Una serata di confronto in piazza Garibaldi a Parma
Ieri sera Paolo Crepet ha catalizzato il pubblico parmigiano su molteplici tematiche per DEDALO: l’amicizia perduta, il dialogo sostituito dal telefono e lo scorrere di immagini tra morte, incidenti le guerre e il nulla cosmico, sono solo una piccola parte dell’intenso dialogo di Crepet con Luca Sommi, davanti a un pubblico arrivato per ascoltarlo e, soprattutto, per riconoscersi in quello che diceva. Non è stata una lezione, né un comizio: è stato un lungo ragionamento a voce alta su come viviamo oggi, su cosa ci siamo lasciati indietro senza nemmeno accorgercene e su cosa abbiamo messo al suo posto.
Lo psichiatra ha toccato tanti temi nel corso della serata, senza seguire un copione rigido, lasciando che un argomento portasse naturalmente all’altro. Il filo conduttore, però, era sempre lo stesso: la distanza crescente tra le persone, anche quando sono fisicamente vicinissime.
L’amicizia che non c’è più
Uno dei nodi centrali dell’intervento riguarda l’amicizia vera, quella che secondo Crepet sta progressivamente scomparendo. Non si tratta di nostalgia fine a se stessa: il punto è che oggi si confonde facilmente un contatto con un legame, una conoscenza superficiale con una relazione che dura nel tempo e che si fa sentire nei momenti difficili. Quell’amicizia lì, quella che si costruisce con la presenza e con il tempo passato insieme, secondo lo psichiatra si sta facendo sempre più rara.
In piazza, davanti a un pubblico di età molto diverse, il discorso ha toccato corde personali: chi ascoltava si è ritrovato a pensare alle proprie amicizie, a quante ne abbia mantenute davvero e a quante invece si siano svuotate nel tempo, restando solo un nome in una rubrica.
Il dialogo che manca, sostituito dal telefono
Un secondo tema affrontato da Crepet riguarda il colloquio, inteso come scambio verbale diretto tra due persone. Quel tipo di conversazione, ha fatto notare, non manca perché le persone non parlano più: manca perché quando parlano lo fanno spesso attraverso un telefono, anche quando potrebbero farlo guardandosi negli occhi. Il dialogo si è spostato su uno schermo, e con esso si è persa una parte importante di quello che passa tra due persone quando si parlano davvero: il tono, la pausa, lo sguardo.
Non è un dettaglio piccolo. Secondo lo psichiatra, abituarsi a comunicare quasi solo per scritto, o tramite messaggi rapidi, cambia il modo in cui impariamo a gestire le emozioni e i conflitti, perché toglie il momento più scomodo, ma anche più formativo, del confronto diretto.
Lo scorrere senza fine delle immagini
La parte forse più diretta dell’intervento riguarda l’abitudine ormai quotidiana di scorrere immagini sul telefono, una dietro l’altra, senza quasi accorgersene. Crepet ha descritto questo gesto automatico mettendo in fila esempi concreti: si passa da immagini di morte a un incidente, e da un incidente a qualcuno che mangia qualcosa, fino ad arrivare al nulla, a contenuti che non lasciano traccia e che si dimenticano nel momento stesso in cui si guarda altro.
È proprio questo accostamento, secondo lo psichiatra, il segnale di un problema più ampio: la mente si abitua a passare da un contenuto drammatico a uno banale nello spazio di un secondo, senza il tempo di elaborare nulla di ciò che ha visto. Il rischio, ha lasciato intendere, è che si appiattisca la capacità di reagire davvero a quello che succede intorno a noi.
Luca Sommi, riprende alcuni spunti dal libro di Crepet

