Alberto Fluttero apre AL ai Docks Dora: fine dining senza formalismi a Torino

Alberto Fluttero apre AL ai Docks Dora: fine dining senza formalismi a Torino

Il nuovo indirizzo gastronomico di Torino

Gennaio 2026 segna l’apertura di AL, il ristorante che porta la firma dello chef Alberto Fluttero nel cuore dei Docks Dora. Torinese di origine, Fluttero ha studiato alla scuola Alma e costruito la sua esperienza affiancando chef di calibro: da Davide Oldani al D’O di Cornaredo fino al celebre Gavroche di Londra, tempio della cucina francese gestito dalla famiglia Roux.

Lo spazio si sviluppa su 100 metri quadrati con una sala dominata dalla cucina a vista, soffitti alti e grandi vetrate che si affacciano sull’esterno. L’architettura post-industriale degli ex magazzini Docks Dora rappresenta una delle location più caratteristiche della città. Nati come deposito merci dal 1912, questi spazi erano collegati alla ferrovia Torino-Milano attraverso un raccordo ancora visibile, utilizzato per scaricare direttamente in banchina prodotti alimentari e vini. Oggi mantengono quella razionalità progettuale e quell’eleganza che richiama l’art nouveau torinese.

Una filosofia lontana dalle rigidità

AL nasce all’interno di un contesto in continua evoluzione, dove convivono realtà commerciali e artistiche che rappresentano la Torino più contemporanea. Come spiega lo stesso Fluttero: “L’idea è che il finedining si liberi dai formalismi: piatti ispirati da tecniche globali, fermentazioni e foraging possono aiutarci a espandere, scoprire e riscoprire sapori creando una cucina legata al territorio, ma libera di potersi esprimere in un ambiente che rappresenti le città postmoderne, sofisticato, ma senza ostentazione. Per chi cerca una cucina colta, ma non accademica, in un ambiente che unisce l’energia di una capitale europea all’autenticità torinese”.

Lo chef aggiunge: “I Docks Dora hanno qualcosa di organico, internazionale, underground: per me è una sfida non aprire in pieno centro, ma l’ho fatto perché la location è pratica per gli spazi, ho costruito il ristorante come volevo e poi mi ricorda Londra, dove ho vissuto per diversi anni, oltre al mito dei grandi locali esteri che hanno aperto in luoghi molto simili a questo. È un luogo affascinante in un contesto unico che tocca l’anima e che si trova praticamente in centro, a quattro chilometri da piazza Castello”.

Design e materiali sostenibili

L’arredamento rispecchia un approccio diretto e accogliente. Ogni scelta progettuale, realizzata con la consulenza dell’architetto Silvia Rossi, segue un minimalismo pratico piuttosto che puramente estetico, in linea con la proposta culinaria di Fluttero. I piatti in grès della ceramista valdostana Elisa Brelyart sottolineano il legame con la materia prima e l’essenzialità.

La palette cromatica alterna toni caldi e freddi, il pavimento è in microcemento, i tavoli in legno multilistellare di rovere e le sedie in multistrato con tubolari neri completano l’ambiente. La scelta del multistrato risponde a criteri di ecosostenibilità, così come la madia lunga cinque metri in legno di recupero, opera di Añez Moreno Ronald Martin, artigiano che ha il suo laboratorio proprio all’interno dei Docks Dora.

Cucina circolare e tecniche moderne

La sostenibilità guida anche le scelte in cucina, dove lo spreco viene ridotto a zero attraverso preparazioni circolari. Fluttero definisce così il suo approccio: “Quella di AL è una cucina che ha basi classiche ma che guarda al nord Europa, al foraging, all’Asia, al non spreco e a prodotti dimenticati”.

Lo chef impiega fermentazioni, aceti, miso e lattofermentati, pratica personalmente il foraging – tecnica affinata con Valeria Margherita Mosca – e recupera frutti come l’olivello spinoso o la mela cotogna.

Il menu

La proposta gastronomica include piatti come Panipuri-Cardo-Toma di capra e bergamotto lactofermentato; Risotto, olivello spinoso, porcini, camomilla selvatica, topinambur nero; Biancostato di pancia, salsa oxo vegetariana, cime di rapa.

Tra i dessert si trovano la Granita di nespolo comune, yogurt e oxalis, le Madeleine con caramello di radice di cicoria e la Tarte Tatin con panna acida di mela cotogna.

Il menu di 8 portate costa 68 euro con coperto, acqua e primo servizio di pane fatto in casa inclusi, mentre la proposta da 4 portate è a 48 euro.

La carta dei vini

In sala, la sommelier Martina Guercia (classe 1996) ha curato una selezione che si allontana dai grandi classici, privilegiando etichette italiane, francesi e piemontesi con particolare attenzione ai vini naturali.

Il percorso di Alberto Fluttero

Nato nel 1987, Fluttero si è formato alla scuola Alma di Gualtiero Marchesi. I suoi primi passi professionali li ha mossi al D’O di Davide Oldani, dove ha appreso la filosofia della cucina POP. Ha poi lavorato al Gavroche di Londra della famiglia Roux, approfondendo le tecniche della cucina classica francese, prima di guidare brigate in contesti internazionali come il Langham Hotel e il ristorante Mere di Monica Galletti, entrambi nella capitale britannica.

Rientrato a Torino, città dove è nato – Fluttero è originario di Castagneto Po – ha dato vita a questo progetto che unisce rigore tecnico e ricerca in un ambiente accessibile.

Informazioni pratiche

Il ristorante AL si trova all’interno dei Docks Dora, al fondo del compartimento K, in via Valprato 68 a Torino. Aperto a cena dal martedì al sabato, a pranzo giovedì, venerdì e sabato. Chiuso domenica e lunedì.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 348.7837783; https://al.superbexperience.com/

Ennio Barbieri