
Presentata la mostra su Giacomo Balla al Palazzo del Governatore
E’ stata presentata ufficialmente al Palazzo del Governatore di Parma la mostra dedicata a Giacomo Balla, intitolata “Giacomo Balla. Un universo di luce. La collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea”. L’esposizione aprirà le porte al pubblico venerdì 10 ottobre e sarà visitabile fino al 1° febbraio 2026.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, con il sostegno di Fondazione Cariparma e della Regione Emilia-Romagna. Il progetto si avvale inoltre della collaborazione di Solares Fondazione delle Arti, nella figura del Presidente Andrea Gambetta.

Le parole delle istituzioni durante la conferenza stampa
Alla presentazione hanno partecipato il Sindaco di Parma Michele Guerra, il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto, la direttrice della GNAM Renata Cristina Mazzantini, il co-curatore Cesare Biasini Selvaggi e Franco Magnani, Presidente della Fondazione Magnani.
Franco Magnani ha evidenziato l’importanza dell’evento per il territorio dichiarando: “Questa mostra rappresenta un’occasione preziosa per Parma, un’opportunità per avvicinare il grande pubblico all’opera di un artista che ha attraversato e influenzato profondamente il secolo scorso, partecipando ai principali fenomeni culturali e sociali della sua epoca”.
Il percorso espositivo: 13 sale e 17 sezioni
Cesare Biasini Selvaggi, curatore insieme a Renata Cristina Mazzantini con la collaborazione di Elena Gigli, ha illustrato nel dettaglio il progetto espositivo. La mostra si articola in 13 sale e 17 sezioni e rappresenta la prima occasione in cui l’intera collezione di opere di Giacomo Balla custodite dalla Galleria Nazionale di Roma viene presentata fuori dalla capitale.
Il percorso espositivo traccia l’evoluzione artistica di Balla, partendo dalla pittura realista e divisionista per arrivare alle sperimentazioni futuriste, fino alle creazioni degli ultimi anni, meno conosciute ma di notevole rilevanza. Il tema della luce attraversa l’intera esposizione come elemento unificante.
L’esperienza immersiva di Villa Borghese – Parco dei Daini
Durante l’incontro con la stampa è intervenuto Andrea Dezzi, CEO dell’agenzia di comunicazione Made in Tomorrow, che ha curato la realizzazione di un video immersivo dedicato all’opera Villa Borghese – Parco dei Daini, assente dalla mostra per motivi conservativi.
Dezzi ha spiegato il processo creativo: “Abbiamo voluto ritrovare le sensazioni che Balla poteva provare nei suoi percorsi quotidiani: all’alba, di sera, osservando la città cambiare. Il video vuole offrire un’esperienza immersiva che unisca storia, paesaggio e arte”. Il lavoro ha richiesto sopralluoghi nei luoghi storici legati all’opera, ricerche d’archivio e l’utilizzo di tecnologie digitali, compresa l’intelligenza artificiale.

Gli artisti contemporanei dialogano con Balla
La mostra integra uno sguardo contemporaneo attraverso i contributi di tre artisti: MP5, che indaga il concetto di movimento e le arti performative; Elena Ketra, che trae ispirazione dal Manifesto della donna futurista per sviluppare una riflessione attuale su identità e diritti; Vincenzo Marsiglia, il cui lavoro con luce e tecnologie digitali crea un collegamento diretto con le intuizioni di Balla.
Tre approcci artistici distinti che instaurano un dialogo attivo con l’eredità balliana e si confrontano con i linguaggi espressivi contemporanei.
Introduzione alla Mostra La figura di Giacomo Balla (Torino, 1871-Roma, 1958) emerge come uno dei protagonisti chiave del Novecento, spesso paragonato a un innovatore paragonabile a Leonardo da Vinci per il suo tempo, come lui stesso si descriveva. Definito pittore della luce fin dal 1908, ha dedicato la sua carriera a esplorare questo elemento come tema centrale e strumento di analisi costante. A Parma, una retrospettiva riunisce le sue opere in un contesto nuovo, evidenziando il suo contributo all’arte moderna.
