Cantina di Venosa sono due le Medaglie d’Oro nel Premio Speciale Vini Vulcanici

Cantina di Venosa sono due le Medaglie d’Oro nel Premio Speciale Vini Vulcanici

Cantina di Venosa le due interpretazioni del suo Aglianico Vulture, la portano alla conquista di due medaglie d’oro al XXIV Concorso Enologico Internazionale Città del Vino.

Con due etichette il racconto di un solo territorio raccontato in due differenti modi: è questa la sintesi del risultato ottenuto da Cantina di Venosa al XXIV Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2026, nella sezione Premio Speciale Vini Vulcanici. I vini Verbo Aglianico del Vulture DOP 2022 e Terre di Orazio Aglianico del Vulture DOP 2022 hanno entrambi ottenuto la Medaglia d’Oro, un esito che certifica il lavoro fatto in vigna e in cantina dalla cooperativa lucana e che rinnova il rapporto, ormai consolidato, fra le sue etichette e la terra da cui nascono.

Due etichette, due modi di raccontare il Vulture

Le due medaglie non premiano un vino soltanto, ma un metodo di lavoro applicato a due espressioni differenti dello stesso vitigno. Verbo e Terre di Orazio nascono entrambi da uve Aglianico del Vulture, coltivate nei terreni di origine vulcanica che caratterizzano l’area, ma restituiscono nel calice due interpretazioni distinte di quella stessa matrice. È proprio questa capacità di leggere il territorio da angolazioni diverse, senza perdere la coerenza identitaria, ad aver convinto la giuria del concorso.

Il riconoscimento arriva in un’annata, la 2022, che per entrambe le etichette ha richiesto un lavoro attento sia in vigneto che in fase di vinificazione, a conferma che la qualità del prodotto finale dipende da scelte fatte molto prima della vendemmia.

Il Premio Speciale Vini Vulcanici: un confronto fra territori

Il Premio Speciale Vini Vulcanici, inserito nel programma del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino, nasce con l’obiettivo di mettere a confronto, in un’unica sezione, le produzioni provenienti da aree vulcaniche italiane e straniere. Non si tratta di una categoria generica: la giuria valuta nello specifico la capacità di ogni vino di restituire le caratteristiche peculiari dei suoli di origine vulcanica, elementi che incidono in modo diretto su mineralità, struttura e persistenza.

In questo contesto competitivo, dove i vini vengono confrontati proprio sulla base della loro origine geologica, il doppio risultato ottenuto dalla cooperativa di Venosa assume un peso particolare: non premia un’annata isolata, ma la coerenza di un intero percorso produttivo legato al Vulture.

Le parole del Presidente Francesco Perillo

Franco Perillo

A commentare il risultato è il Presidente di Cantina di Venosa, Francesco Perillo, che sottolinea il legame fra il riconoscimento e il lavoro quotidiano dei soci conferitori:

«Questi riconoscimenti rappresentano una grande soddisfazione per la nostra cooperativa e per tutti i soci conferitori – commenta il Presidente di Cantina di Venosa, Francesco Perillo –. Il Vulture è un territorio unico e l’Aglianico ne è l’interprete più autentico. Ricevere due Medaglie d’Oro in una competizione dedicata proprio ai vini vulcanici significa vedere premiato il lavoro quotidiano dei nostri viticoltori e l’impegno costante nella ricerca della qualità».

Le parole di Perillo restituiscono il senso del premio: non un punto di arrivo, ma la conferma di un metodo che lega ogni fase della filiera, dalla gestione del vigneto alle scelte in cantina, alla specificità del territorio.

Verso i 70 anni di storia

Il risultato arriva in un momento particolare per la cooperativa, che si avvicina al traguardo dei 70 anni di attività. La ricorrenza sarà celebrata nel 2027, anno in cui è prevista anche l’inaugurazione di una nuova struttura. Un passaggio che si inserisce in una storia più lunga, quella di un’azienda che ha accompagnato nel tempo la crescita dell’Aglianico del Vulture come espressione identitaria della Basilicata.

Il doppio oro ottenuto al Concorso Città del Vino si inserisce quindi in un percorso di lungo periodo, in cui il rapporto fra il vino e la sua origine geologica resta il filo conduttore che lega le diverse etichette prodotte dalla cantina e il loro modo di interpretare un patrimonio enologico radicato nella storia del territorio lucano.

ennio barbieri