Il 13 febbraio 2026, si è svolto un incontro a carattere nazionale nella Sala del Consiglio Comunale di Parma che punta a diventare un riferimento per le politiche culturali italiane. L’evento “ANCI e Città Creative UNESCO: rete e innovazione per lo sviluppo territoriale” ha riunito per la prima volta in modo organico i rappresentanti di ANCI e quelli delle principali Città Creative UNESCO italiane, con l’obiettivo di dare forma a una collaborazione istituzionale concreta e duratura.
Intorno al tavolo si sono seduti il Sindaco di Parma Michele Guerra, il Responsabile del Dipartimento Cultura di ANCI Vincenzo Santoro e l’Assessore con delega alla Città Creativa UNESCO Marco Bosi, insieme ai Sindaci e agli Assessori di Biella, Fabriano, Bergamo, Bolzano, Carrara, Como, Faenza, La Spezia, Pesaro e Torino.

Il ruolo di Parma e la visione del Sindaco Guerra
Parma non è nuova a questo tipo di impegno. La città emiliana, riconosciuta Città Creativa UNESCO della Gastronomia, ha già avviato una serie di collaborazioni con altri centri iscritti nella stessa rete internazionale, e l’incontro di febbraio ha rappresentato l’occasione per estendere questa esperienza su scala nazionale.
Il Sindaco Michele Guerra ha inquadrato chiaramente la posta in gioco, un discorso che non si limita alla retorica: dietro le parole di Guerra c’è la consapevolezza che la rete UNESCO può diventare una leva reale per attrarre risorse private e potenziare il ruolo delle città nel panorama culturale europeo:
“Questa è una giornata molto importante perché oggi abbiamo in presenza a Parma i rappresentanti delle Città Creative UNESCO in dialogo con ANCI.
Avere i sindaci di queste città, rappresenta per la città di Parma un’occasione significativa, per creare insieme un lavoro di squadra che ad esempio noi già stiamo facendo basato sulla gastronomia con le Città Creative UNESCO di Alba e Bergamo, un lavoro di squadra che vorremmo estendere anche alle altre città creative italiane per collaborare su progetti comuni che possono avere una Eco Nazionale rafforzata.
Il primo obiettivo che ci diamo è cercare di trovare anche a livello nazionale, quindi governativo, ma anche a livello comunitario europeo, dei canali di finanziamento anche privati che possano aiutare le azioni che le Città Creative UNESCO fanno anche condividendo quella base di valori e di progetti che l’Unesco porta con sé e di capire perché l’Italia ha così tante Città Creative UNESCO e quale è la funzione sociale culturale ed economica in questa città che riescono a portare avanti ormai da tanti anni, condividendo quella base di valori e di progetti che l’Unesco porta con sé
ANCI entra nella rete: la posizione di Vincenzo Santoro

Per ANCI, questo incontro segna un cambio di passo. Fino ad ora il rapporto tra l’associazione dei Comuni italiani e le Città Creative UNESCO era rimasto su un piano informale. Con questa iniziativa si punta a strutturarlo.
Vincenzo Santoro, responsabile del Dipartimento Cultura di ANCI, ha spiegato la direzione: “Le Città Creative UNESCO italiane costituiscono una prestigiosa rete di eccellenze culturali e creative, con cui ANCI intende sviluppare un rapporto più solido e duraturo, per sostenerne le azioni, valorizzarne le peculiarità e le buone pratiche e favorirne l’estensione ad altre realtà del nostro Paese.”
Il passaggio è significativo: non si tratta solo di riconoscere l’esistenza della rete UNESCO, ma di accompagnarla concretamente, favorendo anche la partecipazione di nuovi Comuni che ancora non ne fanno parte.
Marco Bosi: Parma laboratorio di pratiche condivise
Le parole di Bosi fanno emergere un tema centrale: la condivisione di strumenti e modelli tra città diverse può accelerare lo sviluppo di politiche culturali più efficaci, evitando che ogni realtà debba ricominciare da zero.

L’Assessore Marco Bosi, che coordina le attività legate al titolo UNESCO per il Comune di Parma, ha sottolineato il significato istituzionale della scelta di ospitare l’incontro in città: “Ospitare a Parma questo momento di confronto nazionale è un segnale importante del ruolo che la nostra città sta assumendo all’interno della Rete delle Città Creative UNESCO. La collaborazione con ANCI e con le altre città creative italiane ci permette di condividere visioni, strumenti e buone pratiche, rafforzando la capacità dei territori di generare sviluppo attraverso cultura e innovazione. Lavorare insieme significa costruire politiche più solide e inclusive, capaci di valorizzare il patrimonio creativo del Paese e di trasformarlo in opportunità concrete per le comunità.”

Gli obiettivi concreti emersi dall’incontro
L’appuntamento non si è fermato alle dichiarazioni di intenti. Tra i risultati pratici emersi figurano:
- L’organizzazione di forum congiunti tra le città aderenti alla rete UNESCO e ANCI
- L’attivazione di tavoli tematici su politiche culturali e progettazione territoriale
- La definizione di proposte comuni da sottoporre agli organi istituzionali competenti
- L’individuazione di opportunità di finanziamento nazionali ed europee
- La promozione di studi e analisi dedicati alle industrie culturali e creative
- Il potenziamento della capacità progettuale delle Città Creative UNESCO attraverso iniziative coordinate
Si tratta di una agenda operativa che trasforma il confronto in una piattaforma di lavoro stabile, con ricadute attese sia sul piano della governance culturale che su quello degli investimenti.
Le 16 Città Creative UNESCO italiane: un patrimonio da valorizzare
L’Italia è oggi il Paese europeo con il maggior numero di Città Creative UNESCO: sono 16 in totale, distribuite su tutto il territorio nazionale, e coprono ambiti che vanno dalla gastronomia al design, dalla musica ai media digitali, passando per cinema, letteratura e artigianato.
Ogni città porta con sé una vocazione specifica che riflette la complessità del “saper fare italiano“: Faenza con la sua ceramica, Fabriano con la carta artigianale, Torino con il design e così via. Queste realtà condividono i valori fondanti della Rete UNESCO: sostenibilità, partecipazione civica e rigenerazione urbana.
Fare rete tra loro, con il supporto di ANCI, significa mettere a sistema un capitale culturale e produttivo che oggi è ancora troppo frammentato per esprimere tutto il suo potenziale.
