Centomani di Questa Terra 2026: due giorni a Villa Torlonia per costruire il futuro della Gastronomia Regionale

Centomani di Questa Terra 2026: due giorni a Villa Torlonia per costruire il futuro della Gastronomia Regionale

Si rinnova la manifestazione annuale di CheftoChef emiliaromagnacuochi: per la prima volta diventa una due giorni e lascia il suo contesto abituale per spostarsi in Romagna. Il 19 e 20 aprile 2026, Villa Torlonia a San Mauro Pascoli (FC) — luogo simbolico per chiunque conosca la storia letteraria italiana, essendo la casa natale del poeta Giovanni Pascoli — diventerà il cuore pulsante di un evento che mette al tavolo chef, produttori, ricercatori, istituzioni e studenti. L’obiettivo non è celebrativo ma progettuale: rafforzare l’identità gastronomica dell’Emilia-Romagna come sistema integrato, capace di valorizzare filiere, territori e competenze in modo coerente e duraturo.


Dal 2012 a oggi: un laboratorio culturale che cresce

“Centomani di questa terra” nasce nel 2012 con una vocazione precisa: non limitarsi al racconto del cibo ma farne uno strumento di dialogo tra chi lo produce, chi lo cucina e chi lo studia. Nel tempo, l’evento ha allargato il suo raggio d’azione, consolidando una rete di relazioni tra vignaioli, comunicatori, esperti del settore e operatori dell’agroalimentare. L’edizione 2026 porta con sé due novità di rilievo: il formato si estende a due giorni e, per la prima volta, l’appuntamento si tiene in Romagna, segnando un’espansione geografica e simbolica per una manifestazione storicamente radicata nella dimensione regionale.

Massimiliano Poggi
Max Poggi

Il presidente di CheftoChef, Massimiliano Poggi, inquadra chiaramente la direzione: «”Centomani di questa terra” non è solo una festa, ma un laboratorio culturale e progettuale che mette al centro il cibo come strumento di relazione tra territori, comunità e saperi. Dalla ricerca scientifica alla tradizione, dall’innovazione alla sostenibilità sociale, l’edizione 2026 propone una visione integrata della gastronomia, in cui qualità, responsabilità e creatività diventano leve di sviluppo per l’intero sistema regionale».

Isa Mazzocchi Vicepresidente di CheftoChef
Isa Mazzocchi

Domenica 19 aprile: la Festamercato apre Villa Torlonia al pubblico

La prima giornata, dalle 10 alle 22, trasforma la corte di Villa Torlonia in una Festamercato regionale ad ingresso libero. I produttori di eccellenza presenteranno le loro proposte, mentre gli chef di CheftoChef firmeranno uno stand gastronomico con piatti pensati per l’occasione. Cooking demo, vini dei vignaioli soci, degustazioni e momenti conviviali si susseguiranno lungo l’arco dell’intera giornata, in un contesto aperto e accessibile sia ai professionisti del settore sia al pubblico generalista.

Il convegno del mattino: la gastronomia come infrastruttura territoriale

Franco Chiarini
Franco Chiarini

In parallelo alla Festamercato, alle 10 del 19 aprile prende il via il convegno “Relazioni gastronomiche di areali in Emilia-Romagna. Gastronomie scientifiche e umanistiche a confronto”. Per la prima volta, intorno allo stesso tavolo siedono figure provenienti da ambiti molto diversi: scienziati, economisti, medici e storici, chiamati a ragionare insieme su come la gastronomia regionale possa evolvere in una vera infrastruttura territoriale, in alleanza con l’agroalimentare di qualità. A moderare i lavori sarà lo scrittore e drammaturgo Alfredo Antonaros, affiancato dai coordinatori soci di CheftoChef Franco Chiarini e Massimo Suozzi.

Alfredo Antonaros
Alfredo Antonaros

La prima sessione affronta i fondamenti scientifici di una nuova gastronomia territoriale. Tra i relatori: Davide Cassi (Professore di Fisica della Materia e Fisica Gastronomica, Università di Parma), Massimiliano Petracci (Professore Ordinario di Qualità dei Prodotti di Origine Animale, Università di Bologna), Alberto Grandi (Professore di Storia dell’Alimentazione, Università di Parma), Marco Brancaleoni (Medico specialista in Cardiologia e Nutrizione Clinica), Riccardo Deserti (Direttore del Consorzio tutela del Parmigiano Reggiano DOP) e lo chef Omar Casali, Consigliere di CheftoChef.

