Il debutto riminese
Il 12 e 13 febbraio alle ore 21 arriva sul palcoscenico della città di Parma Goodbye Horses, lavoro teatrale firmato e interpretato da Dalila Cozzolino. Lo spettacolo vede in scena anche Gianfranco De Franco e Mario Russo, con la partecipazione vocale di Dario De Luca.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Solares Fondazione delle Arti e il Teatro delle Briciole, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Parma.

La squadra creativa
La supervisione testuale porta la firma di Rosario Palazzolo, mentre Gianfranco De Franco cura musica e drammaturgia sonora. Luna Cenere ha disegnato coreografie e movimenti scenici, Ilaria Carannante ha creato i costumi e Ilaria Nomato si è occupata della scenografia.
La regia è affidata a Dalila Cozzolino e Lorenzo Guerrieri, con il disegno luci di Gaetano Bonofiglio. L’organizzazione e consulenza artistica sono curate da Rosario Mastro.
L’antefatto storico
La vicenda prende le mosse da un episodio dell’antica Magna Grecia. Siamo nel 510 a.C., quando Sibari e Crotone si affrontano nella battaglia di Traente.
Secondo le cronache storiche, furono le abitudini raffinate dei sibariti a decretarne la sconfitta. Avevano addestrato i loro destrieri a muoversi seguendo melodie musicali. L’esercito crotoniate si presentò sul campo di battaglia non solo con i combattenti, ma anche con suonatori di flauto. Al suono degli strumenti, i cavalli sibariti iniziarono a danzare invece di combattere, e i guerrieri caddero uno dopo l’altro.
Crotone razziò la città nemica per sessanta giorni consecutivi, poi deviò le acque del fiume Crati sommergendo l’intera civiltà sibarita. Da quel momento, il termine “sibarita” assunse una connotazione negativa, indicando chi si abbandona ai lussi e ai piaceri superficiali.
La narrazione teatrale

Lo spettacolo ribalta la prospettiva tradizionale, raccontando questi eventi dal punto di vista di un cavallo. Non un cavallo qualunque, ma un animale che porta addosso quella che viene definita nel testo come grazia, trasformata però in peso, in maledizione.
Ambientato in un mercato di animali a Crotone, il lavoro presenta un cavallo e un asino in attesa di acquirenti. Il primo è preda di guerra, proveniente dalla distrutta Sibari.
I temi dello spettacolo
“Cosa resta di animale dopo un processo di addomesticamento?” si chiede il testo. “La grazia è il risultato ultimo di pratiche violente. Essere addomesticati è essere addomesticati alla violenza. Ma quando la violenza è l’unico modo che si conosce, è riconosciuta come una violenza? E allora anche la guerra diventa uno spettacolo pieno di grazia.“
Il cavallo protagonista si ritrova invendibile proprio per quella grazia che gli è stata insegnata, che la società non ritiene utile. “Il cavallo è inutile per la società con questa grazia attaccata, pesante, mostruosa: una cattiva possessione. Una maledizione, quella dell’artista. Nessuno se lo compra, nessuno lo vuole.“
Le domande finali
Il lavoro si chiude con interrogativi aperti: “E fuori dallo spettacolo, come si può stare? Come si fa a stare nella guerra?“
Domande che intrecciano la dimensione storica con quella contemporanea, interrogando il pubblico sul significato dell’arte, della bellezza e della loro funzione in contesti dominati dalla violenza e dall’utilitarismo.
Dove

Parma | Parco Ducale, 1 | Teatro al Parco
Ennio Barbieri
