato rimosso e sostituito. Le nuove condotte ripercorrono percorsi più diretti, ricavati con carotaggi di precisione, disposti a vista sulle murature interne dove possibile, senza interferire con i rivestimenti lapidei decorativi.

Il nuovo sistema idraulico e il collegamento alla fognatura urbana

Per ogni vasca è stato realizzato uno scarico dedicato, collegato al locale impianti e da qui a un pozzetto esterno allacciato alla nuova condotta fognaria, verso via Pasini: un sistema che oggi permette di svuotare le vasche anche separatamente, in occasione delle operazioni di manutenzione e lavaggio, cosa che il Trianon non aveva mai avuto in tutta la sua storia.

È stata inoltre realizzata una vasca di accumulo interrata, di circa 20 metri cubi di capienza utile, indispensabile per il ricircolo dell’acqua: la sua funzione è garantire il mantenimento delle caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua che scorre a circolo continuo sui marmi. Le pompe di rilancio calate nella vasca immettono a pressione, attraverso una tubazione in PEAD, l’acqua trattata nel circuito dei giochi d’acqua della fontana.

Il verde dell’isolotto: dal degrado al recupero paesaggistico

Prima del restauro l’isolotto si presentava abbandonato quanto la fontana: materiali di risulta abbandonati, piante morte e disseccate, salici piangenti scomparsi, edera che ricopriva il suolo e avvolgeva gli alberi fino alla chioma. Sull’isola sono state censite una cinquantina di piante — querce, ippocastani, frassini, olmi, ornielli, tigli, taxodium — insieme a specie infestanti come gli alianti.

La manutenzione del verde ha previsto la raccolta e la pulizia del terreno, l’eliminazione dell’edera e dei rovi, l’abbattimento delle piante morte o pericolose e la messa in sicurezza degli alberi da conservare. Il progetto di recupero paesaggistico ha inoltre reintrodotto varietà arbustive e, dove possibile, i salici piangenti a bordo dell’isola, riprendendo le varietà vegetali documentate nelle immagini storiche.


La nuova illuminazione della fontana

Pali e corpi illuminanti esistenti sull’isola sono stati eliminati a favore di un’illuminazione concentrata sul monumento, pensata per mettere in risalto i marmi chiari e l’apparato scultoreo in contrasto con lo sfondo scuro della vegetazione, senza intervenire con fonti luminose all’interno dell’isola: una scelta che protegge gli apparati radicali degli alberi e riduce il disturbo alla fauna. L’obiettivo, raggiunto, era un’illuminazione morbida, quasi naturale, capace di richiamare l’immagine della fontana illuminata dalla luce del sole.

La fontana del Trianon dopo il restauro

La qualità dell’acqua e la nuova funzione ecologica della Peschiera

Uno degli aspetti meno visibili, ma più importanti, del restauro riguarda la qualità dell’acqua. Viene restituita alla città un’opera che oggi ha anche la funzione di ossigenazione del laghetto, contribuendo a evitare l’insorgere di malattie e la moria di animali che si verificava ormai da anni nella Peschiera del Parco Ducale.

Nella zona sud dell’isolotto è stata posizionata una sonda multiparametrica, collegata con l’Università di Parma, che legge in continuo i dati parametrici del laghetto: un controllo costante sulla qualità dell’acqua e sui livelli di ossigenazione, pensato in vista della prossima immissione della fauna ittica. Il pozzo realizzato nella zona sud, destinato a prelevare l’acqua di adduzione per il funzionamento della fontana, è stato completato nel settembre 2025.