Il pomeriggio, la seconda sessione (ore 14) porta il confronto sul piano operativo. Istituzioni e categorie si misurano con la sfida di tradurre le visioni in politiche concrete e alleanze stabili tra imprese. Al centro dell’attenzione, i progetti degli areali I Rubiconi e Le Faentine, presentati come laboratori reali di sviluppo distrettuale gastronomico. Interverranno Ermanno Spina (Slow Food), Cristian Maretti (LegaCOOP agroalimentare), Paolo Cavini (CNA Emilia-Romagna), Luciana Garbuglia (Assessora del Comune di Roncofreddo) e Massimiliano Poggi, chef e Presidente di CheftoChef.


I Comizi Agrari: voci dalla filiera ogni venti minuti

Dalle 14 del 19 aprile prendono vita i Comizi Agrari, un formato di incontro ravvicinato e a cadenza serrata — ogni 20 minuti — in cui Giorgia Lagosti (insegnante di scienze degli alimenti, maestra di cucina AICI, giornalista) e Carla Brigliadori (storica dell’alimentazione, maestra di cucina, socia CheftoChef) dialogheranno con agricoltori, artigiani, cuochi ed esperti. I temi toccano l’intera geografia gastronomica dell’Emilia-Romagna:

Si parte dal Parmigiano Reggiano e dalla cultura del formaggio, tra tradizione romagnola e nuove abitudini di consumo orientate al benessere. Spazio poi all’Aceto Balsamico Tradizionale, emblema di identità e complessità. In agenda anche le Antiche razze romagnole, recuperate grazie al lavoro di allevatori e ristoratori, e i cereali e prodotti da forno, tra varietà antiche e innovazione. Il modello Modena e i menù storici offrono uno sguardo sull’evoluzione di una comunità gastronomica viva. Chiudono il ciclo un focus sull’olio in Emilia-Romagna, una rilettura di Cacio, pepe e caffè alla luce della ricerca scientifica, temi legati a ospitalità e formazione come leva inclusiva e, infine, la patata come prodotto d’eccellenza capace di esprimere dignità gastronomica tanto nella cucina quotidiana quanto nella ristorazione d’autore.

Lunedì 20 aprile: formazione, studenti e ristorazione sostenibile

La seconda giornata, dal 20 aprile dalle 10 alle 14, mantiene aperto l’accesso al pubblico e agli stand dei produttori, ma si struttura principalmente come uno spazio di confronto tra professionisti, appassionati, gourmet e studenti. Il convegno del giorno si intitola “La ristorazione di qualità come modello di business sostenibile”: istituzioni, comunicatori e formatori si confronteranno con chef, produttori e vignaioli in un dialogo diretto tra teoria e pratica, senza mediazioni.

Un’ampia sezione della mattinata è riservata alla formazione, con il coinvolgimento delle scuole alberghiere e professionali e il Concorso Studente CheftoChef 2026, che vedrà gli studenti presentare i loro piatti davanti a una giuria, fino alla premiazione finale. Un momento che non è solo competitivo, ma rappresenta un passaggio concreto per avvicinare le nuove generazioni al mondo della ristorazione professionale.

Verso un Comitato Scientifico permanente

Tra le novità strutturali più significative di questa edizione, il convegno del 19 aprile rappresenta il primo passo formale verso la costituzione di un Comitato Scientifico permanente di CheftoChef. L’idea è quella di creare uno spazio stabile di confronto e progettazione, capace di accompagnare nel tempo lo sviluppo gastronomico dei territori regionali. Non un organismo puramente consultivo, ma una realtà attiva, in grado di mettere in relazione approcci verticali e orizzontali: chi studia il cibo, chi lo racconta e chi lo produce ogni giorno.

Informazioni pratiche

L’ingresso è libero per entrambe le giornate. Per informazioni: info@cheftochef.eu.



Rina Poletti entra a CheftoChef
CheftoChef
CheftoChef
CheftoChef
CheftoChef
CheftoChef
ennio barbieri