Organizzata dal Comune di Parma e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC), con il supporto del Ministero della Cultura, Fondazione Cariparma, Regione Emilia Romagna e Solares Fondazione delle Arti, la mostra è curata da Cesare Biasini Selvaggi e Renata Cristina Mazzantini. Coinvolge anche Elena Gigli per la collaborazione e Simona Tosini Pizzetti per il coordinamento scientifico. Un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore documenta per la prima volta l’intera collezione di Balla della GNAMC.
Una Collezione Esposta per la Prima Volta Fuori Roma La retrospettiva Giacomo Balla. Un universo di luce. La collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea porta a Parma, nel Palazzo del Governatore, l’intero gruppo di opere di Balla conservate nella GNAMC di Roma. Si tratta di un prestito di oltre 60 pezzi, la più vasta raccolta pubblica sul suo lavoro, mai mostrata integralmente prima d’ora. Questo nucleo include 42 dipinti e 23 disegni, acquisiti principalmente grazie alle donazioni di Elica e Luce Balla, le figlie dell’artista.
L’esposizione copre le fasi principali della sua evoluzione: dal realismo sociale e divisionista, al futurismo avanguardistico (analizzato in catalogo da Fabio Benzi), fino alla figurazione post-1930 (esaminata da Cesare Biasini Selvaggi). Introduce anche l’ambiente domestico di Balla, con un allestimento iniziale che riproduce l’appartamento in via Oslavia a Roma, inclusi dipinti come Affetti del 1910. L’illuminazione delle opere accentua l’uso della luce nei colori e nelle forme.
Struttura del Percorso Espositivo Distribuita in 13 sale, la mostra segue un ordine tematico e cronologico attraverso 17 sezioni: Gli esordi divisionisti; Prima del Futurismo; La Madre; Due ritratti, una sola luce; Il ciclo Dei Viventi; La svolta futurista; “Compenetrazioni iridescenti”: luce, colore e forme in movimento; Il volo delle rondini: spazio, tempo e astrazione; Velocità e rumore: la sintesi astratta del dinamismo; Ponte della velocità: visioni urbane e fantasia futurista; “Dimostrazioni interventiste”: arte e azione nel cuore del futurismo; La mostra alla Casa d’Arte Bragaglia del 1918: dalla propaganda alla sintesi astratta; Visioni cosmiche e astrazione: Balla tra teosofia e linguaggio futurista; Valle Giulia e le origini del realismo di Giacomo Balla; La biombruna e La fila per l’agnello: Balla e il realismo della modernità; Arti applicate e ricamo: Balla e la creatività quotidiana; Dopo il Futurismo: luce, materia e memoria; Il tempo dell’addio.
Opere Chiave e Gruppi Tematici Tra i gruppi principali spicca il ciclo Dei viventi, di cui Maurizio Fagiolo dell’Arco rivelò 15 opere nel 1968 basandosi su un appunto di Balla, ma solo quattro sono sopravvissute. Queste ritraggono gli emarginati della società industriale di inizio secolo, influenzati dalle idee di Cesare Lombroso, incontrato da Balla a Torino. Le opere includono La pazza, che cattura una donna sul terrazzo ai Parioli con gesti convulsi e sguardo perso, evocando disagio. Sul retro di I malati c’è un’etichetta con istruzioni di Balla per esporle come polittico: La pazza, I malati (o Prime cure elettriche), Il contadino (riprodotto fotograficamente dall’Accademia di San Luca), e Il mendicante.
L’esposizione lega disegni preparatori ai dipinti finiti, come lo studio per Fallimento (1902 circa), visto da Enrico Crispolti come anticipatore delle litografie di Jean Dubuffet del 1945. Tra i bozzetti futuristi, uno per Ritmi di un violinista (1912, Düsseldorf), dove Balla scrive alla famiglia: «Ora sto anche per finire uno studio della mano del marito che suona il violino, ma in movimento, in diverse posizione e [incorporando] i continui movimenti dell’archetto». Sempre del 1912, studi sull’iride (con Autoritratto e Ritratto della signora Löwenstein al pianoforte al verso), che evolvono nelle Compenetrazioni iridescenti, precursori dell’astrattismo europeo.