Verso la fine dell’intervista, Luca Sommi riprendendo il libro di Crepet “Riprendersi L’Anima“, fa alcune riflessioni e dice:
“Paolo nel tuo libro racconti delle cose incredibili, ad esempio che un giorno passeggiando per Venezia incontri una persona e scopri che era il corniciaio di Picasso, poi incontri un prete che ti elogia perché citi Sant’Agostino, citarlo oggi potrebbe sembrare cosa anacronistica, per comprendere la modernità di Sant’Agostino basta leggere -confessioni totali-, però ti chiedo come ultima domanda, abbiamo fatto un elenco di tutte le storture che l’era della tecnica sta portando, quiando a metà dell’ottocento in piena rivoluzione Industriale Lev Tolstoj scrive un libro su cosa dobbiamo fare, perché capisce che il mondo sta cambiando e sta prendendo un bivio strano e dice che dobbiamo rispettarci per essere umani ed essere in pace, dobbiamo rispettare l’ambiente e gli animali, parliamo dell’ottocento quando il problema ambientale animalista non esisteva.
Quindi oggi per chiudere questo incontro per riprendersi l’anima, indicaci un piccolo elenco di che cosa dobbiamo fare?”
La risposta la troverete nel video qui sotto!

Un pubblico numeroso e attento
In piazza Garibaldi, a Parma, la serata con Paolo Crepet ha richiamato un pubblico folto, rimasto fino alla fine ad ascoltare. Nessun applauso a comando, nessun momento studiato per fare effetto: solo un susseguirsi di riflessioni che hanno toccato la vita quotidiana di chiunque fosse presente, dal più giovane al più adulto.
Alla fine, quello che resta di questa serata non è una lista di consigli pratici, ma una domanda lasciata aperta: quanto di quello che chiamiamo amicizia, dialogo o attenzione è rimasto davvero tale, e quanto invece si è trasformato in qualcosa che gli somiglia soltanto da lontano.
Crepet, dedica il fine serata un folto pubblico di estimatori, rilasciando per ognuno di loro, dedica e firma sul suo libro.


Piazza Garibaldi a Parma un palcoscenico a cielo aperto per il dibattito pubblico
Ritorna la rassegna di “DEDALO” a Parma, Piazza Garibaldi si trasforma nell’agorà del libero dibattito politico e culturale, con la presenza di nomi rilevanti del giornalismo italiano.
Da martedì 23 a giovedì 25 giugno 2026, Piazza Garibaldi a Parma diventa lo scenario di tre serate dedicate al confronto sui grandi temi dell’attualità. Si tratta della quarta edizione di Dedalo, la rassegna ideata e condotta da Luca Sommi, che per l’occasione rende l’intera piazza pedonale per accogliere il pubblico. L’ingresso a tutti gli incontri è libero e gratuito.
Il cartellone 2026 riunisce alcune delle voci più riconosciute del giornalismo, della psichiatria sociale e dell’analisi geopolitica italiana, invitate a confrontarsi – ciascuna dal proprio punto di vista – sulle questioni che attraversano la società contemporanea.
Come si svolgono le tre serate
Martedì 23 giugno la rassegna si apre alle ore 19 con Serena Dandini, giornalista, autrice e conduttrice, che propone una riflessione sui mutamenti della società contemporanea e sui temi al centro del dibattito pubblico. Alle ore 21 è il turno di Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, da tempo impegnato nello studio delle trasformazioni sociali e culturali del Paese, con un intervento sulle sfide dell’Italia attuale.
Mercoledì 24 giugno, alle ore 19, sale sul palco Veronica Gentili, giornalista e volto televisivo seguito dal pubblico, già protagonista di programmi di informazione e approfondimento. Alle ore 21 prosegue la serata con Massimo Giannini, editorialista, scrittore e commentatore politico, che propone una lettura dello scenario nazionale e internazionale, con uno sguardo alle questioni economiche e geopolitiche.
Giovedì 25 giugno, alle ore 19, l’appuntamento è con Enzo Iacchetti, artista e autore da sempre vicino ai temi civili e sociali, che propone una riflessione sull’attualità e sul ruolo dell’opinione pubblica davanti ai grandi avvenimenti del presente. Chiude l’edizione 2026, alle ore 21, Alessandro Orsini, studioso di geopolitica e relazioni internazionali, con un’analisi degli equilibri globali e delle principali aree di crisi dello scenario internazionale.
Le parole del Sindaco e del Vicesindaco

