Gorgonzola DOP sotto attacco: dazi USA al 30% minacciano le esportazioni italiane

Gorgonzola DOP sotto attacco: dazi USA al 30% minacciano le esportazioni italiane

Il grido d’allarme del settore lattiero-caseario

Il mondo del formaggio italiano attraversa uno dei momenti più critici degli ultimi anni. I nuovi dazi americani stanno creando una tempesta perfetta per i produttori di Gorgonzola DOP, con ripercussioni che vanno ben oltre i semplici numeri economici. La situazione si è aggravata nelle ultime settimane, portando i rappresentanti del settore a lanciare un appello urgente alle istituzioni.

Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio Gorgonzola DOP

Antonio Auricchio: “Amareggiato e preoccupato”

Antonio Auricchio, Presidente del Consorzio Gorgonzola DOP, ha rilasciato una dichiarazione che fotografa perfettamente la drammaticità del momento per il settore:

“Sono amareggiato e preoccupato per le scelte dell’attuale amministrazione USA, un Paese a cui siamo legati da una storica alleanza, ma anche da profondi legami di amicizia e culturali. I nostri tantissimi connazionali emigrati in USA hanno contribuito a diffondere la nostra cucina, i prodotti made in Italy e il “saper vivere” italiano così amato e imitato oltreoceano. In questo contesto la scelta di imporre dazi al 30%, addirittura contro il 20% ufficialmente annunciato lo scorso aprile, desta grande preoccupazione per le aziende italiane. Per il settore lattiero-caseario la situazione è ancora peggiore perché questa percentuale rischia di aggiungersi al 15% già in vigore. Per il Gorgonzola Dop gli USA sono un mercato che vale oltre 3 milioni di euro con 387tons di prodotto esportate ogni anno. Considerando un prezzo medio al chilo di 10,00 €, il Gorgonzola arriverà a costare ai consumatori americani circa il doppio del prezzo odierno! 

Ci viene detto che l’unico modo per evitare i dazi è quello di andare a produrre in USA, ma i nostri prodotti agroalimentari DOP e IGP sono, per loro stessa natura, legati ai territori dove nasce la materia prima quindi non si tratta di delocalizzare, ma di cancellare le nostre produzioni e tradizioni. E’ possibile che un Paese alleato ci chieda questo? A questo punto è fondamentale che le nostre istituzioni sostengano convintamente e con tutta la forza possibile, una trattativa unitaria da parte dell’Unione Europea. Solo uniti possiamo avere la forza di contrastare il colosso americano e la politica aggressiva dell’attuale amministrazione Trump”.

L’escalation dei dazi: dal 20% al 30%

La situazione è precipitata quando l’amministrazione ha deciso di alzare ulteriormente la posta in gioco. Come sottolinea Auricchio: “In questo contesto la scelta di imporre dazi al 30%, addirittura contro il 20% ufficialmente annunciato lo scorso aprile, desta grande preoccupazione per le aziende italiane.”

Il settore lattiero-caseario si trova in una posizione ancora più vulnerabile, poiché questa nuova percentuale rischia di sommarsi al 15% già esistente, creando un effetto domino devastante per le esportazioni.

I numeri del disastro: 3 milioni di euro a rischio

Le cifre parlano chiaro e delineano un quadro allarmante per il Gorgonzola DOP:

  • Valore del mercato USA: oltre 3 milioni di euro annui
  • Volume di esportazioni: 387 tonnellate all’anno
  • Prezzo medio attuale: 10,00 euro al chilogrammo
  • Prezzo finale per il consumatore americano: quasi il doppio

“Considerando un prezzo medio al chilo di 10,00 €, il Gorgonzola arriverà a costare ai consumatori americani circa il doppio del prezzo odierno!”, denuncia il presidente del Consorzio.

L’impossibile scelta: produrre in USA

La risposta dell’amministrazione americana alle proteste del settore non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. Auricchio riferisce: “Ci viene detto che l’unico modo per evitare i dazi è quello di andare a produrre in USA, ma i nostri prodotti agroalimentari DOP e IGP sono, per loro stessa natura, legati ai territori dove nasce la materia prima quindi non si tratta di delocalizzare, ma di cancellare le nostre produzioni e tradizioni.”

Questa richiesta rappresenta un attacco diretto all’identità stessa delle denominazioni di origine protetta, che trovano la loro ragione d’essere nel legame inscindibile con il territorio di produzione.

L’appello alle istituzioni europee

Di fronte a questa situazione, il Presidente del Consorzio Gorgonzola DOP lancia un appello accorato alle istituzioni: “E’ possibile che un Paese alleato ci chieda questo? A questo punto è fondamentale che le nostre istituzioni sostengano convintamente e con tutta la forza possibile, una trattativa unitaria da parte dell’Unione Europea.”

Auricchio conclude con una considerazione strategica fondamentale: “Solo uniti possiamo avere la forza di contrastare il colosso americano e la politica aggressiva dell’attuale amministrazione Trump”.

Le prospettive future per il made in Italy

La battaglia per il Gorgonzola DOP rappresenta solo la punta dell’iceberg di una sfida più ampia che coinvolge l’intero sistema agroalimentare italiano. Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’Unione Europea riuscirà a trovare una strategia comune efficace contro le politiche commerciali dell’amministrazione Trump.

Il settore attende risposte concrete, mentre i produttori si preparano a un periodo di grande incertezza che potrebbe ridefinire gli equilibri commerciali tra Europa e Stati Uniti per gli anni a venire.

Ennio Barbieri