Alba, Bergamo e Parma celebrano il riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana

I tre sindaci con riconoscimento UNESCO

Il riconoscimento UNESCO celebrato dalle tre Città Creative italiane

Il 10 dicembre, da Parma, arriva l’annuncio che le amministrazioni di Alba, Bergamo e Parma attendevano con trepidazione. Le tre realtà urbane, accomunate dall’appartenenza al network delle Città Creative UNESCO per la Gastronomia, hanno accolto con soddisfazione l’inserimento della Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Questo traguardo rappresenta il coronamento di un percorso di candidatura che ha coinvolto numerosi attori del panorama gastronomico nazionale e che oggi restituisce dignità istituzionale a una tradizione millenaria. Il riconoscimento attribuito dall’UNESCO non si limita a celebrare ricette e ingredienti, ma valorizza l’insieme di conoscenze, tecniche e pratiche sociali che caratterizzano l’approccio italiano al cibo.

Un patrimonio che unisce cultura, territorio ed economia

L’iscrizione nella lista UNESCO testimonia come la gastronomia italiana rappresenti un elemento identitario profondo, capace di connettere regioni differenti pur mantenendo specificità locali ben definite. Le tradizioni culinarie del nostro Paese custodiscono saperi tramandati di generazione in generazione, arricchiti nel tempo dalla creatività delle comunità e dalla qualità delle materie prime territoriali.

La capacità di innovare pur nel rispetto delle radici storiche ha permesso alla cucina italiana di affermarsi come modello riconosciuto a livello globale, generando valore non solo culturale ma anche economico per le aree di produzione.

La rete delle Città Creative: collaborazione e sviluppo condiviso

Alba, Bergamo e Parma condividono da anni un’intensa attività di coordinamento nell’ambito della valorizzazione gastronomica. L’appartenenza alla rete delle Città Creative UNESCO ha facilitato lo scambio di buone pratiche, la realizzazione di progetti comuni e la promozione congiunta delle peculiarità enogastronomiche territoriali.

L’inserimento della Cucina Italiana tra i patrimoni immateriali dell’umanità rafforza questa collaborazione, aprendo prospettive inedite per iniziative educative, scambi professionali tra operatori del settore e programmi culturali che coinvolgano anche altre realtà nazionali e internazionali. Le tre amministrazioni confermano l’intenzione di proseguire nella direzione di una gastronomia che sappia integrare tradizione, sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e inclusione sociale.

Michele Guerra

Le parole di Michele Guerra, Sindaco di Parma

Michele Guerra, primo cittadino di Parma, ha commentato: “Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità è un risultato straordinario che premia un lavoro corale che è stato fatto attorno a questa candidatura. Restituisce l’idea di una cucina che, per quanto diversificata, collegata a tradizioni regionali e locali molto profonde, rappresenta un patrimonio unico per il nostro Paese e per il mondo”.

Il Sindaco ha poi sottolineato l’impatto di questo riconoscimento sulle attività delle tre Città Creative UNESCO del territorio nazionale: “Alba, Bergamo e Parma – che da anni lavorano insieme per portare avanti i valori dell’enogastronomia, per tutelare le tradizioni e per innovare rispetto ai temi del cibo. Tutte e tre le città sono molto felici di questo riconoscimento, perché siamo certi che potrà aiutarci a rilanciare con ancora più forza l’azione che stiamo compiendo a vantaggio di una storia unica come è quella della cucina del nostro Paese.”

Alberto Gatto, Sindaco di Alba, sulla valorizzazione delle eccellenze territoriali

Alberto Gatto, Sindaco di Alba, ha evidenziato come questo riconoscimento interessi in modo particolare la sua città: “Il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO è un traguardo che ci coinvolge in modo particolare. Alba ha costruito la sua reputazione gastronomica, diventando Città Creativa Unesco, grazie alla capacità di valorizzare le proprie eccellenze, dal tartufo bianco ai vini e agli altri prodotti locali, trasformandole in un motore culturale, sociale ed economico per l’intero territorio.”

Secondo Gatto, valorizzare la cucina significa mettere al centro le persone, i saperi e le tradizioni, trasformando qualità in opportunità concrete di sviluppo. La costruzione di reti tra produttori, comunità, istituzioni e imprese, promuovendo sostenibilità, inclusione e partecipazione, rappresenta un modello dove cultura, innovazione e lavoro si rafforzano reciprocamente. Il Sindaco ha citato come esempio concreto la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, recentemente conclusa.


Prospettive future per la gastronomia italiana

L’iscrizione della Cucina Italiana nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO apre scenari significativi per la promozione internazionale delle produzioni agroalimentari nazionali e per il rafforzamento dell’identità gastronomica dei territori.

Le tre Città Creative intendono sfruttare questa occasione per intensificare la cooperazione con altre realtà italiane e straniere, sviluppando programmi formativi rivolti alle nuove generazioni, sostenendo la ricerca applicata nel settore alimentare e promuovendo modelli di consumo responsabile e consapevole.

Il riconoscimento UNESCO rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma una base solida su cui costruire nuove iniziative capaci di tutelare il patrimonio gastronomico italiano e di valorizzarlo come risorsa strategica per lo sviluppo culturale ed economico del Paese.

Scopri come la cucina italiana è diventata Patrimonio UNESCO
Ennio Barbieri