Alessandro Bocchi

Alessandro Bocchi – Fontana del Trianon Parma – La parte tecnica della fontana
Alessandro Bocchi – Fontana del Trianon Parma – La sonda multiparametrica e il pozzo

“Nella posizione della zona sud dell’isolotto è stata posizionata una sonda multiparametrica, collegata con l’Università di Parma, dove leggendo tutti i dati parametrici del laghetto, per il controllo dell’ossigenazione dei pesci, abbiamo un controllo sulla qualità dell’acqua per il mantenimento della fauna ittica di prossima immissione nel laghetto”, spiega Alessandro Bocchi, direttore tecnico di S.G.C. Sistemi Geo Costruttivi S.r.l.. “Il pozzo realizzato nella zona sud, per prelevare l’acqua di adduzione al funzionamento della fontana, è stato realizzato nel settembre 2025.”

Il locale tecnico e gli impianti elettromeccanici

Nel locale tecnico ricavato sotto le vasche della fontana, Alessandro Bocchi illustra le apparecchiature elettromeccaniche che regolano i giochi d’acqua e gli scarichi del Trianon: un insieme di pompe, valvole e dispositivi di controllo automatico che, per la prima volta nella storia recente del monumento, permettono una gestione puntuale e monitorata dell’intero sistema idraulico.

Alessandro Bocchi nel locale tecnico illustra gli impianti elettromeccanici

Un ringraziamento a chi ha reso possibile il restauro

Il risultato raggiunto è il frutto del lavoro di un gruppo ampio di professionisti: gli architetti e gli ingegneri che hanno firmato il progetto e diretto i lavori, insieme alle imprese che li hanno materialmente eseguiti sull’isolotto della Peschiera, tra difficoltà logistiche non semplici, legate proprio alla collocazione del monumento al centro dello specchio d’acqua.

Un riconoscimento particolare va ad Alessandro Bocchi della S.G.C. Sistemi Geo Costruttivi S.r.l., impresa moderna e dinamica operante nel settore dell’edilizia con quarant’anni di storia alle spalle, il cui contributo tecnico è stato importante per affrontare le difficoltà emerse in corso d’opera, dal cedimento della struttura alla progettazione del nuovo sistema di controllo della qualità dell’acqua.

Oggi la Fontana del Trianon è di nuovo un punto di riferimento del Parco Ducale di Parma: un monumento che torna a raccontare tre secoli di storia, tra Colorno, il Teatro Reinach e l’isolotto della Peschiera, e che oggi, per la prima volta, può contare su un sistema di manutenzione e controllo pensato per durare.

La Fontana del Trianon in funzione dopo il restauro


COMUNE DI PARMA – REGIONE EMILIA ROMAGNA

RESTAURO DELLA FONTANA DEL TRIANON

INTERVENTI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEL PARCO DUCALE DI PARMA

CUP: I95I18000300004 – CIG: ZB82A4CD2A

R.U.P.: Arch. Anna Ferrara


PROGETTO COORDINAMENTO SICUREZZA E DIREZIONE LAVORI:

STUDIO ASSOCIATO ARCHITETTURA E CITTA’

Archh. Paola Cavallini & Stefano Della Santa

Via Archimede n. 2 – 43100 PARMA

tel. 0521 491914, fax 0521 240533 e-mail: info@assarch.it

con: Arch. Michele Musiari

PSC e CSE: Arch. Stefano Della Santa con Ing.Chiara Bianchi


PROGETTO E DL IMPIANTI ELETTRICI E MECCANICI

COSTEL & PARTNERS S.R.L.

Ing. Marco Sampietri

Via G. P. Sardi 24/A, Alberi – 43124 PARMA

tel. 0521 649710, e-mail: marco.sampietri@costelsistemi.it


CONSULENZA INGEGNERIA STRUTTURALE

STUDIO FABER:

Ing. Paolo Bertozzi

Viale G. Falcone, 40 – 43121 Parma

tel. 0521 1815588 – e-mail: info@tecnofaber.net


IMPRESA DI COSTRUZIONE:

ALESSANDRO BOCCHI

Direttore tecnico

S.G.C. Sistemi Geo Costruttivi S.r.l..

Via C. Bondi, 1 – 43123 Parma (PR)
Tel.: 0521 460057
info@sgcparma.it


ennio barbieri