L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa alla presenza del Sindaco Michele Guerra e del Vicesindaco e Assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto.
“Dedalo è un’iniziativa che, negli anni, è diventata molto amata e attesa dalla città. È un progetto che anima Piazza Garibaldi, portando al centro del dibattito pubblico alcune delle voci più autorevoli e interessanti del panorama contemporaneo. Lo fa attraverso la formula dell’intervista, ideata e condotta da Luca Sommi, che ha saputo costruire una modalità efficace e capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio”, commenta il Sindaco Michele Guerra. “In questi anni abbiamo visto la piazza riempirsi in modo straordinario: è un segnale importante perché significa che Parma ha voglia di confrontarsi sui temi del nostro tempo, di ascoltare punti di vista diversi, talvolta anche molto distanti tra loro, e di partecipare a un dibattito aperto e plurale. Questa capacità di ascolto e confronto rappresenta un valore fondamentale per una comunità.”
“Fin dall’inizio abbiamo creduto in questo progetto”, sottolinea il Vicesindaco e Assessore alla Cultura e al Turismo Lorenzo Lavagetto. “Nonostante le difficoltà che inevitabilmente derivano dai limiti delle risorse pubbliche, siamo sempre riusciti a sostenerlo grazie a una proficua collaborazione tra istituzioni, partner e soggetti privati. Per l’Assessorato alla Cultura questa manifestazione rappresenta un’opportunità particolarmente significativa: durante tutto l’anno promuoviamo iniziative di approfondimento su temi diversi, ma Dedalo costituisce senza dubbio uno dei momenti più rilevanti e qualificanti di questo percorso.” “La grande partecipazione registrata nelle edizioni precedenti dimostra il forte desiderio dei cittadini e delle cittadine di confrontarsi sui temi dell’attualità. Il fatto che l’iniziativa si svolga in Piazza Garibaldi assume un valore particolare: il cuore della città si apre al dialogo, alla riflessione e alla discussione pubblica.” “Desidero inoltre ringraziare l’Assessorato al Turismo, che negli anni ha contribuito in modo determinante alla realizzazione dell’evento, consentendoci di affrontare le esigenze organizzative ed economiche necessarie per garantire la continuità della manifestazione.”
La visione di Luca Sommi

“Viviamo in una società sempre più complessa e, per comprendere la complessità del nostro tempo, non esistono risposte semplici”, commenta Luca Sommi. “È proprio da questa consapevolezza che nasce il programma di Dedalo, che affronterà alcuni dei temi più rilevanti dell’attualità attraverso il contributo di ospiti provenienti da ambiti diversi. L’obiettivo è offrire al pubblico strumenti di riflessione e punti di vista differenti, capaci di aiutarci a leggere la realtà in tutta la sua complessità. Dedalo vuole essere uno spazio di confronto aperto, in cui approfondire le questioni che attraversano la nostra società e comprendere meglio il mondo in cui viviamo”.
Quarta edizione, stesso obiettivo: ascoltare e confrontarsi
Arrivata al suo quarto anno, la rassegna si conferma come uno spazio aperto di dialogo e approfondimento, pensato per offrire strumenti utili a interpretare una realtà sempre più articolata e in continuo movimento. Grazie al contributo di ospiti provenienti da ambiti diversi, Dedalo punta a favorire una partecipazione consapevole e un confronto libero sulle questioni che riguardano la vita collettiva.
Chi sostiene la manifestazione
Dedalo è organizzata da Cubo e da Epoché ArtEventi ed è realizzata con il contributo del Comune di Parma. La rassegna si avvale del sostegno dei Main Sponsor BCC Emilbanca e The Synergetic Group, e degli sponsor Parmigiano Reggiano e Meverin.
Informazioni utili
Gli incontri si svolgono in Piazza Garibaldi, a Parma, e l’ingresso è libero e gratuito per tutte le serate, dal 23 al 25 giugno 2026.
