A Zola Predosa il vino diventa inclusione: “Il Sommelier Astemio” con AIS Emilia

A Zola Predosa il vino diventa inclusione: “Il Sommelier Astemio” con AIS Emilia

Da Bari a Bologna: la storia di un progetto che cambia prospettiva

Una domanda semplice ma tutt’altro che scontata: si può diventare sommelier senza bere vino? Ebbene la risposta, già da qualche anno, è sì. “Il Sommelier Astemio” nasce all’interno di AIS Bari, grazie all’intuizione di Raffaele Massa, e da allora ha percorso un cammino che lo ha portato a diventare un progetto nazionale di inclusione sociale, l’unico del suo genere in Italia.

L’idea alla base è tanto concreta quanto ambiziosa: offrire ai ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (BES) — che non possono assumere sostanze alcoliche — gli strumenti culturali e professionali per avvicinarsi al mondo del vino. Non per degustarlo, ma per conoscerlo, raccontarlo, lavorarci. Il lunedì 26 gennaio 2025 questo progetto ha messo radici anche a Zola Predosa (BO), dove AIS Puglia ha promosso l’iniziativa e AIS Emilia ha preso in carico la parte didattica, mettendo a disposizione i propri sommelier.


Il contesto locale: Ricreamente, il Comune e l’istituto Veronelli

Niente nasce dal nulla, e questo progetto non fa eccezione. Il percorso che ha portato “Il Sommelier Astemio” a Zola Predosa ha coinvolto una rete di soggetti locali che si sono mossi in modo coordinato. Il consigliere comunale Paolo Grazia ha svolto un ruolo chiave nel mettere in contatto le parti: da un lato Roberta Foglia, referente dell’associazione Ricreamente APS-ADS — che ospita le lezioni nella sua sede di via Leonardo da Vinci 19/2-3 — dall’altro Elena Marvasi, figura di riferimento per gli studenti dell’Istituto IPSAR Luigi Veronelli, sede di Valsamoggia, a cui sono iscritti gli otto aspiranti sommelier astemi che partecipano al corso.

Un piccolo gruppo, otto ragazze e ragazzi a partire dai 16 anni, ma con alle spalle un sistema di supporto costruito con cura e attenzione.



Come funziona: struttura e metodologia del corso

Il percorso formativo si sviluppa in 14 lezioni a cadenza settimanale e segue i contenuti fondamentali della didattica AIS: viticoltura, enologia, caratteristiche dei vini, tecniche di servizio e abbinamento cibo-vino. Due sono i sensi privilegiati: la vista e l’olfatto, che diventano strumenti principali di esplorazione e analisi.

Il materiale didattico adottato è il testo Io Valgo – Imparo a raccontare il Vino, pensato appositamente con un linguaggio accessibile, illustrazioni e didascalie che facilitano la comprensione e aiutano la memorizzazione anche per chi ha modalità di apprendimento differenti.

Ogni lezione non si svolge mai in solitudine: accanto ai sommelier AIS è sempre presente un tutor specializzato — che può essere un pedagogista, un docente di sostegno, un educatore professionale o uno psicologo — per garantire che la didattica sia costantemente calibrata sulle capacità e i tempi di ciascun partecipante.

Il percorso si concluderà a metà aprile con una visita presso un’azienda vitivinicola del territorio, momento in cui teoria e pratica si incontrano e i ragazzi possono toccare con mano la realtà produttiva che stanno imparando a conoscere.


Gratuito per tutti: il ruolo degli sponsor e delle istituzioni

Il corso è completamente gratuito per i partecipanti, risultato possibile grazie al sostegno congiunto di enti pubblici e privati. In particolare, Banca Intesa San Paolo ha contribuito con 3.000 euro, un segnale concreto di come il mondo imprenditoriale possa scegliere di investire su progetti a forte valenza sociale.


Perché conta: inclusione, autonomia e cultura del vino responsabile

Il Sommelier Astemio” non è un corso di degustazione adattato. È qualcosa di diverso nella sua stessa concezione: usa il vino come linguaggio, come sistema di conoscenza, come porta d’accesso a un settore professionale reale. Per ragazzi che spesso si trovano ai margini delle proposte formative tradizionali, questo significa qualcosa di tangibile: competenze spendibili, un’esperienza strutturata, la possibilità concreta di orientarsi verso il mondo del lavoro.

AIS Emilia porta avanti questa iniziativa come parte di un impegno più ampio verso una cultura enologica che sia davvero per tutti: non elitaria, non escludente, ma capace di generare crescita personale e opportunità reali. In questo, Zola Predosa diventa un esempio di come formazione, territorio e volontà istituzionale possano lavorare nella stessa direzione.

Ennio Barbieri