Da qui, si passa ai disegni per Volo di rondini, al dinamismo in Espansione dinamica + velocità (1913 circa), e alle “linee della velocità”. Inclusi lavori acquisiti di recente, come Linea di velocità + spazio (1913 ca.), esposto dopo decenni. Il ciclo Dimostrazioni interventiste (1915) riflette l’interventismo futurista durante la Prima guerra mondiale, con Forme-volume del grido “Viva l’Italia”, analizzato da Luciana Tozzi, L’atelier snc di Firenze e Ars Mensurae di Stefano Ridolfi. Sotto emerge una figura femminile legata a Nudo controluce (1908), identificata da Elena Gigli.
Le sezioni finali coprono la produzione figurativa tardiva, ispirata a fotografia, cinema e natura romana, come LA FILA PER L’AGNELLO (DETTO A ROMA ABACCHIO) (1942), vista dalla finestra su via Montello durante la Seconda guerra mondiale. Anche Un’onda di luce (1943) ritrae Elica in toni vividi, con rossi legati a un incidente, simili all’uso del rosso in Marnie di Alfred Hitchcock (1964).
Analisi dei Retri delle Opere I preparativi per la mostra hanno incluso una campagna fotografica sulla collezione GNAMC, esaminando fronti e retri. Come notano Susanne Meurer e Chiara Merucci in catalogo, i retri rivelano annotazioni, schizzi e prove. In I malati (1903), Balla scrive: “Prime cure elettriche del prof. Ghilarducci – L’uomo parte destra paralizzata, la donna nevrastenia – dipinto eseguito nell’ambulatorio sempre col vero – anno 1903 – Balla”. Sul retro di Nello specchio (1902), uno schizzo identificato da Giovanna de Feo come “Erasmo il falegname”.
Elementi Multimediali e Didattici Un video usa intelligenza artificiale per esplorare Villa Borghese – Parco dei Daini, un polittico di 15 tele non trasportabile per ragioni conservative, prodotto da Made in Tomorrow srl. La mostra termina con una sala che proietta “BALLA. Il Signore della Luce”, film di Eleonora Zamparutti e Piero Muscarà, produzione 2021 © ARTE.it Originals.
Dialogo con Artisti Contemporanei Tre artisti contemporanei, selezionati da Cesare Biasini Selvaggi, interpretano l’eredità di Balla: MP5, Elena Ketra e Vincenzo Marsiglia.
MP5 usa bianco e nero in media vari, con Movimento Immagine che coinvolge Alessandro Sciarroni in coreografie tradotte in disegni reali-time. Un wall painting all’ingresso cattura il movimento come forza vitale.
Elena Ketra con Utereyes Future, un tappeto sulle scale, riprende il Manifesto della Donna futurista di Valentine de Saint-Point (1912), creando un occhio da uteri stilizzati per simboleggiare consapevolezza e diritti.
Vincenzo Marsiglia in Immersive Emotional Stars proietta luci sulla Torre del Palazzo del Governatore ogni sera, rendendola dinamica, supportato da Iren S.p.A., aggiornando gli studi di Balla su movimento e luce.
Informazioni pratiche per la visita
Orari di apertura: La mostra è visitabile mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.00); venerdì dalle 10.00 alle 22.00 (ultimo ingresso alle 21.00). Chiusura settimanale lunedì e martedì. Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.
Aperture straordinarie:
- Sabato 1 novembre: 10.00-14.00
- Lunedì 8 dicembre: 10.00-19.00
- Mercoledì 24 dicembre: 10.00-14.00
- Venerdì 26 dicembre: 10.00-19.00
- Mercoledì 31 dicembre: 10.00-15.00
- Martedì 6 gennaio: 10.00-19.00
- Martedì 13 gennaio: 10.00-19.00
Biglietti:
- Intero: € 12,00
- Ridotto € 8,00: Over 65, Under 16, gruppi di almeno 10 persone, chi raggiunge la mostra con mezzi sostenibili (bus, bici elettriche, noleggio auto, monopattino, presentando documentazione)
- Scuole: € 2,00 (valido per classi con alunni dai 6 ai 19 anni)
- Ingresso gratuito: bambini fino a 5 anni, dipendenti comunali, accompagnatori di gruppi, accompagnatore di persone con disabilità, giornalisti accreditati, guide turistiche abilitate, forze dell’ordine e militari, possessori tessere ICOM, giovani fino ai 25 anni il venerdì dalle 19 alle 22

































